Autore Redazione
lunedì
13 Aprile 2026
11:21
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Cronaca - Alessandria

Bosnia: cecchini a Sarajevo, l’alessandrino interrogato non risponde. “Ha solo millantato racconti di altri”

Bosnia: cecchini a Sarajevo, l’alessandrino interrogato non risponde. “Ha solo millantato racconti di altri”

AGGIORNAMENTO – Nell’interrogatorio in Procura “si è avvalso della facoltà di non rispondere per il semplice motivo che sono tre giorni che non dorme per un’accusa pazzesca. Abbiamo depositato una memoria di due pagine dove spiega che era semplicemente un millantare racconti che aveva avuto da gente che effettivamente è andata là“. Lo afferma l’avvocata Licia Sardo che difende l’ex cacciatore indagato per omicidio volontario continuato e aggravato da motivi abietti nell’inchiesta della Procura di Milano sul caso dei cosiddetti ‘cecchini del weekend’ nella Sarajevo sotto assedio tra il 1992 e il 1996.

Il 64enne, nato a Genova e residente in provincia di Alessandria, in alcune interviste ha ammesso di essere stato in Bosnia per combattere con un gruppo paramilitare, ma ha negato di aver partecipato a ‘safari a pagamento’. “Chi è andato ad ammazzare donne e bambini si autopagava il viaggio, i suoi amici che sono andati lo hanno raccontato – spiega la legale -. Da lì a dire che era come andare alla caccia alla tigre, pago 10mila euro per la testa di un civile, ne corre”.

A chi di recente lo ha intervistato, l’indagato avrebbe ammesso le sue simpatie per l’ultradestra e avrebbe rivendicato la sua partecipazione alla guerra, un punto su cui ora farebbe marcia indietro. “Ha raccontato cose che gli sono state raccontate perché lui non ha potuto fare neanche il servizio militare” replica l’avvocata a chi gli chiede se il suo assistito ha impugnato armi. Nell’inchiesta del pubblico ministero Alessandro Gobbis e del procuratore capo Marcello Viola gli indagati sono in tutto quattro.

MILANO – È iniziato l’interrogatorio dell’ex cacciatore indagato nell’inchiesta della Procura di Milano sul caso dei cosiddetti ‘cecchini del weekend‘ nella Sarajevo sotto assedio tra il 1992 e il 1996. Il 64enne, nato a Genova e residente in provincia di Alessandria, ha ammesso in alcune interviste di essere stato in Bosnia per combattere con un gruppo paramilitare, ma ha negato di aver partecipato a ‘safari a pagamento’.

In particolare, a chi lo ha intervistato, avrebbe confidato le sue simpatie per l’ultradestra e l’avversione contro i musulmani. Inoltre, avrebbe spiegato che c’erano persone di Milano che organizzavano dei charter che decollavano nei fine settimana. L’uomo, che nega di aver preso parte a presunti ‘safari umani’ ma rivendica la sua partecipazione alla guerra, spiega le procedure. “Si partiva da dei piccoli aeroporti sulla costa adriatica. Poi o si sbarcava in Macedonia oppure in Montenegro. C’erano anche degli stranieri: inglesi, francesi, tedeschi. Qualcuno da Milano andava anche per divertirsi“.

Nell’inchiesta del pubblico ministero Alessandro Gobbis e del procuratore capo Marcello Viola gli indagati per omicidio volontario continuato e aggravato da motivi abietti sono in tutto quattro.

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