24 Agosto 2026
17:30
Carcere di Alessandria: anche celle incendiate dopo l’agente ferito al volto. Sindacati: “Sistema allo sbando”
ALESSANDRIA – Emergono ulteriori particolari sull’aggressione avvenuta lunedì mattina nel carcere Cantiello e Gaeta di Alessandria. Come ha riferito il sindacato Uil Fp, infatti, l’episodio è avvenuto nella sezione Prima A della Casa Circondariale di piazza Don Soria. Al culmine di una lite per futili motivi tra due detenuti, infatti, uno di loro ha danneggiato e reso inutilizzabili le telecamere presenti nella sezione e ha colpito con una testata un agente di Polizia Penitenziaria, intervenuto per riportare la calma. L’agente ha riportato la rottura di tre denti e una ferita al labbro ed è stato condotto al Pronto Soccorso di Alessandria per le cure e gli accertamenti sanitari del caso. Secondo il sindacato Osapp, inoltre, i detenuti sarebbero stati successivamente trasferiti dalla prima sezione A alla prima sezione B ma, nella nuova sezione, si sarebbero verificati ulteriori gravi disordini, con atti di devastazione e incendio delle celle, “una situazione che sarebbe stata contenuta a fatica dal personale”.
Il sindacato Uil Fp Polizia Penitenziaria ha espresso “piena solidarietà e vicinanza al collega aggredito“, per poi tornare a denunciare una situazione che, all’interno degli istituti penitenziari, “sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti”. “Quello che è accaduto questa mattina” ha dichiarato Antonio Napoli, Segretario Generale Uil Fp Polizia Penitenziaria – non può essere considerato semplicemente l’ennesimo episodio di violenza ai danni di un poliziotto. È il sintomo evidente di una situazione che da troppo tempo viene denunciata e che rischia di diventare strutturale. Il personale di Polizia Penitenziaria viene quotidianamente chiamato a gestire conflitti, tensioni e situazioni di particolare criticità, spesso in condizioni di organico non adeguate e con strumenti di sicurezza che devono necessariamente essere all’altezza delle emergenze che gli operatori si trovano ad affrontare. Non possiamo continuare a pensare che siano sempre e soltanto i poliziotti penitenziari, con il loro senso del dovere e la loro professionalità, a dover mettere una pezza alle criticità di un sistema che presenta ormai troppe crepe. Quando un agente interviene per evitare che una lite tra detenuti degeneri e finisce al Pronto Soccorso con tre denti rotti, siamo davanti a un problema che riguarda l’intero sistema penitenziario”.
La Uil Fp ha anche sottolineato come l’episodio odierno si inserisca in un quadro nazionale caratterizzato da una frequenza ancora elevatissima di aggressioni. Secondo dati ufficiali richiamati dalla UIL FP Polizia Penitenziaria, nel 2025 sono state registrate 3.410 aggressioni al personale, mentre nello stesso periodo l’organico degli agenti e assistenti si è ridotto a fronte dell’aumento della popolazione detenuta. “Questi numeri dovrebbero imporre una riflessione seria e soprattutto interventi concreti. Non possiamo aspettare che ogni aggressione produca conseguenze ancora più gravi prima di intervenire. Ogni volta che un poliziotto viene aggredito, viene colpita non soltanto una persona, ma l’intero sistema di sicurezza dell’istituto. Servono organici adeguati, formazione, strumenti di protezione e sicurezza efficienti, sistemi di videosorveglianza realmente funzionanti e protocolli operativi capaci di garantire interventi tempestivi. Il carcere” ha concluso il segretario Napoli “non può essere lasciato alla gestione quotidiana dell’emergenza. La Polizia Penitenziaria non può essere considerata il personale deputato a fronteggiare ogni criticità senza uomini e strumenti adeguati. Non chiediamo privilegi: chiediamo di poter lavorare in sicurezza e di tornare a casa ogni giorno senza dover mettere a rischio la nostra incolumità per garantire il funzionamento delle istituzioni”.
«Il distretto Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta è ormai nel completo sfacelo e in una situazione di totale baraonda“ ha aggiunto Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp “Quello che è accaduto ad Alessandria è soltanto l’ennesima conferma di una situazione che continua a peggiorare. Aggressioni, disordini, devastazioni e gravissime criticità si susseguono ormai con una frequenza impressionante e il personale della Polizia penitenziaria è costretto ogni giorno a fronteggiare situazioni sempre più difficili e pericolose. In Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta siamo ormai di fronte a una situazione che non può più essere considerata normale. Il sistema penitenziario del distretto è completamente allo sbando e gli episodi che si verificano negli istituti ne sono la drammatica dimostrazione. Ad Alessandria un poliziotto penitenziario è finito in ospedale con una profonda ferita al volto e tre denti fratturati, mentre contemporaneamente si verificavano ulteriori gravissimi disordini».
Beneduci ha infine fatto un appello al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio: “Quanto deve ancora accadere perché si accorga dello sfacelo in cui sono precipitate le carceri del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta?. Perché quello che sta accadendo in questo distretto è ormai sotto gli occhi di tutti e non può più essere ignorato. Non siamo più di fronte a singoli episodi. È una situazione complessiva di gravissima criticità, nella quale la Polizia penitenziaria viene chiamata quotidianamente a fronteggiare aggressioni, disordini e situazioni di pericolo. Il ministro Nordio venga a vedere direttamente cosa sta accadendo negli istituti del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta e si renda conto personalmente delle condizioni in cui il personale è costretto a lavorare”.
Foto di repertorio