17 Settembre 2026
07:30
Inizia il 16 ottobre la Stagione Teatrale del Teatro Alfieri di Asti
ASTI – E’ ufficiale la Stagione del Teatro Alfieri di Asti, che sarà inaugurata il 16 ottobre con uno studio per il nuovo spettacolo “Dov’è il Po?” di Marco Paolini. Realizzata dal Comune di Asti in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo, è forte di un ricco cartellone di prosa, musica, lirica e danza. Durante la presentazione il Sindaco Maurizio Rasero, l’Assessore alla Cultura Paride Candelaresi e il direttore del Teatro Alfieri Angelo Demarchis hanno ricordato Gianluigi Porro, che per anni ha diretto il Teatro Alfieri e ha avuto un ruolo chiave all’interno della vita culturale astigiana.
Shakespeare, Pirandello, Goldoni, ma anche teatro di narrazione con Marco Paolini e Ascanio Celestini, danza, opera lirica e drammaturgia contemporanea. In cartellone nomi molto noti come Andrea Bosca, Massimiliano Gallo, Gioele Dix, Giorgio Conte, Franco Branciaroli, Vanessa Gravina, Nicola Rignanese e molti altri, per un totale di 20 spettacoli sino al 30 aprile al quale si aggiungono molti extra che permettono di “raggiungere pubblici sempre nuovi ed eterogenei, con proposte che vanno dalla Lirica al Pop/Rock, dalla comicità alla divulgazione”
La prevendita inizia dal 21 settembre al 23 settembre per gli abbonati della stagione 2025/2026, mentre il 24 e 25 settembre per i nuovi abbonati. i biglietti singoli saranno in vendita dal 12 ottobre sia presso la biglietteria che online su www.bigliettoveloce.it Sono disponibili più forme di abbonamento (a 15, 10 o 5 spettacoli) e varie tipologie di riduzione. Tutti i prezzi e tutte le info su teatroalfieriasti.it e comune.asti.it
CARTELLONE DELLA STAGIONE 2026/27 DEL TEATRO ALFIERI DI ASTI
Venerdì 16 ottobre ore 21 Fuori abbonamento – Inaugurazione stagione: Studio per un nuovo spettacolo – Dov’è il Po? -con Marco Paolini e con Mirko Artuso, Marta Dalla Via, Ted Keijser – testi di Giulio Boccaletti e Marco Paolini
Appassionato di mappe e viaggi, Paolini costruisce i suoi racconti attraverso uno sguardo attento al paesaggio, alla sua storia e alle sue trasformazioni. Autore di narrazioni di forte impatto civile, capaci di intrecciare memoria collettiva e storia, in questa seconda tappa del trittico teatrale Atlante delle Rive, Paolini continua ad esplorare il rapporto tra comunità e ambiente, raccontando i fiumi come archivi delle trasformazioni umane. Partendo dal fiume più lungo d’Italia e dal suo bacino – il territorio in cui confluiscono tutte le acque dirette verso il fiume – lo spettacolo invita a scoprire non solo dove sia il Po, ma anche quale sia il nostro posto nel suo paesaggio.
Sabato 14 novembre ore 21 Prosa: Pazza di Tom Topor – adattamento e regia Fabrizio Coniglio con Vanessa Gravina, Nicola Rignanese e con Fabrizio Coniglio, Massimo Rigo, Gloria Sapio, Riccardo Barbera – produzione La Contrada Teatro Stabile di Trieste
Accusata dell’omicidio di un anziano cliente, Claudia Draper, una squillo di lusso, rischia 25 anni di carcere. La famiglia tenta di farla dichiarare incapace di intendere e di volere, ma la donna rifiuta questa strategia e si affida a un avvocato d’ufficio, che ne riconosce la lucidità e la determinazione a difendersi. Attraverso un racconto doloroso e impietoso, Claudia porta alla luce le ferite del proprio passato, le dinamiche familiari che hanno segnato la sua esistenza e gli eventi che hanno condotto al delitto. Mettendo in discussione l’apparente normalità della famiglia Draper, lo spettacolo invita a riflettere sulla violenza familiare e su quell’orrore quotidiano che spesso scegliamo di non vedere.
Sabato 28 novembre ore 21 Altri percorsi: Arrivato a questo punto – regia Gioele Dix – testo Gioele Dix e Paolo Cananzi
Un uomo entra in una stanza vuota, disorientato: ha perso gran parte della memoria e prova a ricostruire la propria vita partendo da ricordi apparentemente insignificanti. A guidarlo nel labirinto della mente sono parole e suoni che riaffiorano improvvisi, trasformando ogni frammento in una possibile rivelazione. In Arrivato a questo punto Gioele Dix parla di epiche brutte figure e di liste della spesa scritte solo per uscire di casa. Elogia la pigrizia come forma di saggezza e le chiacchiere apparentemente vacue sulle chat. Racconta di figli che ridono nel sonno e di padri ridotti al silenzio dal dolore, mantenendosi in equilibrio fra comico e drammatico, senza perdere mai il filo del discorso, fino alla prossima amnesia.
Venerdì 4 dicembre ore 21 Altri percorsi: Canzoni animate di e con Giorgio Conte e con Lucio Fabbri violino e tastiere, Massimo Germini chitarra, Antonio Petruzzelli basso, Alberto Parone batteria, Bati Bertolio fisarmonica e vibrandoneon – produzione Musicità
Canzoni animate è uno spettacolo che va oltre la dimensione del concerto con racconti e aneddoti che accompagnano le canzoni. Prende il nome dall’ultimo album di Giorgio Conte, presentato insieme ai brani inediti e alla nuova versione di Lei, affiancati da una selezione delle canzoni più significative della sua carriera. Sul palco, accanto a Giorgio Conte, una formazione di musicisti d’eccellenza con Lucio Fabbri, Massimo Germini, Antonio Petruzzelli, Alberto Parone e Bati Bertolio. Lo spettacolo restituisce tutto il fascino di un artista che, dopo una lunga carriera internazionale, continua a coinvolgere ed emozionare il pubblico con il suo inconfondibile equilibrio tra ironia, poesia e umanità.
Giovedì 10 dicembre ore 21 Prosa: Orlando. La commedia – di Giuseppe Dipasquale – liberamente ispirato al romanzo di Virginia Woolf – regia di Giuseppe Dipasquale con Viola Graziosi, Arturo Cirillo, David Coco e con (in o.a.) Cesare Biondolillo, Irene Ciani, Ginevra Pisani, Giacomo Vigentini
Capolavoro di Virginia Woolf, Orlando racconta la straordinaria vicenda di un giovane cortigiano dell’età elisabettiana che attraversa quasi quattro secoli di storia e un giorno si risveglia nel corpo di una donna. L’adattamento di Dipasquale esalta l’ironia e il potere visionario del testo, trasformando la biografia fantastica di Woolf in una riflessione sull’identità e sulla libertà individuale. La metamorfosi del protagonista è il punto di partenza per interrogare le convenzioni sociali, il rapporto con il tempo, l’amore e il diritto di essere sé stessi, in uno spettacolo visionario che unisce suggestioni elisabettiane e sensibilità contemporanea.
Sabato 19 dicembre ore 21 Altri percorsi: Concerto Gospel con John Lakin & Friends, sei voci, pianoforte, basso e batteria – produzione Pro Music International Srl
John Lakin, con oltre 30 anni di esperienza, è il leader dei John Lakin & Friends, un gruppo di nove musicisti e vocalisti specializzati in gospel tradizionale e contemporaneo. I suoi brani, come God is Great e Created to Worship, hanno raggiunto le classifiche Billboard Gospel e ricevuto prestigiosi riconoscimenti. In occasione del tour europeo di dicembre 2026, presenteranno The Gospel Sound, un viaggio attraverso le sonorità che hanno definito e ridefinito il gospel. Nel corso degli anni, il gruppo ha condiviso il palco con artisti di livello internazionale come Vashawn Mitchell, Tye Tribbett, John P. Kee, Erica Campbell, Tasha Cobbs, Mali Music e molti altri, rafforzando la propria reputazione nel panorama gospel.
Sabato 9 gennaio ore 21 Prosa: Giulio Cesare o La notte della Repubblica da William Shakespeare -adattamento drammaturgico e riscrittura Lorenzo De Iacovo e Marco Lorenzi – regia Marco Lorenzi con (in o.a.) Vittorio Camarota, Yuri D’Agostino, Raffaele Musella, Rebecca Rossetti, Francesco Sabatino, Angelo Tronca- produzione Il Mulino di Amleto, A.M.A. Factory
Giulio Cesare o la notte della Repubblica trae ispirazione dal celebre dramma shakespeariano per esplorare il legame tra potere, individuo e fragilità delle democrazie contemporanee. L’obiettivo è duplice: confrontarsi con radicalità con uno dei testi più potenti del Bardo e prendere spunto dal crollo della Repubblica romana per interrogare il nostro presente. Cosa spinge alla ribellione, anche armata? Che rapporto abbiamo con la libertà e la responsabilità? Che ruolo giocano i media nella percezione della realtà? Come dice lo spettro di Cesare «Ogni epoca ama chi la domina, Bruto, non chi la interroga».
Sabato 16 gennaio ore 21 Prosa: Non si sa come di Luigi Pirandello con Franco Branciaroli, Alessandro Albertin, Valentina Violo, Ester Galazzi, Emanuele Fortunati – regia Paolo Valerio – produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro de gli Incamminati, Centro Teatrale Bresciano, Teatro Biondo Stabile di Palermo
A novant’anni dal debutto, Non si sa come torna in scena con la regia di Paolo Valerio. Protagonista è Franco Branciaroli, interprete versatile e acuto di questa pièce feroce dove i protagonisti – ineccepibili rappresentanti della borghesia – rivelano i momenti della vita in cui l’istintualità brutale ha prevalso sull’autocontrollo. Ecco allora che Romeo Daddi, pur amando profondamente la propria moglie, tradisce lei e il proprio migliore amico. Smosso da questa colpa, riaffiora in lui il ricordo di un’altra gravissima: un assassinio compiuto da ragazzo e immediatamente rimosso. L’ultima opera compiuta di Pirandello è un viaggio nella capacità dell’uomo di essere spaventosamente irrazionale e incredibilmente fragile.
Venerdì 22 gennaio ore 21 Altri percorsi: Bébi. Il primo amore – di Sándor Márai con Andrea Bosca – regia e spazio Giacomo Pedini
Bébi di Sándor Márai è un crescendo di tensioni sottili e relazioni asimmetriche nel microcosmo di un liceo. Protagonista è un apparentemente anonimo professore di mezza età, uomo solitario e preciso, coinvolto suo malgrado da due studenti: Madár, brillante e inquieto, cresciuto nei bassifondi, e Bébi, giovane di buona famiglia, osservata e tenuta a distanza. Il rapporto tra i tre è segnato da una rigida gerarchia, ma sotto la superficie si agitano desideri inespressi, rivalità taciute e un feroce gioco di sguardi. Andrea Bosca dà voce a un monologo intenso, che apre una finestra sulla fragilità della percezione, sull’abisso delle buone intenzioni e sulla malinconia struggente del protagonista.
Sabato 30 gennaio ore 21 Prosa: Le Dieu du carnage – di Yasmina Reza – traduzione Laura Frausin Guarino ed Ena Marchi – regia Antonio Zavatteri con Francesca Agostini, Andrea Di Casa, Alessia Giuliani, Antonio Zavatteri – produzione Teatro Nazionale di Genova
Dopo una lite tra i rispettivi figli undicenni, due coppie della borghesia parigina si incontrano per risolvere la vicenda con senso civico e buone maniere. Ma, a poco a poco, le maschere di benevolenza, correttezza e apertura mentale si sgretolano: sotto appare ciò che ci governa sin dalla notte dei tempi, il dio del massacro. La pluripremiata commedia capolavoro di Yasmine Reza che ha sbancato i botteghini di tutto il mondo, non finisce di divertire, di inquietare, di irritare: sospesa tra la satira violenta e la commiserazione per i suoi protagonisti, il testo scritto venti anni fa mantiene intatta la sua forza. A interpretarla oggi è un affiatato quartetto di attori guidato dalla regia di Antonio Zavatteri, che firma anche uno dei ruoli protagonisti.
Sabato 6 febbraio ore 21 Fuori abbonamento: Aida di Giuseppe Verdi – Soprano Vittoria Yeo . Regia Renato Bonajuto – Produzione Lirica Tamagno
Opera ambientata nell’antico Egitto, narra dell’amore impossibile tra la principessa etiope Aida, tenuta schiava, e il comandante egiziano Radamès. Dilaniata tra l’amore per l’uomo e la fedeltà alla patria oppressa, Aida finirà per portare entrambi a un tragico epilogo. Con libretto di Antonio Ghislanzoni, l’opera è basata su un soggetto originale dell’archeologo francese Auguste Mariette, primo direttore del Museo Egizio del Cairo.
Martedì 9 febbraio ore 21 Prosa: Malinconico, moderatamente felice – testo di Diego De Silva e Massimiliano Gallo regia Massimiliano Gallo con Massimiliano Gallo, Biagio Musella, Eleonora Russo, Diego D’Elia, Greta Esposito, Manuel Mazia – spettacolo audiodescritto
Protagonista dello spettacolo è Vincenzo Malinconico, l’avvocato “d’insuccesso” nato dalla penna di Diego De Silva e diventato celebre anche in televisione. Con ironia e un costante senso del ridicolo rivolto soprattutto a sé stesso, Malinconico affronta le proprie fragilità, tra carriera incerta, relazioni complicate e senso d’inadeguatezza. In un racconto che intreccia comicità e malinconia, emergono temi universali come l’amore, la solitudine, la paternità, il lavoro e il desiderio di trovare il proprio posto nel mondo. Malinconico. Moderatamente felice è un viaggio tragicomico tra memoria, identità e sentimenti, capace di trasformare la quotidianità in una storia sorprendentemente appassionante.
Martedì 23 febbraio ore 21 Prosa: La tempesta – testo e regia Antonio Viganò – coreografie Eleonora Chiocchini con Jason De Majo, Rodrigo Scaggiante, Sara Menestrina, Michael Untertrifaller, Stefania Muratori Mazzilli, Johannes Notdurfter, Francesco Pennacchia, Rocco Ventura – produzione Teatro la Ribalta – Kunst der Vielfalt, Gli Scarti ETS in collaborazione con Olinda – Residenza Artistica – TeatroLaCucina
Una compagnia teatrale affronta le prove de La Tempesta di Shakespeare con poco tempo a disposizione. Mentre gli attori oscillano tra sé stessi e i personaggi che stanno per incarnare, sulla scena prende forma l’isola di Prospero, duca spodestato e mago potente, che mette in atto una vendetta contro i nemici giunti naufraghi sull’isola. Intorno a lui si intrecciano amori, complotti e il desiderio di libertà di Ariel e Calibano. A poco a poco il confine tra realtà e finzione si dissolve: le tensioni tra i personaggi si riflettono nelle dinamiche degli attori. La Tempesta diventa così un viaggio interiore e l’isola, da luogo di esclusione, si trasforma in spazio di rinascita, dove il teatro si fa salvezza e atto di libertà.
Venerdì 5 marzo ore 21 Altri percorsi: Poveri cristi – di e con Ascanio Celestini – musiche Gianluca Casadei – produzione Fabbrica, Teatro Carcano
Poveri cristi porta in scena i destini invisibili degli abitanti di una periferia romana. Le vite di Giobbe, magazziniere analfabeta con una tecnica per ordinare la merce, della Vecchia che insegna alla Prostituta l’accesso gratuito alla cultura, di Joseph, che prima di arrivare in Italia è stato seppellitore, emigrante, schiavo, naufrago, detenuto, facchino e barbone. Un’umanità varia, fatta di zingari bambini, uomini razzisti e persino un santo, si intreccia in una narrazione corale. Celestini costruisce una drammaturgia di parole autentiche, raccolte in anni di interviste e ascolto diretto, che si fonde con il jazz di Casadei, in un’interazione tra musica e racconti sempre nuova ad ogni replica.
Mercoledì 17 marzoore 21 Prosa: Oltre. Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande – ideazione e regia Fabiana Iacozzilli – drammaturgia Linda Dalisi, Fabiana Iacozzilli con Andrei Balan, Francesco Meloni, Marta Meneghetti, Giselda Ranieri, Evelina Rosselli, Isacco Venturini, Simone Zambelli – spettacolo audiodescritto
Oltre racconta la storia dei sopravvissuti al disastro del volo 571 dell’aeronautica uruguaiana, precipitato sulle Ande nel 1972. Dei 45 passeggeri, solo 16 furono salvati dopo due mesi trascorsi a 4.000 metri di quota in condizioni estreme di freddo, scarsità di risorse e isolamento, tanto che per sopravvivere i superstiti furono costretti a una scelta che sconvolse il mondo: cibarsi dei corpi delle vittime. Per la creazione dello spettacolo Fabiana Iacozzilli insieme a Linda Dalisi hanno raggiunto Montevideo e incontrato alcuni sopravvissuti, raccogliendo le loro testimonianze dirette, documenti e memorie per dare vita a una riflessione sui limiti dell’umano e sulla forza dei legami.
Mercoledì 24 marzo ore 21 Altri percorsi: Mortal heroes – coreografia Sita Ostheimer – musiche Adrien Casalis – produzione ŻfinMalta – National Dance Company . We speak dance
Mortal Heroes conduce, attraverso un percorso viscerale, alla scoperta del potenziale umano, un’odissea fra caos e amore, oscurità e luce, fragilità e forza. La coreografia, da cui emerge chiaramente il linguaggio corporeo tipico del lavoro di Sita Ostheimer, diventa una ricerca poetica verso “l’altro”, una lettera d’amore verso la resilienza, la capacità umana di sopravvivere, rinnovarsi e trasformarsi. Sulle musiche evocative di Adrien Casalis e le luci immersive di Barnaby Booth, la scena si trasforma in un luogo di continua metamorfosi, dove incontri intensi e profondamente umani conducono lo spettatore dentro un’esperienza emotiva condivisa. Qui l’eroismo non risiede nella perfezione, ma nella vulnerabilità, nel coraggio e nella volontà di proseguire.
Martedì 30 marzo ore 21 Prosa: Improvvisamente l’estate scorsa – di Tennessee Williams – traduzione Monica Capuani – regia Stefano Cordella con (in o. a.) Elena Callegari, Ion Donà, Leda Kreider, Laura Marinoni, Edoardo Ribatto -Improvvisamente l’estate scorsa viene presentato per gentile concessione della University of the South, Sewanee, Tennessee
Stefano Cordella si confronta con Improvvisamente l’estate scorsa uno dei testi più intensi e personali di Tennessee Williams, autore americano due volte premio Pulitzer. Il dramma si sviluppa come un thriller psicologico, attorno al mistero della morte di Sebastian, in un vortice di tensione e violenza. Al centro della vicenda si contrappongono le versioni di Violet, madre del giovane, e di Catherine, la cugina che ha trascorso con lui l’ultima estate. Al dottor Cukrowicz, chiamato a valutare la lobotomia della ragazza, spetta il compito di ricostruire la verità, in una discesa negli inferi animata da personaggi che ne sono al contempo vittime e carnefici.
Giovedì 8 aprile ore 21 Prosa: I due gemelli veneziani – di Carlo Goldoni – adattamento Tullio Solenghi e Roberto Alinghieri – regia Tullio Solenghi – scene Davide Livermore – con Tullio Solenghi, Roberto Alinghieri, Barbara Moselli, Mauro Pirovano, Laura Repetto, Cristiano Dessì, Stefano Moretti, Luca Mascia, Roberto Serpi, Stefania Pepe, Vincenzo Castellone, Daniele Corsetti – produzione Teatro Nazionale di Genova – spettacolo audiodescritto
Tullio Solenghi si confronta con uno dei capolavori della commedia goldoniana, I due gemelli veneziani, firmandone adattamento, regia e una straordinaria doppia interpretazione. Lo spettacolo rende omaggio alla storica edizione del 1963 del Teatro Stabile di Genova, spettacolo mitico, rimasto impresso nell’immaginario del teatro italiano grazie all’interpretazione di Alberto Lionello. Il nuovo allestimento, che per costumi e scenografia si avvale della preziosa collaborazione di Davide Livermore, riecheggia quella esilarante versione, col suo ritmo indiavolato, le invenzioni giocate col pubblico, le canzoni dal vivo, e soprattutto i virtuosi cambi di ruolo tra i due gemelli che, come fu per Lionello, saranno interpretati entrambi da Solenghi.
Venerdì 16 aprile ore 21 Altri percorsi: Good vibes only (the great effort) – concept e performance Francesca Santamaria – con la partecipazione di Juan Claudio Averoff Rico aka Ramingo – collaborazione drammaturgica Pietro Angelini – We speak dance
Good Vibes Only (the great effort) trasforma il gesto quotidiano dello scrolling in una potente metafora del presente. In scena, un solo corpo diventa il luogo in cui si accumulano, senza sosta, informazioni, immagini, tendenze e modelli imposti dalla costante interconnessione digitale. Danze virali, frammenti iconici e contenuti social si susseguono in un flusso ininterrotto, dando vita a un corpo-catalogo che assorbe e riflette le logiche della rappresentazione dominante. Secondo capitolo di una trilogia dedicata allo scrolling, lo spettacolo indaga le implicazioni etiche, politiche e sociali del ventunesimo secolo. Good Vibes Only è il titolo scelto per Playtime 2026/27, progetto di Piemonte dal Vivo in collaborazione con Stranaidea rivolto alle scuole superiori. Lo spettacolo è il punto di partenza per indagare il rapporto che gli adolescenti hanno con i social, in particolare con l’esposizione, la sovrastimolazione e la costruzione della propria presenza pubblica nei contesti online.
Venerdì 30 aprile ore 21 Altri percorsi: Il viaggio di Nicola Calipari – di e con Fabrizio Coniglio e Alessia Giuliani – produzione Tangram Teatro Torino
Funzionario del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare, Nicola Calipari fu ucciso a Baghdad nel 2005 dal “fuoco amico” di militari americani mentre scortava la giornalista Giuliana Sgrena appena liberata. Dopo anni di studio, Fabrizio Coniglio porta sul palco uno dei più inquietanti misteri italiani degli ultimi anni, mettendo in scena tutti i particolari più contraddittori di quella notte. La pièce basata su documenti autentici – il diario di prigionia di Giuliana Sgrena, frasi originali di Nicola Calipari, il rapporto sulle dinamiche dell’incidente tratto da un documento ufficiale della delegazione italiana in Iraq – cerca di ricostruire attraverso il teatro un pezzo di storia che ha dolorosamente marcato la memoria collettiva italiana. A seguire incontro con la giornalista e protagonista, Giuliana Sgrena e il pubblico presente in sala.
Il libretto della stagione con tutte le info e l’elenco anche degli spettacoli extra cartellone è consultabile su teatroalfieriasti.it