Autore Redazione
lunedì
17 Agosto 2026
15:07
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Cronaca - Vercelli

Danni e minacce nel carcere di Vercelli, Sappe: “Tensione sempre più alta”

Danni e minacce nel carcere di Vercelli, Sappe: “Tensione sempre più alta”

VERCELLI – Ancora tensioni nelle carceri piemontesi. L’ultimo episodio riguarda l’istituto di Vercelli, spiega il sindacato Sappe, dove un detenuto ha prima danneggiato la propria cella e la sezione detentiva, poi ha assunto un atteggiamento aggressivo e minaccioso nei confronti del personale della Polizia Penitenziaria. Tutto è avvenuto nelle prime ore di domenica 16 agosto, in un quadro che, secondo il sindacato, conferma le forti criticità presenti nei penitenziari.

Il detenuto ha colpito violentemente porte e blindati delle celle e ha poi provocato danni ad alcune strutture dei servizi igienici. Solo l’intervento degli operatori ha permesso di riportare la situazione sotto controllo e mettere in sicurezza la sezione.

“Non possiamo continuare a considerare questi episodi come normale amministrazione”, ha denunciato Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Ogni giorno gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria affrontano detenuti violenti, aggressivi e imprevedibili, spesso in condizioni operative difficili. A Vercelli, come in molti altri istituti, la gestione dell’emergenza ricade quasi sempre sulle spalle degli agenti, che devono garantire sicurezza senza avere a disposizione tutti gli strumenti e le risorse necessarie”.

“Il problema”, aggiunge Capece, “non è soltanto il singolo episodio, ma un sistema che rischia di trasformare l’emergenza in normalità. La Polizia Penitenziaria non può essere lasciata sola. Servono organici adeguati, formazione, strumenti di difesa e protocolli operativi realmente efficaci per affrontare i detenuti violenti. Lo Stato deve decidere se vuole davvero garantire sicurezza dentro e fuori le carceri”.

Sulla stessa linea Vicente Santilli, segretario nazionale Sappe per il Piemonte, che sottolinea come “gli agenti siano costantemente sottoposti a una pressione enorme. Episodi come quello di Vercelli dimostrano quanto sia delicato il lavoro svolto quotidianamente dalla Polizia Penitenziaria. Gli operatori sono chiamati a intervenire in situazioni di forte tensione, spesso mettendo a rischio la propria incolumità”.

“Chiediamo al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia”, prosegue Santilli, “di intervenire senza ulteriori rinvii. Il Piemonte ha bisogno di risposte concrete: più personale, maggiore sicurezza e strumenti adeguati per gli agenti. Non è accettabile che siano sempre i poliziotti penitenziari a pagare il prezzo delle inefficienze del sistema”.

“Al personale di Vercelli va il nostro ringraziamento per la professionalità dimostrata nel gestire una situazione complessa”, concludono i sindacalisti. “Ma il ringraziamento non basta. Servono fatti, investimenti e decisioni immediate. La sicurezza degli istituti penitenziari e l’incolumità degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria non possono più essere affidate alla sola capacità di sacrificio degli agenti”.

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