24 Luglio 2026
16:35
Detenuti forzano uno sbarramento ma vengono bloccati: la ricostruzione della protesta nel carcere di Alessandria
ALESSANDRIA – Emergono nuovi particolari sulla protesta avvenuta questo venerdì mattina all’interno del carcere Cantiello e Gaeta di Alessandria e sedata dalla Polizia Penitenziaria. Come ha riferito il sindacato Osapp, tra le 10.35 e le 10.40 un gruppo di detenuti nella Prima Sezione A, guidato da due soggetti ritenuti particolarmente facinorosi, ha forzato uno sbarramento dirigendosi verso l’area delle cosiddette “Quattro Colonne”. Il tempestivo e determinato intervento del personale di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale, supportato anche dai colleghi della Casa di Reclusione di San Michele, ha consentito di bloccare i responsabili, impedendo che l’episodio degenerasse in una rivolta. Nel corso dell’intervento è stato inoltre rinvenuto un coltello rudimentale nella disponibilità di uno dei detenuti appartenenti al gruppo coinvolto. Secondo le prime informazioni raccolte, la protesta sarebbe stata motivata da presunti ritardi nell’accredito dei bonifici, disservizi nelle comunicazioni telefoniche e altre problematiche di carattere organizzativo. I due promotori dell’azione sono stati subito posti in isolamento per motivi di ordine e sicurezza.
“Gli istituti penitenziari del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta sono ormai diventati un vero e proprio colabrodo, completamente fuori controllo” ha sottolineato il Segretario Generale del sindacato Osapp Leo Beneduci “in troppe strutture regnano anarchia, disordine e continue tensioni, con detenuti che, in alcune realtà, approfittando delle difficoltà organizzative e delle carenze del sistema, finiscono per imporre le proprie regole e spadroneggiare all’interno degli istituti, mentre la Polizia Penitenziaria viene lasciata sola ad affrontare quotidianamente situazioni di estrema gravità. Anche oggi, ad Alessandria, soltanto la professionalità, il coraggio e il senso dello Stato degli appartenenti al Corpo hanno impedito che la situazione degenerasse in conseguenze ben più gravi. È inaccettabile che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria continui a rimanere nel più assordante silenzio, senza adottare interventi concreti per fronteggiare un’emergenza ormai strutturale. Rinnoviamo la richiesta di un piano straordinario per il sistema penitenziario, con il rafforzamento degli organici, il ripristino delle condizioni di sicurezza e un concreto sostegno alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria, che continuano a garantire legalità e sicurezza negli istituti italiani nonostante le gravissime carenze di personale e di risorse”.