9 Ottobre 2026
11:02
Colpito con un calcio mentre viaggiava in monopattino. L’attore Iacopini ancora in prognosi riservata, caccia agli aggressori
ROMA – È ancora in prognosi riservata Davide Iacopini, l’attore 42enne rimasto gravemente ferito dopo essere stato aggredito mentre si trovava a bordo di un monopattino in via Barrili, nel quartiere Monteverde a Roma. L’uomo, sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico, resta ricoverato in ospedale, mentre gli investigatori cercano di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e individuare i responsabili.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’attore sarebbe stato colpito con un calcio sferrato dal lato passeggero di una minicar in movimento, mentre percorreva la strada a bordo del monopattino. Un gesto improvviso e violento, sul quale la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per tentato omicidio.
Nelle scorse ore si è svolto un vertice in Procura tra inquirenti e investigatori per fare il punto sull’attività investigativa. Le indagini, affidate ai carabinieri e alla polizia locale, si stanno concentrando soprattutto sull’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona dell’aggressione e nelle strade limitrofe.
L’obiettivo è individuare una minicar elettrica di colore nero, ritenuta il mezzo utilizzato dagli aggressori, e risalire all’identità delle persone che si trovavano a bordo. Secondo le prime ipotesi investigative, potrebbe trattarsi di due minorenni, circostanza che resta comunque da accertare.
A coordinare l’inchiesta è il pubblico ministero Ambrogio Cassiani, titolare del fascicolo per tentato omicidio. All’attenzione degli investigatori ci sarebbero anche altri quattro episodi avvenuti con modalità analoghe, che potrebbero essere collegati all’aggressione dell’attore.
In particolare, uno degli episodi riguarda un ragazzo che sarebbe stato colpito mentre viaggiava anche lui su un monopattino, poco prima dell’aggressione a Iacopini. Gli inquirenti stanno cercando di verificare se dietro questi fatti possano esserci gli stessi responsabili.
Come riporta AdnKronos, al momento non troverebbe conferma l’ipotesi di una sfida social come possibile movente delle aggressioni. Non risulta inoltre confermata l’esistenza di un identikit dei presunti autori. Le indagini proseguono dunque su più fronti, con l’analisi dei filmati e la ricostruzione degli episodi segnalati, nella speranza di individuare elementi utili a identificare gli aggressori.