Autore Redazione
mercoledì
22 Aprile 2026
15:40
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Cronaca - Pavia

Orrore in chat razziste di Pavia: “Useremo la testa degli ebrei come palle da calcio” e “Rifondiamo le SS”

Orrore in chat razziste di Pavia: “Useremo la testa degli ebrei come palle da calcio” e “Rifondiamo le SS”

PAVIA – Sono agghiaccianti i contenuti delle chat al centro dell’inchiesta della Digos di Milano che ha portato all’arresto di un 19enne pavese per propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa e a 14 perquisizioni (9 nei confronti di minori) nelle province di Cagliari, Caserta, Cosenza, Materia, Perugia, Roma, Viterbo, Salerno, Siena e Torino.

Secondo me basta aspettare e un giorno useremo la testa di ogni singolo ebreo come palla da calcio” è uno dei messaggi veicolati nella chat ‘Terza posizione’ che ha innescato l’indagine.

Nell’ordinanza firmata dalla giudice per le indagini preliminari di Milano Rossana Mongiardo sono riportati i profili social dell’arrestato, ma anche le chat in cui il 19enne dialoga con utenti anonimi, i quali “condividendo pubblicamente ideali di violenza ed intolleranza, sono parte attiva in un processo di indottrinamento e auto-indottrinamento collettivo ideato dallo stesso arrestato“. Un minorenne propone, senza successo, la “marcia su Roma”, c’è chi invece lancia l’idea”Rifondiamo le SS“, c’è chi diffonde i manifesti di culto “dei militanti neonazisti e suprematisti” e chi elogia il gruppo ‘articolo 52’, i cui autori si sarebbero resi autori di un pestaggio di un immigrato a Milano e su cui la procura sta svolgendo un’indagine specifica. Si fa riferimento alla rivendicazione per un danneggiamento fatto a Siracusa alla sede di Sinistra Italiana e tra chi partecipa alle chat c’è un minorenne di Treviso arrestato (in un’inchiesta autonoma di della Procura per i minorenni di venezia) per apologia di terrorismo ed addestramento ed auto addestramento per finalità di terrorismo.

I dialoghi – riportati nell’indagine del pm di Milano Alessandro Gobbis – non risparmiano l’intolleranza verso gli omosessuali, le lodi per Adolf Hitler e il suprematismo bianco, ma anche il “preoccupante sintomo della cosiddetta ‘ibridazione’ tra propaganda di estrema destra radicale e contenuti riconducibili a gruppi jihadisti“. Il ritrovamento del libro, in formato pdf, nel cellulare dell’arrestato del ‘Mein Kampf’ può essere letto, scrive la gip, “come parte importante del percorso di auto indottrinamento” dell’arrestato che nega l’olocausto e che avrebbe voluto iniziare un non meglio imprecisato “progetto” cavalcando “l’ondata di destra” che sembra attraversare l’Europa. “Faremo tutto, io ho i miei piani scritti, ho tutti i materiali, ho tutto, quindi non ti preoccupare…ci inizieremo a muovere, però, non abbiamo più tempo da perdere” dice l’arrestato al suo interlocutore.

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