18 Agosto 2026
15:11
Addio a Varenne, è morto il “Capitano”: a 31 anni se ne va la leggenda mondiale del trotto
ITALIA – Il mondo dell’ippica piange Varenne, il “Capitano”, considerato il trottatore più forte di tutti i tempi. Il cavallo è morto a 31 anni nella notte tra lunedì 17 e martedì 18 agosto, stroncato da un infarto fulminante. Si trovava nella tenuta LJ di Eboli, in provincia di Salerno, dove era stato trasferito nel marzo del 2025 dopo aver trascorso i precedenti 4 anni a Villanterio, in provincia di Pavia. Una parte importante della sua storia è legata anche al Piemonte, come ha ricordato il presidente della Regione, Alberto Cirio. Per 17 anni la casa di Varenne è stata l’allevamento “Il Grifone” di Vigone, nel Torinese.
L’annuncio della scomparsa del cavallo è stato dato sul profilo Instagram ufficiale dedicato al campione: “Siamo distrutti nell’aver appreso questa mattina la notizia e vogliamo ricordarlo insieme a tutti i suoi fan volare verso le sue vittorie. Oggi Varenne quelle ali le ha messe per viaggiare altrove, corri sempre libero e sempre nostro Capitano”.
Il suo nome, diventato celebre negli ippodromi di tutto il mondo, deriva dalla rue de Varenne di Parigi, la strada dove si trova l’ambasciata italiana in Francia: un richiamo all’Italia che sembra quasi anticipare il ruolo che il campione avrebbe avuto negli anni successivi, portando il prestigio dell’ippica italiana sulle piste internazionali.
Nato il 19 maggio 1995 a Copparo, in provincia di Ferrara, Varenne ebbe un inizio difficile: il parto fu complicato a causa di una zampa piegata male e una successiva frattura lo costrinse a debuttare nelle corse a tre anni anziché a due. Durante la visita per la compravendita gli venne inoltre riscontrato un frammento osseo in un’articolazione che avrebbe potuto comprometterne la carriera. Le difficoltà iniziali non impedirono però la nascita di una leggenda.
Acquistato da Vincenzo Giordano e guidato per gran parte della carriera dal driver romano Giampaolo Minnucci, Varenne conquistò gli ippodromi di tutto il mondo. La sua carriera, terminata nel 2002, si chiuse con numeri impressionanti: 62 vittorie in 73 corse disputate e oltre 6 milioni di euro di premi. Il 2001 fu l’anno della definitiva consacrazione internazionale, con le vittorie nel Prix d’Amérique di Parigi, nel Gran Premio Lotteria di Agnano, nell’Elitloppet di Stoccolma e nella Breeders Crown negli Stati Uniti. Nello stesso anno fu nominato “Cavallo dell’anno” in Italia, Francia e Stati Uniti.
Dopo il ritiro dalle competizioni iniziò una lunga seconda vita da stallone, arrivando ad avere più di 2.000 figli. Con la sua morte scompare uno dei più grandi simboli dell’ippica mondiale, capace di conquistare il pubblico ben oltre i confini degli ippodromi.
(in copertina foto tratta da instagram.com/varenne_official)