Autore Redazione
martedì
16 Giugno 2026
05:52
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Politica - Alessandria

“Stop allo spostamento linea 2 dei bus al Cristo”: il consiglio comunale unito invoca confronto con associazioni

“Stop allo spostamento linea 2 dei bus al Cristo”: il consiglio comunale unito invoca confronto con associazioni

ALESSANDRIA – Due ordini del giorno firmati dalla maggioranza e dall’opposizione votati all’unanimità e con un obiettivo comune: chiedere la sospensione dello spostamento della linea 2 dei bus da corso Acqui a corso Marx, così da favorire un confronto con le associazioni Commercianti e Sud del quartiere Cristo. La polemica politica degli ultimi giorni è stata al centro del dibattito nell’ultimo consiglio comunale di Alessandria: alla fine del confronto il centrosinistra e il centrodestra hanno detto sì a entrambi i testi, frutto di una condivisione di intenti. Per arrivare a una doppia approvazione, infatti, da una parte il capogruppo di Fratelli d’Italia, Emanuele Locci, ha deciso di omettere “polemiche politiche” nei confronti dell’assessore Serra. Dall’altra la capogruppo Pd Rita Rossa ha depennato la parte in cui si ricordavano le parole dell’assessore regionale di Forza Italia, Marco Gabusi, a proposito di un taglio di circa 50 milioni di euro sul trasporto pubblico locale da parte del Governo.

Un doppio sì dell’aula arrivato nella notte e subito apprezzato a stretto giro dalle due associazioni del quartiere Cristo, Commercianti e Sud: Un passo in avanti molto importante. Ringraziamo il consiglio comunale per aver accolto la nostra proposta di richiedere la sospensione della Linea 2 su Corso Carlo Marx in attesa dell’incontro con tutte le parti interessate” hanno sottolineato le due associazioni “ora, senza perdere tempo, andiamo in Comune per proporre alcune soluzioni sulla Linea 2 e lavorare insieme per migliorare il Quartiere. Tutti vogliamo un Quartiere più vivibile, con interventi sulla sosta selvaggia, viabilità e trasporti. Porteremo la voce dei cittadini: tutto si può migliorare con un progetto comune”.

In particolare, inoltre, nell’ordine del giorno del capogruppo Emanuele Locci è stato anche chiesto di sospendere (prima di un confronto con le associazioni dei cittadini) la trasformazione di corso Acqui a senso unico, una ipotesi che secondo l’esponente della minoranza “aleggia nei corridoi“. Sul fronte della maggioranza, poi, Rossa ha parlato di “un vulnus di comunicazione” da parte di Amag Mobilità a proposito dello spostamento della linea 2 da corso Acqui a corso Marx, sostituita da una navetta solo andata.

Significativo, in aula, l’intervento del sindaco, Giorgio Abonante. Il primo cittadino ha ammesso che “forse c’è stata una sottovalutazione nel confronto con le associazioni” ma non ha “scaricato la responsabilità” sull’assessore Serra:Sarebbe ingiusto, ci siamo confrontati più volte sul tema. Sarebbe anche ingiusto attribuire tutte le responsabilità ad Amag Mobilità e all’Agenzia per la Mobilità Piemontese. Il lavoro dell’assessore Serra è stato corretto dal punto di vista della dimensione comunale, riguardo la sicurezza delle persone sulla viabilità, quindi difendo il suo lavoro e il lavoro che abbiamo fatto valorizzando le esperienze associative”. Abonante ha infatti ricordato “il nostro lavoro enorme per valorizzare le associazioni di quartiere”, lodando il loro “il ruolo guida che le stesse associazioni del quartiere Cristo hanno avuto, anche come esempio verso altri quartieri della città, per poi ricordare l’origine di questa vicenda: “Una lettera di Amag Mobilità a proposito di problemi di viabilità e sicurezza in corso Acqui per i cittadini e per i lavoratori dell’azienda. Problemi” ha aggiunto Abonante “che attengono alla dimensione comunale nei termini della sicurezza viabilistica. L’offerta del servizio, invece, attiene alla stessa Amag Mobilità e all’Agenzia della Mobilità Piemontese. Il sindaco ha infine ricordato “i 200 chilometri in meno nel servizio di trasporto pubblico locale “nella nuova organizzazione del servizio stabilita da Amp e Amag mobilità. Dobbiamo pretendere che questi 200 km tornino. Chiediamo che il chilometraggio resti lo stesso”.

Se i due ordini del giorno sono stati alla fine edulcorati da qualsiasi spunto polemico, però, in aula non sono però mancati gli attacchi. Il consigliere di Fratelli d’Italia, Ezio Castelli, in particolare, ha stigmatizzato la “mancanza di rispetto” nei confronti delle associazioni del quartiere e la volontà del Comune di “fare cassa”, ipotizzando la futura introduzione di “zone blu a pagamento”. Castelli ha anche criticato il vicesindaco, e assessore al Commercio, Giovanni Barosini, in quel momento assente: “Quando ci sono problemi lui sparisce”.

Sul fronte della sicurezza, inoltre, il vicino di scranno Maurizio Sciaudone ha criticato il mancato monitoraggio dei flussi di traffico in corso Acqui, con le auto parcheggiate “negli stalli con divieti di sosta permanente, o anche nelle rotonde ma nessuno interviene. Se tutte le regole venissero rispettate, il traffico in corso Acqui sarebbe scorrevole”.

Dalla maggioranza il capogruppo del Movimento 5 Stelle Francesco Gentiluomo ha precisato di non condividere “il metodo di presentazione dell’ordine del giorno” del Partito Democratico:Non è stato un metodo corretto ma votiamo sì perché ascoltare i cittadini è nel dna del Movimento 5 Stelle. Prima dell’ascolto, però, occorre tutelare la sicurezza e la salute degli stessi cittadini. Nessuno ha voluto fare un dispetto ai residenti e ai commercianti di corso Acqui. Questa arteria stradale, però, non è sicura: c’è un problema di sicurezza e di tutela dei beni della collettività. I bus, infatti, sono di proprietà del Comune: i nuovi mezzi elettrici acquistati grazie ai fondi del Pnrr, infatti, rischiano di danneggiarsi a fronte dei tanti dossi presenti in corso Acqui. Sull’ascolto delle associazioni, inoltre, ricordo l’ampliamento del servizio bus fino a Casalbagliano, nato proprio da una richiesta delle associazioni”.

Dalla Lega, infine, il capogruppo Mattia Roggero ha criticato “il metodo impositivo” applicato, secondo lui, dall’amministrazione: “Dallo scorso autunno la giunta era consapevole di questa necessità e non ha condiviso nulla con il territorio. Un errore plateale della giunta e dell’assessore Serra: è evidente che c’è un problema politico”. 

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