9 Ottobre 2026
20:43
Ex Ilva, Molinari (Lega): “Il futuro di Novi Ligure non sia legato a Taranto. Salvare lavoro e produzione”
NOVI LIGURE – Il futuro degli stabilimenti ex Ilva del Nord deve essere valutato autonomamente rispetto alla crisi di Taranto, per salvaguardare posti di lavoro e produzione. Questa è la posizione del capogruppo alla Camera e segretario regionale della Lega in Piemonte, Riccardo Molinari, autore di un’interrogazione al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso dopo l’annuncio della fermata degli stabilimenti di Novi Ligure e Genova Cornigliano, con possibili ricadute anche su Racconigi.
“La fermata annunciata degli stabilimenti ex Ilva di Novi Ligure e Genova-Cornigliano, con ricadute anche su Racconigi, mette a rischio posti di lavoro, imprese dell’indotto e competenze industriali strategiche per il Piemonte, la Liguria e per il Paese“, sottolinea Molinari. Nell’interrogazione il parlamentare chiede al Governo di valutare con urgenza tutte le soluzioni possibili per garantire la continuità produttiva e occupazionale, anche attraverso accordi con altri produttori siderurgici o la cessione degli stabilimenti del Nord a gruppi industriali in grado di rilanciarli. “Il futuro di questi siti va valutato autonomamente rispetto alla crisi di Taranto: le difficoltà dell’area a caldo non devono tradursi nella perdita di attività produttive che possono avere prospettive proprie” ha sottolineato Molinari. “Servono risposte rapide e una strategia industriale chiara per tutelare lavoratori, famiglie e territori”.
Il capogruppo della Lega ha criticato poi Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, ai quali ha attribuito responsabilità nella gestione della vertenza. “La gestione della vertenza è stata caratterizzata da scelte controverse, scontri normativi e ripetuti cambiamenti nell’impostazione degli interventi pubblici, senza che si consolidasse una prospettiva industriale di lungo periodo. La vicenda dell’accordo con ArcelorMittal e il successivo contenzioso hanno evidenziato le conseguenze che l’incertezza normativa e politica può produrre sulla credibilità del sistema Paese nei confronti degli investitori. Le controversie relative alle garanzie legali connesse all’attuazione del piano ambientale, comprese le modifiche intervenute nel 2019, hanno contribuito ad alimentare uno scontro politico e istituzionale che avrebbe richiesto, invece, maggiore lungimiranza nella politica industriale del nostro Paese, ferma restando la necessità di garantire la tutela della salute e dell’ambiente. Ora, anni di scelte sbagliate e incertezze non possono essere pagati dai lavoratori e dai territori”.
Nella sua presa di posizione il deputato esprime infine preoccupazione per le possibili conseguenze del Green Deal europeo e dei vincoli ambientali sulla competitività della siderurgia.
“Con il Green Deal e i vincoli ambientali sempre più stringenti imposti dall’Ue, produrre acciaio in modo competitivo rischia di diventare impossibile, mettendo a repentaglio il futuro della siderurgia europea e migliaia di posti di lavoro”, conclude Riccardo Molinari.