Autore Redazione
venerdì
5 Giugno 2026
20:51
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Politica - Alessandria

Pfas, Comitato Vivere in Fraschetta replica all’assessore Riboldi: “Servono bonifiche e risposte concrete”

Pfas, Comitato Vivere in Fraschetta replica all’assessore Riboldi: “Servono bonifiche e risposte concrete”

ALESSANDRIA – Sul tema dei pfas oltre al Comitato Stop Solvay e Alleanza Verdi Sinistra anche il Comitato Vivere in Fraschetta ha risposto alle dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi. Nove i punti elencati:

  • ritardo e ignoranza passata: la politica ha ignorato per anni il problema dei PFAS, e questa situazione non può essere usata come giustificazione per l’azione attuale.
  • risposte tardive e mobilitazioni: le risposte della Regione sono arrivate solo dopo mobilitazioni pubbliche e pressioni dei cittadini, mentre richieste formali di incontri e chiarimenti sono state ignorate in passato.
  • questioni ancora aperte e in ritardo: nonostante il biomonitoraggio sia stato un passo importante, ci sono ancora molte questioni irrisolte: percorsi sanitari, controlli nel tempo, supporto alla popolazione e strumenti di sanità pubblica.
  • origine delle analisi e necessità di intervento: le analisi sono state condotte grazie all’impegno di cittadini e associazioni, non dalla Regione ed è necessaria una posizione chiara sulla eliminazione totale dei PFAS, sostanze persistenti che si accumulano nell’ambiente e negli organismi viventi.
  • critica alla logica di misurare molecole singolarmente: è insufficiente valutare i danni molecola per molecola. Bisogna intervenire sulle cause profonde dell’inquinamento per evitare ritardi e danni continui.
  • condanna delle decisioni sul risarcimento: la scelta di accettare risarcimenti per danni ambientali è considerata un grave errore; invece di monetizzare, bisogna procedere con bonifiche.
  • ruolo e composizione dei comitati: i comitati sono gruppi di cittadini, genitori, lavoratori e famiglie del territorio, rappresentano le preoccupazioni della comunità e partecipano attivamente alle iniziative.
  • richiesta di conclusione del lavoro e di azioni concrete: la priorità è la bonifica dell’area e la cessazione delle attività inquinanti, non le polemiche. Si chiede quando la Regione concluderà le analisi e le azioni necessarie, sottolineando l’importanza di evitare che la vicenda si riduca a una questione economica.
  • impegno sulla bonifica e cessazione dell’inquinamento: le autorità hanno dichiarato che non si accetteranno trattative senza un piano serio di bonifica e cessazione dell’inquinamento. Chiediamo che le azioni siano concrete e rapide, e che venga prestata attenzione anche al rinnovo delle autorizzazioni ambientali per le aziende coinvolte.
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