2 Ottobre 2026
13:54
Piazza della Libertà, Confcommercio critica il nuovo varco: “Ad Alessandria prima si chiude, poi si pensa”
ALESSANDRIA – La nuova telecamera all’altezza dell’ex sede della Banca d’Italia, destinata ad ampliare l’Area Pedonale Urbana in piazza della Libertà, riaccende il confronto sul futuro del centro di Alessandria. A intervenire è Confcommercio della provincia di Alessandria, che non concentra la propria critica tanto sulla presenza delle telecamere o sulla riduzione degli spazi destinati al traffico, quanto sul metodo seguito dall’amministrazione comunale nelle trasformazioni urbane.
Secondo l’associazione di categoria, infatti, il nodo centrale riguarda la sequenza con cui “si governano le trasformazioni del centro cittadino”.
La pedonalizzazione, sottolinea Confcommercio, non deve essere considerata a priori positiva o negativa, ma uno strumento all’interno di una strategia più ampia. Le esperienze di rigenerazione dei centri storici considerate più efficaci dall’associazione mostrerebbero infatti la necessità di partire dall’analisi delle abitudini di chi frequenta il centro: provenienze, tempi di permanenza, modalità di spostamento e comportamenti di spesa. Soltanto dopo questa fase, secondo Confcommercio, dovrebbero arrivare la valutazione delle ricadute e un progetto organico di riqualificazione urbana, sociale e commerciale. La modifica della mobilità rappresenterebbe quindi “l’ultimo passaggio e non il punto di partenza”.
È proprio su questo aspetto che si concentra la critica relativa a piazza della Libertà. Per l’associazione, nel caso del nuovo varco si sarebbe intervenuti sull’accessibilità prima di definire una visione complessiva sul futuro dello spazio. Un’impostazione che, secondo Confcommercio, non riguarderebbe soltanto quest’ultimo provvedimento, ma sarebbe già emersa in altre scelte compiute negli ultimi anni sul centro cittadino.
A sostegno della propria posizione, Confcommercio richiama il lavoro svolto attraverso il Laboratorio permanente di Analisi e Rigenerazione Urbana, sviluppato in collaborazione con la Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma nell’ambito del master dedicato alla gestione e valorizzazione dei centri storici minori e cresciuto anche attraverso Cities, il progetto nazionale di Confcommercio dedicato alle città: “Confcommercio Alessandria non interviene con un’opinione, ma con un metodo. In questi anni l’associazione ha costruito un sistema di analisi e di competenze sulla città che non ha eguali sul territorio. Il Laboratorio permanente di Analisi e Rigenerazione Urbana, sviluppato in collaborazione con la Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma nell’ambito del master in gestione e valorizzazione dei centri storici minori, e cresciuto grazie al lavoro costante di Cities, il progetto nazionale di Confcommercio dedicato alle città, studia da tempo piazze, assi e luoghi del commercio alessandrino. Accanto al Laboratorio opera un sistema avanzato di misurazione dei flussi urbani, capace di restituire una lettura ad alta definizione della frequentazione del centro – volumi, provenienze, tempi di sosta, abitudini di spesa – insieme a un’analisi della sosta a servizio del centro, comparata con quella della grande distribuzione organizzata e dei poli commerciali extraurbani.
È una conoscenza maturata in anni di studio, che permette di leggere con precisione la competizione in atto tra il cuore della città e i grandi poli commerciali. Ogni intervento che riduce l’accessibilità del centro senza accrescerne l’attrattività rischia di spostare persone, tempo e spesa verso modelli di consumo che non generano né comunità né valore per il tessuto urbano.
Un patrimonio di questa portata è a disposizione della città e delle sue istituzioni, ed è naturalmente destinato a far parte dei processi decisionali pubblici. Se finora non lo si è ritenuto necessario, viene da chiedersi se il problema non sia proprio questo: i dati oggettivi hanno il difetto di non adattarsi alle decisioni già prese, e di raccontare talvolta una storia diversa da quella che si vorrebbe ascoltare”.
La concorrenza tra centro storico e poli commerciali extraurbani rappresenta una delle principali preoccupazioni dell’associazione e un secondo punto riguarda il ruolo delle associazioni di categoria. Confcommercio precisa di non chiedere un potere di veto sulle decisioni dell’amministrazione, ma rivendica la funzione dei corpi intermedi nel rappresentare le imprese e portare nel confronto pubblico competenze e conoscenze maturate direttamente sul territorio.
Il coinvolgimento, sostiene l’associazione, dovrebbe però avvenire prima delle decisioni e non successivamente, quando i provvedimenti sono ormai definiti. Tra gli strumenti già disponibili viene indicato il Distretto Urbano del Commercio, di cui Confcommercio è promotrice e che nasce proprio con l’obiettivo di costruire in maniera condivisa le politiche rivolte al cuore commerciale della città. Nel caso del nuovo varco di piazza della Libertà, secondo l’associazione, il Distretto non sarebbe stato coinvolto.
Confcommercio mette quindi sul tavolo quattro richieste. La prima è l’introduzione di un principio di consultazione preventiva per gli interventi sulla mobilità e sull’assetto del centro, attraverso il Distretto Urbano del Commercio o altre sedi istituzionali. La seconda riguarda la necessità di accompagnare ogni scelta con una valutazione d’impatto che tenga insieme flussi, disponibilità di sosta e conseguenze economiche e sociali. La terza richiesta è quella di considerare la riqualificazione urbana come una premessa rispetto alla pedonalizzazione: prima dovrebbe essere definito un piano complessivo di rigenerazione urbana, sociale e commerciale e soltanto successivamente dovrebbero essere introdotte modifiche all’accessibilità.
Infine, Confcommercio chiede di riaprire il confronto sul nuovo varco di piazza della Libertà e di verificarne gli effetti concreti attraverso i dati, senza escludere una revisione dell’attuale impostazione.
L’associazione annuncia inoltre che il proprio Laboratorio avvierà un monitoraggio specifico delle conseguenze del varco sui flussi e sulla sosta nel centro cittadino. I risultati, assicura Confcommercio, saranno successivamente resi pubblici. L’obiettivo dichiarato è proporsi come interlocutore tecnico dell’amministrazione comunale e degli altri soggetti interessati alla trasformazione del centro di Alessandria.
A sintetizzare la posizione dell’associazione è il presidente di Confcommercio, Vittorio Ferrari: “Ad Alessandria si continuano a fare le cose al contrario: prima si chiude, poi si pensa a cosa fare di quello spazio”, dichiara Ferrari. “La trasformazione dei centri urbani è necessaria, ma deve seguire un ordine preciso: conoscenza, progetto e, solo alla fine, intervento sulla mobilità. In questi anni la nostra associazione ha costruito competenze e strumenti di analisi che pochi territori possono vantare, frutto anche di collaborazioni accademiche di primo livello. È un patrimonio che appartiene alla città ed è a disposizione di chi la governa”.
Il presidente utilizza poi toni più critici nel commentare il rapporto tra analisi dei dati e decisioni amministrative. “Certo, consultare i dati prima di decidere comporta un rischio: che suggeriscano una strada diversa da quella già scelta. Forse è per questo che si preferisce farne a meno. Quando la decisione precede l’analisi, i numeri diventano soltanto un fastidio”, prosegue Ferrari.
Da Confcommercio arriva quindi la richiesta di un cambio di metodo che, nelle intenzioni dell’associazione, dovrebbe valere non soltanto per l’attuale amministrazione e per piazza della Libertà, ma più in generale per le future trasformazioni del centro cittadino.
“Non chiediamo di essere ascoltati per principio: chiediamo che le decisioni siano prese con il rigore che Alessandria merita, coinvolgendo chi ogni giorno la tiene viva. Oggi, e con chiunque avrà domani la responsabilità di amministrarla“, conclude Ferrari.