Autore Redazione
giovedì
23 Luglio 2026
14:41
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Cronaca - Italia - Lombardia - Piemonte

Benzina e gasolio sempre più cari: in tre settimane il pieno costa fino a 14 euro in più

Benzina e gasolio sempre più cari: in tre settimane il pieno costa fino a 14 euro in più

ITALIA – Continua senza freni la corsa dei prezzi dei carburanti in Italia. Il gasolio ha raggiunto livelli mai registrati prima, con il prezzo medio in autostrada che tocca i 2,213 euro al litro, il valore più alto dall’avvio delle rilevazioni giornaliere del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), iniziate nell’agosto 2023. A lanciare l’allarme è l‘Unione Nazionale Consumatori, che torna a chiedere al Governo il ripristino dello sconto sulle accise abolito lo scorso 3 luglio.

Secondo l’analisi dell’associazione, ormai tutte le regioni italiane hanno superato i 2,10 euro al litro per il gasolio nella modalità self service. Sul podio dei prezzi più elevati si conferma Bolzano, dove il gasolio viene venduto in media a 2,183 euro al litro, seguita dalla Sicilia con 2,173 euro e dal Friuli Venezia Giulia con 2,172 euro. Tra le regioni con i prezzi più alti figurano anche Calabria (2,157 euro), Basilicata (2,151), Campania (2,149), Sardegna (2,148) e Trento (2,146). Poco sotto la media nazionale si collocano anche Lombardia e Toscana, entrambe a 2,137 euro, mentre il Piemonte registra un prezzo medio di 2,136 euro al litro.

Per la benzina, invece, il prezzo medio sulla rete ordinaria è pari a 1,957 euro al litro, mentre in autostrada arriva a 2,048 euro. Anche in questo caso è Bolzano a guidare la classifica con 1,993 euro al litro, davanti a Friuli Venezia Giulia e Sicilia, entrambe a 1,977 euro. Tra le regioni con i prezzi più elevati si trovano anche Calabria e Molise (1,974 euro), Basilicata (1,973), Valle d’Aosta (1,972) e Puglia e Trento (1,970). Piemonte, Emilia-Romagna e Lombardia restano leggermente al di sotto della media nazionale, rispettivamente con 1,950 e 1,949 euro al litro.

È però il confronto con i prezzi del 3 luglio, ultimo giorno in cui era in vigore lo sconto sulle accise, a fotografare meglio l’entità della stangata. Per il gasolio, il Friuli Venezia Giulia registra l’incremento maggiore: 27,9 centesimi al litro, pari a 13,95 euro in più per un pieno da 50 litri. Seguono Sicilia (+13,75 euro) e Veneto (+13,70 euro), mentre Emilia-Romagna si ferma a +13,20 euro. Tra le regioni più penalizzate figurano anche Bolzano e Lombardia, entrambe con un aumento di 26,3 centesimi al litro, che significa 13,15 euro in più per un pieno, subito seguite dal Piemonte, dove il rincaro raggiunge 26,2 centesimi al litro, pari a 13,10 euro per un rifornimento da 50 litri. Si tratta di incrementi superiori alla media nazionale, che si attesta a 12,95 euro, e persino più elevati di quelli registrati in autostrada, dove l’aumento medio è di 12,25 euro.

Anche sul fronte della benzina i rincari risultano significativi. I maggiori aumenti si registrano in Friuli Venezia Giulia e Veneto, con 16,4 centesimi al litro in più, equivalenti a 8,20 euro per un pieno, seguiti dalla Sicilia (+7,95 euro). Liguria e Piemonte condividono il quarto posto con un incremento di 15,8 centesimi al litro, pari a 7,90 euro, mentre Lombardia, insieme a Puglia e Sardegna, registra un aumento di 15,5 centesimi, corrispondente a 7,75 euro per un pieno. Anche in questo caso gli incrementi sono in linea o superiori alla media nazionale, fissata a 7,70 euro.

Di fronte a questi dati, il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, torna a sollecitare un intervento dell’Esecutivo: “Mentre il gasolio supera oggi in autostrada i 2,2 euro al litro e tutte le regioni hanno ormai oltrepassato la soglia dei 2,1 euro, è ancora più preoccupante l’escalation dei prezzi registrata dopo la fine dello sconto sulle accise. Chiediamo al Governo che, come Ponzio Pilato, se ne sta lavando le mani, di ripristinare la riduzione delle accise: se non ora, quando?”, afferma Dona.
L’associazione sottolinea come l’aumento del costo dei carburanti rischi di avere effetti ben più ampi rispetto al solo settore della mobilità, incidendo sui costi del trasporto merci, della logistica e, di conseguenza, sull’intera catena dei prezzi al consumo. Uno scenario che alimenta le preoccupazioni di famiglie e imprese e riporta al centro del dibattito la questione fiscale sui carburanti.

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