8 Ottobre 2026
10:29
Giornate FAI d’Autunno 2026, la Lombardia svela palazzi storici, ville, castelli e antiche fabbriche
LOMBARDIA – Sabato 10 e domenica 11 ottobre torna l’appuntamento dedicato alla scoperta del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico italiano. In Lombardia saranno coinvolti 48 Comuni, con 117 aperture straordinarie. Un viaggio tra luoghi normalmente inaccessibili, tradizioni artigianali e testimonianze della storia industriale. L’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso: «Un patrimonio che merita di essere conosciuto anche al di fuori dei circuiti più frequentati».
La Lombardia si prepara a vivere un fine settimana all’insegna della cultura, della storia e della riscoperta delle proprie bellezze nascoste. Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 tornano le Giornate FAI d’Autunno, giunte alla quindicesima edizione, con un programma che promette di accompagnare migliaia di visitatori alla scoperta di palazzi storici, dimore nobiliari, castelli, chiese, giardini, edifici istituzionali e luoghi simbolo della tradizione produttiva lombarda.
Saranno complessivamente 131 i luoghi visitabili in 48 Comuni della regione, con ben 117 aperture straordinarie, un’occasione per entrare in spazi generalmente chiusi al pubblico o poco conosciuti, ma capaci di raccontare secoli di storia, arte, architettura e trasformazioni sociali.
L’iniziativa, promossa dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS e sostenuta da Regione Lombardia, si inserisce in un programma nazionale che coinvolgerà oltre 700 luoghi in 350 città italiane. Un grande evento diffuso che punta non soltanto a valorizzare il patrimonio culturale, ma anche a rafforzare il legame tra le comunità e i territori, trasformando per due giorni luoghi spesso dimenticati in occasioni di incontro, conoscenza e partecipazione.
A caratterizzare l’edizione 2026 sarà anche una particolare attenzione alla storia del lavoro, dell’artigianato e dell’industria, con aperture dedicate ad antichi mestieri, manifatture, laboratori e imprese che hanno contribuito allo sviluppo economico e sociale della Lombardia.
La cultura come occasione per riscoprire il territorio
Il valore delle Giornate FAI d’Autunno va ben oltre la possibilità di visitare edifici normalmente inaccessibili. L’obiettivo è quello di invitare cittadini e turisti a osservare con occhi diversi il patrimonio che li circonda, riscoprendo luoghi davanti ai quali si passa quotidianamente senza conoscerne la storia.
A sottolineare l’importanza dell’iniziativa è l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, che evidenzia il ruolo della manifestazione nella valorizzazione delle identità locali.
«Le Giornate FAI d’Autunno ci offrono l’occasione di conoscere luoghi davanti ai quali passiamo ogni giorno senza potervi entrare e di scoprire quanto della nostra storia custodiscano. Le 117 aperture straordinarie interessano 48 Comuni lombardi e portano l’attenzione su un patrimonio che merita di essere conosciuto anche al di fuori dei circuiti più frequentati».
La Regione conferma così il proprio sostegno a un progetto che rende la cultura più accessibile e contribuisce a far conoscere anche realtà lontane dalle tradizionali mete turistiche.
Particolare rilievo viene attribuito quest’anno al patrimonio industriale e manifatturiero, considerato parte integrante dell’identità lombarda.
«Trovo particolarmente significativa la scelta di dare spazio all’artigianato e alla storia delle nostre imprese: nelle fabbriche e nei laboratori si sono formate competenze e sono nate idee che hanno segnato la Lombardia e la vita di tante famiglie. Anche questa storia ha pieno diritto di essere riconosciuta come parte del nostro patrimonio culturale», aggiunge Caruso.
Milano apre le porte dei suoi palazzi e dei simboli dell’architettura contemporanea
Tra i territori maggiormente coinvolti figura Milano, dove il programma propone un percorso che attraversa epoche e stili differenti, dalle residenze aristocratiche agli edifici che hanno ridisegnato lo skyline cittadino.
Tra le aperture più significative spicca Palazzo Dugnani, con un itinerario dedicato al Tiepolo, mentre Palazzo Isimbardi offrirà l’occasione di approfondire le allegorie del grande pittore veneziano. Saranno visitabili anche Palazzo Cusani, Palazzo Lombardia e alcuni ambienti del Palazzo delle Finanze.
Accanto alla Milano storica troverà spazio quella dell’innovazione architettonica, con l’apertura di CityWave nel quartiere CityLife e della torre Gioia 22, esempio delle trasformazioni urbanistiche e dell’attenzione alla sostenibilità che caratterizzano la città contemporanea.
Il programma comprenderà inoltre la sede di Banco BPM, Casa BFF con la sua galleria, la Fondazione Renzo Piano e Dolce & Gabbana Casa.
L’offerta culturale si estenderà anche all’area metropolitana, con il MUMAC – Museo della Macchina per Caffè di Binasco, il Museo Kartell a Noviglio e la Fonderia Artistica Cubro a Novate Milanese. A Sesto San Giovanni sarà invece possibile intraprendere un viaggio nella storia cittadina, dal Cinquecento alle trasformazioni architettoniche legate a Piero Bottoni.
Dalla Brianza al Varesotto, tra ville storiche e memoria industriale
Anche Monza e Brianza sarà protagonista del fine settimana, con dieci luoghi inseriti nel programma. Tra questi figurano Villa Mirabello e Villa Mirabellino, immerse nel Parco di Monza, e la Cappella Espiatoria.
Particolarmente interessante sarà il percorso dedicato alla memoria del villaggio operaio di Cederna, testimonianza delle trasformazioni sociali e industriali del territorio.
A Vimercate sarà possibile conoscere il centro di ricerca e sviluppo Nokia, mentre a Cornate d’Adda apriranno le centrali idroelettriche Edison Carlo Esterle e Angelo Bertini, luoghi che raccontano il rapporto tra progresso tecnologico, energia e paesaggio.
Nel Varesotto, dove sono previste 18 aperture, il pubblico potrà scoprire alcune delle dimore e dei complessi storici più rappresentativi del territorio. A Varese saranno visitabili Villa e Collezione Panza, Villa Andrea, il parco e i cortili di Villa Mozzoni e la Torre di Velate.
A Somma Lombardo apriranno Villa Dolci Melzi, il Museo Secondo Mona e il Parco di Villa Hermann. Tra le proposte figurano anche Villa della Porta Bozzolo a Casalzuigno, il Monastero di Torba a Gornate Olona e Casa Macchi a Morazzone.
Uno spazio importante sarà riservato alla memoria industriale, con l’ex stabilimento Ignis di Comerio e un percorso a Saronno dedicato alla produzione ferroviaria.
Bergamo, Brescia e Cremona: un viaggio attraverso secoli di storia
A Bergamo le Giornate FAI offriranno la possibilità di visitare il Seminario vescovile Giovanni XXIII, Palazzo Moroni e la Casa del Prefetto. Nel territorio provinciale saranno protagonisti anche borghi, chiese e testimonianze dell’artigianato locale.
A Calvenzano, in particolare, il programma comprenderà percorsi tra le corti storiche, visite alla chiesa parrocchiale e iniziative dedicate alla scoperta del patrimonio attraverso i cinque sensi. A Roncobello, nella frazione Bàresi, aprirà invece il Mulino Maurizio Gervasoni.
Particolarmente ricca l’offerta nel Bresciano, con 21 luoghi visitabili. Nel capoluogo sarà possibile entrare nelle terme pubbliche di Palazzo Poncarali Oldofredi, oggi sede del Liceo Arnaldo, e scoprire il Monastero di Santa Croce, l’orologio di piazza della Loggia e il Convento delle Orsoline.
A Ome il programma accompagnerà i visitatori tra edifici religiosi, dimore storiche e luoghi legati alle tradizioni produttive, tra cui il Borgo del Maglio e la cantina Majolini.
A Berzo Inferiore l’attenzione sarà rivolta soprattutto alla lavorazione del ferro, con visite al Maglio di San Tomaso e percorsi dedicati alla storia delle fucine e dei laminatoi. A Salò apriranno invece Palazzo della Magnifica Patria e la sede della Tenenza della Guardia di Finanza.
Nel Cremonese saranno cinque le aperture, tra cui Palazzo Manna, l’ex chiesa di San Vitale, l’ex caserma La Marmora e l’ex Teatro Politeama Verdi. A Crema sarà possibile visitare l’ex acciaieria Ferriera, ulteriore testimonianza del patrimonio industriale regionale.
Dai laghi alle montagne, le bellezze del Comasco, Lecchese e Valtellina
Le Giornate FAI d’Autunno rappresenteranno anche un’occasione per scoprire il rapporto tra architettura, paesaggio e tradizioni nei territori dei laghi lombardi.
Nel Comasco, tra le undici aperture previste, figurano Villa del Balbianello a Tremezzina, la Torre del Soccorso, conosciuta anche come Torre del Barbarossa, e la Velarca. A Valsolda sarà protagonista Villa Fogazzaro Roi, mentre nell’Alta Valle Intelvi saranno visitabili edifici religiosi e testimonianze del patrimonio artistico locale.
Particolare interesse rivestirà il Cantiere Navigazione Laghi a Tavernola, legato alla storia della navigazione lacustre, mentre a Fino Mornasco il programma comprenderà realtà produttive come Colombo Industrie Tessili e Visgomma.
Nel Lecchese, le aperture si concentreranno soprattutto a Malgrate e Paderno d’Adda. A Malgrate sarà possibile visitare Palazzo Agudio, l’ex Filanda Bovara Reina, alcune chiese storiche e la Cappella dei Morti della Peste. A Paderno d’Adda, invece, il pubblico potrà conoscere il Ponte San Michele, il Molino Colombo e Villa Gnecchi Ruscone.
In provincia di Sondrio il percorso attraverserà luoghi di grande interesse storico e paesaggistico, da Castel Grumello, a Montagna in Valtellina, fino agli alpeggi di Pedroria e Madrera a Talamona. A Tovo di Sant’Agata apriranno il Castello di Bellaguarda, Casa Canali e alcuni edifici religiosi.
Castelli, conventi e dimore storiche tra Pavia, Mantova e Lodi
Anche il Pavese proporrà un programma articolato, con nove aperture distribuite tra il capoluogo e diversi centri della provincia.
Tra i luoghi da scoprire figurano il Castello di Frascarolo con il suo museo, il Castello di Montù Beccaria, Villa Marabelli a Pavia e l’Oratorio dei Templari di San Damiano a Valle Salimbene.
Nel Mantovano saranno protagonisti edifici religiosi, antiche istituzioni e luoghi della memoria cittadina. A Mantova apriranno la chiesa della Madonna del Terremoto e l’Antica edicola dei giornali, mentre a Castiglione delle Stiviere sarà possibile visitare il Convento di San Pietro, il Convento di Santa Maria e il Collegio dei Gesuiti, oggi sede del Municipio.
A Viadana il programma comprenderà Palazzo Gardani, percorsi dedicati alla comunità ebraica e il Mu.Vi, con un itinerario tra libri antichi e tessuti storici. A Lodi, infine, le visite interesseranno la Fondazione Cosway e la chiesa di Santa Maria delle Grazie, offrendo un’ulteriore occasione per conoscere il patrimonio artistico e religioso della città.
Il ruolo fondamentale dei volontari e dei giovani Apprendisti Ciceroni
Uno degli elementi più significativi delle Giornate FAI d’Autunno è il coinvolgimento diretto dei volontari, che rendono possibile l’organizzazione delle visite e l’accoglienza del pubblico.
Accanto alle Delegazioni e ai Gruppi FAI territoriali, saranno protagonisti a livello nazionale oltre 9.000 Apprendisti Ciceroni, studenti appositamente preparati per accompagnare i visitatori alla scoperta dei luoghi aperti.
Un’esperienza che rappresenta anche un’importante opportunità educativa, perché permette ai ragazzi di approfondire la storia e le caratteristiche del proprio territorio e di trasmetterne il valore ad altre persone.
«Ringrazio il FAI e i volontari, soprattutto i tanti giovani che accompagneranno i visitatori. Dedicare tempo e studio a un luogo per farlo conoscere agli altri è un modo concreto di prendersene cura», sottolinea l’assessore Francesca Caruso.
L’iniziativa si svolge in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il patrocinio del Ministero della Cultura, delle Regioni e delle Province autonome italiane.
Un fine settimana per scoprire la Lombardia meno conosciuta
Le visite previste durante le Giornate FAI d’Autunno saranno a contributo libero, secondo le modalità stabilite per le singole aperture. Per conoscere orari, eventuali prenotazioni e condizioni di accesso sarà possibile consultare il programma ufficiale del FAI.
L’edizione 2026 si presenta dunque come un grande viaggio collettivo attraverso la Lombardia, capace di mettere in relazione il patrimonio monumentale delle città con le testimonianze più discrete dei piccoli centri, le residenze aristocratiche con le fabbriche storiche, i luoghi della spiritualità con quelli dell’innovazione tecnologica.
Una manifestazione che invita a guardare oltre le destinazioni più celebri, riconoscendo il valore culturale anche di edifici e spazi apparentemente ordinari, ma profondamente legati alla vita delle comunità.
Per due giorni, sabato 10 e domenica 11 ottobre, la Lombardia aprirà così le porte di una parte importante della propria memoria, offrendo a residenti e visitatori la possibilità di conoscere storie, tradizioni e luoghi che contribuiscono a definire l’identità della regione.
Perché il patrimonio culturale non è fatto soltanto di grandi monumenti e opere d’arte, ma anche di fabbriche, laboratori, cortili, chiese di paese e antiche dimore che custodiscono la storia delle generazioni che li hanno attraversati. Ed è proprio questa ricchezza diffusa che le Giornate FAI d’Autunno intendono riportare al centro dell’attenzione.