21 Marzo 2026
05:30
Torino abbraccia le vittime innocenti delle mafie: sabato 21 marzo il corteo nazionale tra memoria e “fame di verità”
TORINO – Torino si prepara ad accogliere centinaia di familiari di vittime della criminalità organizzata provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, dalla Francia al Messico, per la 31esima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Questo sabato 21 marzo, primo giorno di primavera, il capoluogo piemontese tornerà a essere, a vent’anni dall’ultima volta, il cuore della manifestazione nazionale promossa da Libera.
Il corteo partirà da piazza Solferino per attraversare la città fino a piazza Vittorio Veneto, dove saranno letti i nomi delle 1.117 vittime innocenti delle mafie. A chiudere la giornata sarà l’intervento del fondatore di Libera, don Luigi Ciotti.
Lo slogan di quest’anno è “Fame di verità e giustizia” e per don Ciotti la parola da sottolineare è proprio “fame”. L’80% dei familiari delle vittime non conosce ancora la verità. Un dato che pesa e che, secondo il sacerdote, racconta quanto l’omertà continui a essere un ostacolo: “Le verità passeggiano per le vie del nostro Paese, ma l’omertà uccide la speranza. Senza verità non si può costruire giustizia”.
La Giornata, istituita con la legge n. 20 dell’8 marzo 2017 ma nata già nel 1996, rappresenta da trent’anni un momento di memoria collettiva e impegno civile. Un percorso che ha portato alla costruzione di un elenco delle vittime innocenti, aggiornato ogni anno: nel 2026 si aggiungono 15 nuovi nomi, persone di cui per anni non si conosceva nemmeno l’esistenza .
Non solo commemorazione, ma anche azione concreta: negli anni attorno a questo impegno sono nate esperienze come l’uso sociale dei beni confiscati, progetti educativi, reti internazionali e percorsi di giustizia rigenerativa. A Roma, nel 2023, è stato inaugurato anche ExtraLibera, spazio multimediale dedicato soprattutto ai giovani.
Dopo l’edizione 2025 a Trapani, Libera ha scelto di tornare al Nord, individuando Torino e il Piemonte come luoghi simbolici di impegno sociale e civile. Una città che ha dato origine a esperienze fondamentali come il Gruppo Abele e il mensile Narcomafie, oggi lavialibera, e che è stata segnata da figure chiave nella lotta alla criminalità, come il magistrato Bruno Caccia.
Il 21 marzo sarà dunque non solo un giorno di ricordo, ma anche un abbraccio collettivo alle famiglie delle vittime e un richiamo alla responsabilità condivisa. In un contesto segnato da disuguaglianze e fragilità sociali, Torino vuole rilanciare un messaggio chiaro: la memoria non può andare in prescrizione e la lotta alle mafie resta una priorità.