Autore Redazione
lunedì
28 Settembre 2026
09:41
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Mostre - Tempo Libero - Provincia di Alessandria

Inventabilia, al Castello di Piovera un viaggio nell’Ottocento che inventò il futuro

Inventabilia, al Castello di Piovera un viaggio nell’Ottocento che inventò il futuro

PIOVERA (AL) – Non soltanto guerre, rivoluzioni e grandi trasformazioni politiche. L’Ottocento è stato anche il secolo nel quale la vita quotidiana ha cominciato a cambiare a una velocità fino ad allora sconosciuta. Nuovi oggetti sono entrati nelle case, le distanze si sono accorciate, sono mutate le abitudini, il modo di vestirsi, lavorare e comunicare. Persino il concetto di tempo libero ha assunto forme nuove. Ma il progresso, come spesso accade, ha avuto anche il suo lato oscuro, fatto di invenzioni e mode che oggi appaiono sorprendenti e, in alcuni casi, decisamente pericolose.

A raccontare questo XIX secolo meno conosciuto sarà “INVENTABILIA. L’800 che inventò il Futuro”, la mostra in programma dal 4 ottobre al 15 novembre 2026 nelle Cantine Espositive del Castello di Piovera.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Comune di Alessandria, la rassegna Ottobre Alessandrino, il Museo della Tecnica Elettrica di Pavia, il Sistema Museale d’Ateneo dell’Università di Pavia, il Comune di Novi Ligure e il Museo dei Campionissimi di Novi Ligure.

L’esposizione vuole accompagnare il visitatore alla scoperta di un secolo che, attraverso innovazioni tecniche e cambiamenti sociali, ha contribuito in maniera determinante a costruire il mondo contemporaneo. Il percorso è articolato in sei sezioni, ognuna dedicata a un diverso aspetto della vita dell’epoca.

Il viaggio parte dalla casa, uno dei luoghi nei quali gli effetti dell’innovazione diventarono più evidenti. Dall’illuminazione affidata al fuoco si passò progressivamente all’elettricità, mentre nuovi strumenti e apparecchi cominciarono a modificare le attività domestiche. Tra gli oggetti simbolo di questa trasformazione compaiono le macchine da cucire e le prime caffettiere, testimonianze di una quotidianità che iniziava ad avvicinarsi, almeno in alcuni aspetti, a quella moderna.

Un altro capitolo è dedicato alla moda e all’identità sociale. Nell’Ottocento l’abbigliamento non rappresentava soltanto una questione estetica: vestiti e accessori erano strumenti attraverso i quali dichiarare pubblicamente posizione sociale, gusto e appartenenza. Nel percorso trovano così spazio gli abiti dei dandy, le crinoline e i cappelli Borsalino, accanto ai primi strumenti destinati all’igiene personale e alla depilazione.

La trasformazione della società passa anche attraverso la conquista della velocità. Tra le protagoniste della mostra c’è infatti la bicicletta, destinata non soltanto a rivoluzionare il modo di spostarsi, ma anche ad avere conseguenze sul costume e sulla moda femminile. Il nuovo mezzo divenne progressivamente anche un simbolo di autonomia ed emancipazione, imponendo abiti più pratici e offrendo nuove possibilità di movimento.

Altrettanto profonda fu la rivoluzione delle comunicazioni. Macchine da scrivere, telegrafi e telefoni cambiarono il modo di trasmettere le informazioni e contribuirono alla nascita di nuove professioni. Proprio l’affermarsi delle attività d’ufficio rappresentò inoltre uno degli ambiti nei quali aumentò la presenza femminile nel mondo del lavoro.

Ma ogni trasformazione porta con sé anche professioni destinate a scomparire. “Inventabilia” dedica così uno spazio ai mestieri perduti, figure che un tempo facevano parte della vita quotidiana delle città e che l’innovazione tecnologica ha progressivamente reso inutili. È il caso dello “svegliatore”, incaricato di destare i lavoratori al mattino prima della diffusione delle sveglie, oppure del lampionaio, che percorreva le strade per accendere e spegnere l’illuminazione pubblica.

Il percorso arriva infine a uno degli aspetti più sorprendenti dell’esposizione: quello delle cosiddette invenzioni “mortali”. Il progresso scientifico e industriale dell’Ottocento, infatti, procedeva spesso senza le conoscenze e le norme di sicurezza alle quali siamo abituati oggi. Sostanze che attualmente sappiamo essere tossiche potevano essere utilizzate nella moda, nella cosmetica e nella cura della persona.

Ecco allora comparire l’arsenico impiegato nella produzione e colorazione di alcuni capi di abbigliamento, la belladonna utilizzata come collirio per dilatare le pupille e il piombo presente in prodotti cosmetici e ciprie. Una parte della mostra che racconta efficacemente le contraddizioni di un secolo nel quale l’entusiasmo per la modernità poteva precedere di molto la consapevolezza dei suoi rischi.

Accanto al percorso espositivo, le visite guidate permetteranno di approfondire alcune delle abitudini più curiose, eccentriche e talvolta macabre del XIX secolo. Si parlerà, tra l’altro, di Egittomania, del fascino esercitato dall’Oriente sulla società europea, della singolare “moda della zoppia” e di altri rituali e tendenze che contribuirono a caratterizzare l’immaginario dell’epoca. Durante queste visite sarà inoltre possibile osservare oggetti rari e curiosi che normalmente non sono visibili negli altri percorsi del Castello.

Giorni e orari di apertura

“Inventabilia. L’800 che inventò il Futuro” sarà visitabile tutte le domeniche dal 4 ottobre al 15 novembre 2026, dalle 14.30 alle 18.30, con ultimo ingresso alle 17.30.

Sono previste anche alcune aperture straordinarie: sabato 10 ottobre e domenica 11 ottobre dalle 10 alle 19, oltre all’apertura per l’intera giornata di domenica 1° novembre.

La mostra è allestita nelle Cantine Espositive del Castello di Piovera, raggiungibili tramite scale.

Tre le formule di visita previste.

Il biglietto “Tra Cultura e Natura”, al costo di 10 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini, comprende il Parco, il Museo degli Antichi Mestieri, la Collezione di Radici Artistiche, la Galleria delle opere d’arte del Conte Calvi di Bergolo nelle Antiche Scuderie e le Cantine Espositive con la mostra “Inventabilia”. La visita si svolge in autonomia, con indicazioni e pannelli informativi.

La formula “Viaggio nel Tempo” aggiunge alle precedenti proposte anche le Stanze delle Collezioni del Castello, comprendenti parte del primo piano e l’intero secondo piano. Anche in questo caso il percorso è autonomo. Il costo è di 14 euro per gli adulti e 7 euro per i bambini.

Infine, il biglietto “Raccontami il Castello” comprende, oltre al parco, ai musei, alle collezioni e alla mostra, anche la visita guidata alle stanze arredate del piano terra e del primo piano del Castello. Il costo è di 16 euro per gli adulti e 8 euro per i bambini.

I turni delle visite guidate sono previsti alle 15 e alle 16.30, con prenotazione obbligatoria e una durata indicativa compresa tra 75 e 90 minuti. Gli orari possono variare a seconda della giornata di apertura ed è quindi consigliato consultare il calendario delle visite.

“INVENTABILIA” diventa così un’occasione per osservare l’Ottocento da una prospettiva diversa: non soltanto attraverso gli avvenimenti che hanno riempito i libri di storia, ma attraverso gli oggetti, le mode e le invenzioni che entrarono concretamente nella vita delle persone. Un racconto del progresso fatto di intuizioni geniali, trasformazioni sociali, mestieri dimenticati e anche clamorosi errori, molti dei quali continuano, direttamente o indirettamente, a raccontare qualcosa del mondo in cui viviamo oggi.

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