Autore Redazione
martedì
28 Luglio 2026
18:10
Condividi
Cronaca - Novi Ligure - Provincia di Alessandria

Ex Ilva: sindacati proclamano 8 ore di sciopero. Il governo apre un tavolo tecnico

Ex Ilva: sindacati proclamano 8 ore di sciopero. Il governo apre un tavolo tecnico

NOVI LIGURE – Si è concluso dopo oltre tre ore il tavolo sull’ex Ilva a Palazzo Chigi tra il Governo e i sindacati metalmeccanici. Al termine dell’incontro le organizzazioni sindacali hanno annunciato otto ore di sciopero e assemblee in tutti gli stabilimenti dell’ex Ilva, mentre l’esecutivo ha aperto alla costituzione di un tavolo tecnico che prenderà il via già dalla prossima settimana al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma, ha sottolineato che “il fallimento della gestione dell’ex Ilva non può essere scaricato sui lavoratori“, spiegando che la mobilitazione è stata decisa per chiedere “un piano straordinario di sicurezza nazionale sulla situazione industriale, occupazionale e salariale“. De Palma ha riferito che il Governo ha accettato di avviare un confronto nel mese di agosto e che, fino alla conclusione del percorso, Governo e commissari sospenderanno iniziative unilaterali. “Resteremo al tavolo finché non ci saranno le condizioni per salvaguardare la siderurgia, l’occupazione e il salario delle persone“, ha affermato.

Sulla stessa linea il leader della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, che ha ribadito il netto rifiuto dell’ipotesi di chiusura dello stabilimento. “Chiudere l’ex Ilva significherebbe decretare uno scontro sociale infinito“, ha dichiarato, chiedendo un progetto di sviluppo che coniughi produzione, tutela dell’occupazione, salute e sicurezza. Uliano ha inoltre ricordato che il destino degli stabilimenti di Cornigliano e Novi Ligure è strettamente legato a quello di Taranto: la chiusura delle aree a caldo comporterebbe inevitabilmente conseguenze anche per gli altri siti del gruppo. Anche la Fim ha confermato otto ore di sciopero in tutti gli stabilimenti.

Nel corso della riunione il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha proposto la costituzione immediata di un tavolo tecnico al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali, della Regione Puglia, del Comune di Taranto e dei ministeri competenti. L’obiettivo è elaborare, nell’arco di circa un mese, proposte concrete da riportare al tavolo di Palazzo Chigi.

Secondo quanto riferito, Mantovano ha ribadito che il Governo “non è rimasto inerte” di fronte alla situazione ereditata e ha escluso qualsiasi atteggiamento di rassegnazione dopo il decreto della Corte d’Appello di Milano, invitando tutte le parti a lavorare con obiettivi condivisi. Il sottosegretario ha inoltre evidenziato la necessità di definire un vero “piano straordinario“, valutando le conseguenze della decisione dei giudici, verificando il possibile coinvolgimento di nuovi investitori, a partire da quelli italiani, e analizzando tutte le ipotesi di investimento per il sito di Taranto. Ha assicurato che non esiste alcuna decisione già assunta e che saranno valutate tutte le possibili soluzioni senza pregiudizi.

Anche la Uilm ha accolto con favore l’avvio del confronto, pur parlando di un momento decisivo dopo anni di interventi senza risultati. Il segretario Davide Sperti ha dichiarato che “la sentenza mette una pietra tombale” sulla gestione degli ultimi anni, chiedendo un unico provvedimento che metta al centro lavoratori e territorio. “Non soldi pubblici a privati stranieri per licenziare, ma risorse alle comunità per costruire soluzioni alternative“, ha affermato.

Molto più duro il giudizio dell’Usb. Il rappresentante Sasha Colautti ha definito il vertice “una resa di Stato, sostenendo che la sentenza della Corte d’Appello di Milano avvia di fatto un percorso di chiusura nei prossimi novanta giorni. Per il sindacato il Governo starebbe rinunciando a una vera strategia industriale. L’Usb continua a chiedere la nazionalizzazione di Acciaierie d’Italia e misure straordinarie di tutela per i lavoratori, tra cui un reddito di transizione al 100% e il riconoscimento del lavoro usurante per gli addetti della siderurgia.

Il confronto tra Governo e parti sociali proseguirà dunque già dalla prossima settimana con il nuovo tavolo tecnico al Mimit, mentre i sindacati avviano la mobilitazione in tutti i siti produttivi dell’ex Ilva per chiedere garanzie sul futuro dell’industria siderurgica italiana e dei livelli occupazionali.

Condividi
Vedi anche