Autore Redazione
giovedì
27 Agosto 2026
10:29
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Cronaca - Casale Monferrato - Provincia di Alessandria

Pacemaker impiantato durante l’arresto cardiaco: donna salvata all’Ospedale di Casale Monferrato

Pacemaker impiantato durante l’arresto cardiaco: donna salvata all’Ospedale di Casale Monferrato

CASALE MONFERRATO (AL) – Diciotto minuti di rianimazione cardiopolmonare e, contemporaneamente, l’impianto di un pacemaker per provare a far ripartire il cuore. Un intervento eccezionale eseguito in una situazione di estrema emergenza dall’équipe della Cardiologia dell’ASL AL, diretta da Federico Nardi, ha permesso di salvare una donna ricoverata all’ospedale di Casale Monferrato.

La donna aveva iniziato ad accusare un malessere profondo e una crescente debolezza alcune settimane prime di essere ricoverata. Il medico di medicina generale, dopo aver rilevato una frequenza cardiaca estremamente bassa, aveva disposto con urgenza un elettrocardiogramma. L’esame aveva evidenziato un quadro preoccupante e la donna era stata quindi ricoverata d’urgenza nell’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica dell’ospedale Santo Spirito. L’impianto del pacemaker era stato programmato come primo intervento della mattina successiva. Proprio durante le preparazioni, però, la situazione è precipitata: il cuore è andato in asistolia e la donna è stata colpita da un arresto cardiaco.

Sono iniziate immediatamente le manovre di rianimazione. Un anestesista ha coordinato il massaggio cardiaco e proceduto all’intubazione, mentre cardiologi e personale sanitario si preparavano all’intervento. La rianimazione è proseguita senza interruzioni per 18 minuti. In quei momenti decisivi il direttore della Cardiologia Federico Nardi, insieme al dirigente medico Fabrizio Luigi Pizzetti e all’équipe, ha deciso di procedere comunque con l’impianto del pacemaker. Il catetere stimolatore è stato così posizionato mentre il massaggio cardiaco era ancora in corso, permettendo al dispositivo di iniziare a stimolare elettricamente il cuore. E il cuore ha risposto.

La paziente è stata stabilizzata e, una volta completato l’intervento, trasferita ancora intubata in Rianimazione. Già il giorno successivo le sue condizioni hanno consentito l’estubazione. Al risveglio, raccontano dall’ASL AL, la donna ha mostrato anche una buona dose di ironia, salutando l’équipe infermieristica con una battuta destinata a rimanere impressa nel reparto: “Io sarò pure al cimitero, ma voi andrete tutti all’inferno!”.

Il percorso verso la guarigione, tuttavia, non era ancora terminato. Dopo il ritorno in UTIC, la donna è stata colpita da una sepsi causata da un batterio particolarmente aggressivo. Le sue condizioni sono tornate molto gravi: per alcuni giorni è rimasta in uno stato di semicoma e non è riuscita ad alimentarsi. Grazie a una terapia antibiotica mirata e al monitoraggio continuo, il quadro clinico è progressivamente migliorato. La paziente ha ripreso conoscenza e ha ricominciato ad alimentarsi. A quel punto è comparso un altro problema, fortunatamente molto meno grave: la donna lamentava di non riuscire più a sentire. Gli accertamenti hanno permesso di scoprire che si trattava semplicemente di un tappo di cerume, poi rimosso dall’otorinolaringoiatra. Superati sia l’arresto cardiaco sia la grave complicanza infettiva, la paziente è stata infine dimessa in continuità assistenziale.

Operare e posizionare un catetere stimolatore mentre erano in corso le manovre di rianimazione cardio-polmonare è stata una sfida estrema – dichiara Federico
Nardi, Direttore della Cardiologia dell’Ospedale di Casale Monferrato – In quei 18 minuti drammatici, la determinazione di tutta l’équipe e il perfetto
coordinamento tra cardiologi, anestesisti e personale infermieristico hanno fatto la differenza tra la vita e la morte. Vedere la paziente superare anche le successive complicanze infettive e tornare a sorridere è la gratificazione più grande per tutti noi”.

Questo intervento straordinario testimonia l’altissimo livello di professionalità, prontezza e umanità presente nelle nostre strutture – sottolinea Francesco Marchitelli, Direttore Generale dell’ASL AL – La Cardiologia dell’Ospedale di Casale Monferrato, guidata dal Dottor Nardi, e l’intero impianto dei soccorsi hanno dimostrato cosa significhi lavorare in sinergia per salvaguardare la vita dei cittadini. A tutta l’équipe va il mio sentito ringraziamento per l’eccellenza e la passione con cui ogni giorno affrontano le emergenze più complesse”.

Questa storia racconta in modo straordinario cosa significa avere una sanità capace di
fare squadra – ricorda Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte Tutto comincia dall’attenzione del Medico di Medicina Generale, prosegue con la presa in carico ospedaliera e arriva fino a quei 18 minuti nei quali il direttore Federico Nardi, insieme ai cardiologi, agli anestesisti, agli infermieri e agli operatori, ha lavorato senza
arrendersi, riuscendo a restituire alla paziente il battito e, soprattutto, la vita. A loro va il nostro ringraziamento, così come a tutti i professionisti che l’hanno accompagnata anche nelle successive complicanze fino alla dimissione. Dietro un risultato eccezionale come questo ci sono competenza, tempestività e capacità di lavorare insieme: tre elementi che rappresentano il
valore più autentico della nostra sanità pubblica”.

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