Le parole per mettere in comunicazioni generazioni diverse
ALESSANDRIA – Questa mattina, venerdì 27 febbraio 2026, nel Salone Conferenze Cultura e Sviluppo in Piazza Fabrizio De Andrè ad Alessandria, A.D.A. Odv Alessandria, insieme a UIL Pensionati Alessandria e UPO, ha incontrato ragazzi e cittadini per soffermarsi sulle “Parole vecchie e nuove, nel dialogo tra generazioni”.
Ne hanno parlato Beatrice Tesauri, Psicologa borsista UPO Alessandria, Antonio Rosario Derinaldis, Portavoce nazionale Rete Associativa ADA, Serena Laguzzi, Social Media manager e formatrice SKAL AGENCY e Alessio Versace, esperto in comunicazione Modus Operandi, introdotti da Serena Piscitello, addetta stampa UIL Alessandria. L’appuntamento ha rappresentato il momento conclusivo di un progetto che ha voluto indagare il tema del dialogo intergenerazionale, allo scopo di agevolare la comprensione reciproca tra “nonni e nipoti”, che spesso sembrano parlare se non lingue differenti, certamente con termini di non facile comprensione reciproca. Il progetto è frutto dell’elaborazione di un questionario somministrato a ragazzi della Generazione Z (nati tra metà anni 90 e il 2010 – Centennials) e della Generazione Alpha (nati dopo il 2010 – Screenagers), ma anche a persone di età più matura, allo scopo di ricostruire le diverse forme di linguaggio in uso tra le generazioni. Nel corso del 2024 e del 2025 sono stati intervistati studenti di diverse età che frequentano le scuole secondarie di primo e secondo grado, ma anche studenti di corsi universitari tenuti dai docenti UPO. Tutte e tutti dovevano indicare i vocaboli e le espressioni più frequentemente in uso nelle loro più comuni conversazioni.
L’analisi empirica dimostra come l’evoluzione tecnologica abbia significative ricadute anche sul linguaggio in uso in una determinata comunità di riferimento. La digitalizzazione è uno dei principali driver di cambiamento, infatti con la crescente diffusione della digitalizzazione, anche i significati delle parole possono cambiare. La riprova è l’utilizzo del lessico al quale ricorriamo: molti termini sono caduti in disuso, diventando obsoleti, mentre parole nuove si sono affacciate nelle conversazioni. Lo studio ha voluto soffermarsi sul linguaggio verbale, per ricostruire e analizzare i vocaboli e le espressioni utilizzate dai nati in anni diversi, ma anche sul linguaggio non verbale, come la mimica e la gestualità fisica, non sono mancate ripercussioni. L’atto del rispondere al telefono risulta significativamente differente per una generazione che non ha conosciuto il vecchio apparecchio da tavolo con la cornetta. L’obiettivo del progetto è offrire alle persone più mature strumenti utili a comprendere a fondo e sotto molteplici aspetti il linguaggio dei più giovani, ma anche far conoscere ai ragazzi espressioni e modi di dire che venivano comunemente utilizzati in passato: questa la premessa essenziale per un dialogo costruttivo ed efficace.