8 Ottobre 2026
16:54
Azienda annuncia blocco ex Ilva di Novi e Genova. I due sindaci: “Scelta insostenibile”
NOVI LIGURE – “Questa mattina Acciaierie d’Italia S.p.A. in Amministrazione Straordinaria ci ha annunciato che, in seguito al noto decreto della Corte d’Appello di Milano che riguarda la fabbrica di Taranto, entro il prossimo 15 novembre avverrà la fermata temporanea generale degli stabilimenti ex Ilva di Genova e di Novi”. Le dichiarazioni sono dei sindaci di Genova e di Novi Ligure, Silvia Salis e Rocchino Muliere, sbalorditi davanti a una notitzia che pesa come un macigno per le due città. “Pur comprendendo la lunga e complessa fase di difficoltà che sta attraversando l’azienda, l’annuncio di una serrata è del tutto inaccettabile. Le conseguenze nefaste dei continui ritardi che stanno caratterizzando il percorso di vendita non possono ricadere ancora una volta sui lavoratori, sulle loro famiglie e sui territori in cui vivono e lavorano“.
I due primi cittadini si augurano ora “che negli incontri di oggi e domani a Roma, tra le rappresentanze sindacali, il governo e le parti interessate, il quadro possa migliorare sensibilmente. Una serrata della fabbrica rappresenta una prospettiva insostenibile: lo è per le lavoratrici e i lavoratori, lo è per le città di Genova e di Novi e lo è per l’intera filiera siderurgica del nostro Paese”. Preoccupazione anche dai deputati Pd Alberto Pandolfo, Federico Fornaro, Valentina Ghio e Luca Pastorino che hanno già annunciato una interrogazione parlamentare al Governo. “L’annuncio della fermata generale degli stabilimenti ex Ilva di Genova e Novi Ligure entro il 15 novembre è un fatto gravissimo che non può essere affrontato con rassicurazioni di circostanza. Siamo di fronte a un ulteriore segnale dell’incertezza che continua a gravare sul futuro degli impianti, dei lavoratori e dell’intera filiera siderurgica”. L’interrogazione servirà a “sapere quali iniziative intenda assumere immediatamente per evitare la fermata degli stabilimenti e garantire continuità produttiva e occupazionale”.
“Il Governo deve chiarire cosa sta accadendo e soprattutto quali garanzie intende assicurare a Genova e Novi Ligure. Non è accettabile che l’incertezza sul futuro dell’ex Ilva continui a essere scaricata sui lavoratori e sui territori. Servono risposte immediate e un’assunzione chiara di responsabilità”.