Autore Redazione
mercoledì
16 Settembre 2026
15:21
Condividi
Cronaca - Lombardia

Fine vita: depositate in Lombardia oltre 17mila firme per legge ‘liberi subito’

Fine vita: depositate in Lombardia oltre 17mila firme per legge ‘liberi subito’

LOMBARDIA – Un corteo da piazza Duca d’Aosta fino a via Fabio Filzi ha ‘scortato’ fino al Pirellone, sede del Consiglio regionale della Lombardia, le oltre 17mila firme in favore della proposta di legge ‘Liberi subito’ sul suicidio assistito, promossa dall’associazione Luca Coscioni e già approvata in Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Sardegna. Presenti Marco Cappato, Matteo Mainardi, coordinatore nazionale della campagna ‘Liberi subito’, Cristiana Zerosi, del comitato promotore lombardo e Valeria Imbrogno, compagna di Dj Fabo e coordinatrice del numero bianco. Insieme a loro le ‘cellule Coscioni’ lombarde e i consiglieri regionali che hanno supportato la raccolta firme.

In Lombardia erano state già raccolte e depositate 8.181 firme a gennaio 2024. A novembre dello stesso anno però – ricorda l’associazione Luca Coscioni – la proposta era stata bloccata in aula con l’approvazione di una questione pregiudiziale di costituzionalità, sulla base dell’idea che la materia fosse di competenza esclusiva dello Stato. La sentenza 204 del 2025 della Corte costituzionale sull’analoga legge toscana ha poi chiarito che le Regioni possono “legittimamente intervenire sul piano organizzativo per rendere effettivi i diritti già riconosciuti dalla Consulta“. Nel 2026 l’associazione Luca Coscioni ha quindi avviato una nuova raccolta firme per presentare una nuova proposta di legge in Regione.

Dalle 17.000 persone che hanno firmato arriva un aiuto importante al Consiglio regionale della Lombardia per affrontare finalmente un tema che è presente nella società, ma che spaventa i partiti“, dicono Zerosi e Cappato, dando però “atto alla giunta Fontana e all’assessore Bertolaso di essersi assunti la responsabilità di fornire risposte ai malati e indicazioni chiare alle aziende sanitarie“. Secondo i rappresentanti dell’associazione Luca Coscioni e del comitato promotore della legge ‘Liberi subito’ in regione è però “fondamentale stabilire norme che non dipendano dalla apertura e sensibilità di chi attualmente governa la Lombardia, ma divengano un patrimonio stabile di regole chiare e condivise, a beneficio e garanzia sia delle persone che soffrono che dei medici operatori sanitari“. L’auspicio è che “essendo stata confermata dalla Corte costituzionale la piena competenza delle Regione nell’organizzazione sanitaria dell’aiuto medico alla morte volontaria, pretesti e alibi, che avevano portato a una prima dichiarazione di incompetenza da parte del Consiglio regionale siano ormai venuti a cadere e si possa procedere a un dibattito e a una decisione libera da pregiudizi e ostruzionismi”.

Condividi