Autore Redazione
lunedì
27 Luglio 2026
05:51
Condividi
Cronaca - Alessandria

Ostello femminile di Alessandria: oltre 2500 pernottamenti nel 2025

Ostello femminile di Alessandria: oltre 2500 pernottamenti nel 2025

ALESSANDRIA – Sono state 39 – di cui circa il 80% di origine straniera – le donne ospitate nel corso del 2025 dall’ostello femminile e dal servizio “mamma-bimbo” di Spalto Marengo 37 gestiti dalla Caritas di Alessandria. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone rimaste senza casa dopo uno sfratto o a causa di gravi problemi personali. Donne e mamme che non hanno altre alternative per poter contare su un riparo durante la notte o su un posto sicuro in cui accudire i propri figli.

La struttura della Caritas Diocesana è composta da otto camere doppie, ciascuna con servizi, e due camere attrezzate per ospitalità mamma e bambini. A disposizione anche una cucina, un refettorio con area tv e un locale lavanderia. Due le operatrici che, a turni, dalle 18 alle 9 del mattino successivo hanno il compito di ricevere le ospiti in dormitorio, valutarne le condizioni fisiche e igieniche oltre a fornire loro alcuni generi alimentari di prima necessità. Per il servizio “mamma bimbo”, invece, un’operatrice è disponibile su turni al mattino al pomeriggio. Insieme al centro di accoglienza femminile notturna “Il pozzo di Giacobbe” di Tortona, inaugurato nel 2025, l’ostello femminile della Caritas di Alessandria è il solo punto di riferimento in provincia per le donne senza fissa dimora, sostenuto economicamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, dal Cissaca e dalla Diocesi tramite i fondi dell’8 per mille.

Nel 2025 sono stati 2514 i pernottamenti registrati al dormitorio femminile (con un calo di circa il 30% rispetto al 2024). 1160, invece, quelli del servizio “mamma-bimbo”, in grado di garantire camere dedicate. Situazioni difficili, in contesti di solitudine e marginalità. Storie a cui gli stessi operatori cercano, per quanto possibile, di dare un lieto fine. «Lo scorso anno – commentano le operatrici del Centro di Ascolto di via delle Orfanelle – grazie all’intervento dei servizi sociali di Acqui Terme a una donna è stato assegnato un alloggio di edilizia popolare». In alcuni casi, tuttavia, anche per via dell’età avanzata si generano delle inevitabili cronicità. «Abbiamo 6 o 7 donne sopra i 55 anni che ormai sono diventate ospiti fisse della struttura. In loro – spiegano dal Centro di ascolto – si è sviluppato una sorta di senso di dipendenza per cui risulta impossibile adattarsi a una quotidianità che non sia quella strettamente legata alle abitudini e agli orari del dormitorio».

Oltre all’emergenza abitativa non sono poche le problematiche che comprendono disturbi di natura psichiatrica o dipendenze. «Per questo motivo – aggiungono le operatrici – operiamo in equipe con educatori del Centro di Salute Mentale e del Sert». Da alcuni anni all’ostello femminile si registrano diversi ingressi di donne richiedenti asilo, «che dopo un certo periodo trovano accoglienza temporanea nei Centri Accoglienza Servizi, dove possono accedere a un supporto durante l’iter di richiesta di protezione internazionale».

Condividi