Cronaca - Alessandria

“Tanti migranti sfruttati”: l’allarme di Cgil e Comunità S. Benedetto nella provincia piemontese con più stranieri

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Costruire ponti, e non muri, per un territorio più sicuro per tutti. Questo l’obiettivo del sindacato Cgil Alessandria e della Comunità San Benedetto al Porto, promotori di un appello volto alla tutela di tanti lavoratori migranti che anche in provincia di Alessandria vivono situazioni di sfruttamento. Ne hanno parlato, in particolare, il segretario generale della Camera del Lavoro Mirko Oliaro e Fabio Scaltritti, referente alessandrino dell’associazione fondata da Don Gallo. Proprio la provincia di Alessandria, secondo i dati Istat, è il territorio piemontese con il più alto tasso di cittadini stranieri in rapporto alla popolazione: il 13.3%, per un totale di oltre 54.200 unità.

In questo contesto, le due realtà hanno invocato “uno sforzo maggiore” e un “potenziamento degli strumenti di tutela ed esigibilità dei diritti”, facendo squadra con tutti gli enti coinvolti, “in un’ottica costruttiva”: dalle forze dell’ordine alla politica fino alle stesse parti datoriali. Purtroppo, infatti, fenomeni come lo sfruttamento o addirittura il caporalato non sono rari anche nel nostro territorio. Due, in particolare, i settori dove secondo Cgil e Comunità San Benedetto al Porto occorre tenere la guardia più alta: agricoltura e logistica. 

Ad aggravare queste criticità, secondo Oliaro e Scaltritti, anche i tempi sempre più lunghi per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno: “L’innalzamento del termine per i rinnovi da 60 a 90 giorni, unito al mancato potenziamento di personale formato nelle Questure, oggi in oggettiva difficoltà, comportano attese sempre più lunghe, anche fino a un anno e mezzo dalla prima richiesta” hanno rimarcato Oliaro e Scaltritti “per questo motivo molti lavoratori sono a rischio licenziamento, visto che molte aziende oltre che le agenzie del lavoro, i Comuni e le Asl non riconoscono la semplice ricevuta postale come attestazione di avvenuta richiesta di rinnovo“. In questo limbo, quindi, i lavoratori rischiano di cadere nella rete di persone senza scrupoli. 

Da due anni, in particolare, la Comunità di San Benedetto al Porto è capofila del progetto Common Ground, in prima fila a supporto di lavoratori migranti in difficoltà, proprio insieme a Cgil, oltre che al Centro per l’Impiego e al Centro Provinciale Istruzione Adulti. “Nel 2024 in un sobborgo di Alessandria un lavoratore straniero è stato preso a bastonate dal suo datore di lavoro perché aveva chiesto di assentarsi. Questa persona era costretta a vivere in una baracca nella stessa azienda agricola. In generale queste persone vengono private dei documenti e ridotte in schiavitù. Purtroppo senza permesso di soggiorno sono più ricattabili e quindi costrette ad accettare lavori in nero per sopravvivere“. Dal 2024 il progetto Common Ground ha accolto 114 persone straniere. 14, in particolare, sono state ospitate in appartamenti protetti.

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