Autore Redazione
venerdì
5 Giugno 2026
15:47
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Politica - Alessandria

Pfas: Comitato Stop Solvay e Alleanza Verdi Sinistra sollecitano l’assessore Riboldi su biomonitoraggio e bonifiche

Pfas: Comitato Stop Solvay e Alleanza Verdi Sinistra sollecitano l’assessore Riboldi su biomonitoraggio e bonifiche

ALESSANDRIA – “Se per anni la politica ha ignorato il problema Pfas, questo non può diventare il metro con cui misurare l’azione di oggi“. Il Comitato Stop Solvay ha replicato così alle parole dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, intervenuto dopo il presidio dei comitati e dei cittadini di Spinetta davanti al Tribunale di Alessandria in occasione dell’udienza preliminare del processo a due ex direttori dello stabilimento Syensqo, ex Solvay, Stefano Bigini e Andrea Diotto. “Prendiamo atto che, dopo mesi di silenzio, l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi sia tornato a parlare di Spinetta Marengo. È significativo, però, che le risposte arrivino solo dopo una mobilitazione pubblica o quando si punge l’orgoglio personale di qualcuno. Alle richieste formali di incontro, alle domande sul biomonitoraggio, sulla presa in carico sanitaria, sulla task force regionale e sul futuro del territorio non era invece seguita alcuna risposta” hanno sottolineato gli esponenti del Comitato.

“Ci fa piacere che l’Assessore abbia deciso di intervenire. Ma le questioni aperte restano tutte sul tavolo. Riconosciamo senza difficoltà che il biomonitoraggio promosso dalla Regione sia stato un passaggio importante. Fino a pochi anni fa il tema pfas era sostanzialmente ignorato dalla politica piemontese e il fatto che oggi se ne parli apertamente è anche il risultato delle mobilitazioni, delle denunce e delle richieste avanzate per anni da cittadini, comitati e associazioni. Ma non si può pensare che prelevare il sangue alle persone esaurisca il problema. Oggi ci sono cittadine e cittadini che hanno scoperto di avere pfas nel sangue e che non sanno quali percorsi sanitari seguire, quali controlli effettuare nel tempo, quale supporto riceveranno e quali strumenti la sanità pubblica metterà loro a disposizione. Su questo la Regione è ancora gravemente in ritardo”. 

“Vale la pena ricordare che le prime analisi del sangue per la ricerca dei PFAS nella popolazione di Spinetta, non le ha promosse la Regione. Sono nate grazie all’impegno di cittadini, associazioni e comitati che hanno costruito percorsi indipendenti di analisi e ricerca insieme all’Università di Liegi e a laboratori specializzati in Germania. Il nodo, però, è che serve una posizione chiara sulla progressiva eliminazione dell’intera classe dei PFAS, sostanze persistenti che si accumulano nell’ambiente e negli organismi viventi. Finché si continuerà a ragionare molecola per molecola, finchè si continuerà a misurare il danno senza fermarne la causa, arriveremo sempre in ritardo. Per questo non comprendiamo il senso del paragone con il passato. Se per anni la politica ha ignorato il problema PFAS, questo non può diventare il metro con cui misurare l’azione di oggi. Il fatto che ieri si sia fatto troppo poco non significa che oggi sia sufficiente fare appena qualcosa in più. Sarebbe come vantarsi di aver chiamato i pompieri, mentre la casa continua a bruciare. Allo stesso modo, il fatto che altri enti abbiano compiuto scelte profondamente sbagliate non può diventare un alibi per continuare su quella strada. Che il Comune di Alessandria abbia scelto di accettare un risarcimento per il danno ambientale subito da questo territorio è stato ed è un errore gravissimo. Lo abbiamo detto allora e lo ribadiamo oggi: decenni di contaminazione e malattie non si monetizzano. Si bonificano”.

“Quanto ai “gruppi organizzati”, respingiamo con forza qualsiasi tentativo di contrapporli alla popolazione” ha concluso il Comitato Stop Solvay “i comitati sono composti da cittadini, genitori, lavoratori, pensionati, giovani e famiglie che vivono questo territorio. Sono le stesse persone che partecipano agli incontri pubblici, che hanno aderito al biomonitoraggio, che convivono con i PFAS nel sangue. I comitati sono una parte di questa comunità e ne rappresentano le preoccupazioni, le domande e le richieste. E la richiesta è semplice: quando la Regione intende concludere il lavoro che ha iniziato? Perché le analisi del sangue sono importanti, ma rappresentano soltanto il punto di partenza”.

“Siamo d’accordo con l’assessore Riboldi: la priorità è la bonifica dell’area di Spinetta Marengo e la dismissione delle produzioni inquinanti, non certo le polemiche” le parole di Alice Ravinale, capogruppo AVS in Regione Piemonte, Eugenio Spineto, segretario provinciale Sinistra Italiana e Raoul Oliva, co-portavoce provinciale Europa Verdeaccogliamo dunque con favore il fatto che l’assessore abbia finalmente dichiarato che la Regione non è disponibile ad alcuna transazione in assenza di un piano serio di bonifica e di cessazione dell’inquinamento da pfas: è una notizia, per noi certamente positiva, posto che soltanto la settimana scorsa la Giunta Cirio aveva dato risposta ben più laconica ad un’interrogazione relativa al processo, dando atto di una trattativa in corso e “non ancora conclusa”. Visto quanto tempo abbiamo dovuto attendere per questa risposta, posto che le prime nostre interrogazioni sul tema risalgono a febbraio, è chiaro che tenere alta l’attenzione su questo processo e sul tema, come sta facendo il Comitato Ce l’ho nel sangue di Spinetta è necessario per evitare che tutta questa terribile vicenda venga derubricata a una mera questione economica. Attendiamo l’udienza del 25 giugno, auspicando che il piano di bonifiche e di cessazione delle produzioni inquinanti possa concretizzarsi quanto prima e che la Regione metta analoga attenzione anche sul rinnovo dell’Autorizzaizone Integrata Ambientale di Syensqo, scaduta dal 2022″. 

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