22 Aprile 2026
13:12
Scoperto sul web gruppo antisemita che esortava azioni violente. Un arresto a Pavia e 15 perquisizioni in Italia
PAVIA – Questa mattina la Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha arrestato, in esecuzione di un’ordinanza che dispone la misura cautelare degli arresti domiciliari, un diciannovenne, residente a Pavia, ritenuto responsabile della promozione e direzione di un gruppo che aveva tra i propri scopi la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa. Il giovane inoltre, in concorso con altri, aveva avviato una attività di propaganda di contenuti sempre razzisti, fondati anche sulla minimizzazione della Shoah e sull’apologia del genocidio del popolo ebraico.
L’operazione, su delega delle Procure della Repubblica del capoluogo lombardo, sia ordinaria che per i Minorenni, ha portato poi a eseguire 14 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti giovani estremisti, di cui 9 minorenni, indagati a vario titolo per gli stessi reati e residenti nelle province di Cagliari, Caserta, Cosenza, Materia, Perugia, Roma, Viterbo, Salerno, Siena e Torino.
L’attività scaturisce dopo un’articolata indagine condotta dalla Sezione Antiterrorismo della D.I.G.O.S. della Questura di Milano, coadiuvata dalla D.I.G.O.S di Pavia, in stretta sinergia con la Direzione Centrale Polizia di Prevenzione – Servizio per il Contrasto del Terrorismo e dell’Estremismo Interno, e trae origine dalla costante attività di web-monitoring svolta nei confronti degli ambienti dell’estrema destra suprematista e neonazista, che ha consentito di individuare un gruppo attivo su una piattaforma di instant messaging, costituito e gestito dall’arrestato e facilmente accessibile da chiunque. Il canale creato, battezzato “Chat Terza Posizione”, richiamava alla nota omonima formazione eversiva degli anni ’70.
Il controllo della chat da parte degli inquirenti ha confermato l’attività di propaganda di matrice neofascista, neonazista e marcatamente antisemita della persona arrestata e degli altri componenti del gruppo. Un atteggiamento culminato anche nell’aperta esaltazione degli autori di gravi attentati di matrice suprematista, come Brenton Tarrant, autore della strage di Christchurch nel marzo 2019, oltre che nell’apologia della Shoah. Tra i contenuti poi richiami alla “white jihad”, fenomeno di “ibridazione ideologica” tra gli elementi di propaganda dell’estrema destra radicale neonazista e quelli riconducibili al terrorismo di matrice jihadista, accomunati entrambi dal marcato antisemitismo.
La profonda matrice razzista è emersa anche nella creazione del canale ad hoc “Centro stvdi terza posizione” e la redazione, probabilmente con altre persone, di un documento ideologico in 5 punti dal titolo “Manifesto della terza posizione”, infarcito di propositi eversivi e asserzioni antisemite. L’ampia attività di propaganda e reclutamento, estesa sui canali social dle 19enne, era arrivata anche a proiettare il sodalizio nel “mondo reale”, organizzandosi sul territorio in “Squadroni d’Azione Rivoluzionaria” per compiere azioni violente in linea con le finalità del gruppo.
La pericolosità di queste azioni è emersa anche in azioni concrete commesse da diversi membri del sodalizio, anche minorenni, autori di attività delittuose più o meno gravi poi “rivendicate” online, quando identificati sono stati oggetto di autonome attività di polizia giudiziaria. Emblematico il caso del minore trevigiano tratto in arresto lo scorso mese di dicembre per addestramento con finalità di terrorismo, dopo un’indagine condotta dalle D.I.G.O.S. di Milano e Treviso e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia.
Gli ulteriori approfondimenti svolti nel corso dell’indagine, per identificare il maggior numero di membri della chat, ha poi consentito di individuare un altro gruppo simile, anche in questo caso accessibile a chiunque, chiamato “Nuova Italia” e amministrato da due giovani perquisiti che si spacciavano per Presidente e Vicepresidente del sodalizio. Anche in questo caso sono state individuate condotte analoghe e sono stati diffusi contenuti del tutto similari a quelli riscontrati su “Terza Posizione”, tanto che alcuni dei partecipanti indagati, otto in tutto, tutti minorenni, erano presenti anche su quest’ultima chat. In tale contesto, sempre nella mattinata di oggi la D.I.G.O.S. di Pescara ha eseguito una perquisizione ex art. 41 TULPS nei confronti di un ventiduenne, sedicente ex militare e responsabile della sezione pescarese di “Nuova Italia”, che, sui social, aveva ostentato il possesso di armi da fuoco.
Infine, altri due tra i minori perquisiti sono risultati attivi frequentatori di un altro ambiente virtuale di identica connotazione ideologica neonazista e suprematista nel quale, fra l’altro, hanno
pubblicato anche diversi video concernenti la fabbricazione di esplosivi. Il gruppo è emerso all’attenzione della D.I.G.O.S. di Milano all’esito dell’analisi del dispositivo sequestrato a un terzo
minore, già sottoposto a perquisizione su delega della Procura minorile meneghina nel luglio dello scorso anno, nell’ambito di una più ampia operazione condotta in tutta Italia dalla Polizia di Stato nei confronti di giovani e giovanissimi emersi in analoghi contesti estremisti.