12 Ottobre 2026
15:34
Ex Ilva, Rifondazione Comunista: “Nessun lavoratore deve essere lasciato indietro”
NOVI LIGURE (AL) – Rifondazione Comunista si schiera al fianco dei lavoratori dell’ex Ilva, impegnati nello sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali contro il rischio di chiusura degli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure. Il partito esprime pieno sostegno alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Acciaierie d’Italia, denunciando l’assenza di risposte concrete sul futuro degli stabilimenti e delle migliaia di persone coinvolte.
Secondo il partito, da anni lavoratori e cittadini chiedono interventi capaci di coniugare la salvaguardia dell’occupazione con la tutela della salute e dell’ambiente, a partire dalla difficile situazione di Taranto. Una questione che riguarda però l’intero gruppo siderurgico e che richiede una prospettiva industriale per tutti i siti produttivi, compresi quelli di Genova e Novi Ligure.
Rifondazione critica inoltre la gestione della vertenza da parte del Governo e i tentativi di affidare ai privati il futuro della produzione siderurgica, giudicati fallimentari. Da qui la richiesta di nazionalizzare l’ex Ilva, ritenuta dal partito l’unica soluzione in grado di garantire continuità produttiva, sicurezza occupazionale e risanamento ambientale.
“Nessun licenziamento. Nessun lavoratore deve essere lasciato indietro“, ribadisce Rifondazione, chiedendo all’esecutivo di assumersi pienamente le proprie responsabilità e di fornire risposte certe sul futuro del gruppo.
A sottoscrivere il comunicato sono Paolo Benvegnù, responsabile nazionale Lavoro di Rifondazione Comunista/Sinistra Europea; Valentina Basta, segretaria del circolo di Taranto; Giovanni Ferretti, segretario della federazione di Genova; e Stefanella Ravazzi, segretaria della federazione di Alessandria.
Il partito conclude rilanciando la mobilitazione e ribadendo la necessità di difendere insieme il diritto alla salute e quello al lavoro: “Continuiamo con la lotta. Blocchiamo tutto”.