28 Ottobre 2026
15:23
Nuovo liceo Golgi di Broni: oltre 14 milioni per una scuola senza amianto con 27 aule, laboratori e palestra
BRONI (PV) – Il progetto del nuovo liceo Golgi di Broni entra in una fase decisiva, portando la città un passo più vicino alla realizzazione di un’opera attesa da decenni. Una scuola moderna, accessibile, energeticamente sostenibile e soprattutto libera dall’amianto, destinata a sostituire l’attuale edificio scolastico, che rappresenta l’ultimo immobile pubblico contenente amianto ancora presente sul territorio comunale. Un intervento dal valore non soltanto educativo e infrastrutturale, ma anche profondamente simbolico per una comunità che porta ancora i segni della lunga e dolorosa vicenda legata alla presenza di questo materiale.
Il progetto è stato illustrato nella serata di martedì 27 ottobre, prima dell’inizio della seduta del Consiglio comunale di Broni, dal presidente della Provincia di Pavia, Giovanni Palli, che ha presentato ai consiglieri le caratteristiche della futura struttura e lo stato di avanzamento dell’iter amministrativo.
Il progetto di fattibilità tecnico-economica, recentemente consegnato alla Provincia, delinea un edificio scolastico di nuova generazione, pensato per rispondere alle esigenze della didattica contemporanea e per diventare un punto di riferimento anche per la vita sociale e culturale della città. Per la sua realizzazione sono già stati stanziati oltre 14 milioni di euro, risorse che, secondo quanto assicurato dalla Provincia, risultano adeguate a sostenere l’intervento.
La futura scuola disporrà di 27 aule, una in più rispetto alla situazione attuale, alle quali si aggiungeranno le 12 aule della struttura di viale Matteotti, oggetto di un ulteriore intervento previsto dall’accordo tra Provincia e Comune. Complessivamente, il sistema scolastico potrà quindi contare su 39 aule, affiancate da due ambienti dedicati alle attività di sostegno e da sei laboratori.
Particolare attenzione sarà riservata anche agli spazi destinati alla socializzazione e alle attività extracurricolari. Il progetto comprende infatti un auditorium da 150 posti, una palestra omologabile CONI, un bar e ambienti di aggregazione per gli studenti. L’auditorium e la palestra potranno essere utilizzati anche per iniziative aperte alla cittadinanza, trasformando il nuovo liceo in una struttura capace di vivere oltre il normale orario delle lezioni. Sono inoltre previsti spazi specifici per docenti, dirigenza e collaboratori scolastici, con l’obiettivo di migliorare l’organizzazione e la funzionalità dell’intero istituto.
Un altro elemento centrale riguarda la sostenibilità ambientale. Il nuovo edificio sarà realizzato utilizzando materiali sostenibili e seguendo criteri di elevata efficienza energetica. La struttura sarà classificata NZEB, acronimo che identifica gli edifici a energia quasi zero, caratterizzati da consumi estremamente contenuti. Una parte significativa del fabbisogno energetico sarà inoltre coperta da un impianto fotovoltaico, contribuendo a ridurre i costi di gestione e l’impatto ambientale della scuola.
Come ha spiegato il Presidente della Provincia, Giovanni Palli, il completamento della prima fase progettuale apre ora la strada alle procedure necessarie per arrivare alla realizzazione dell’opera.
“Il progetto di fattibilità tecnico-economica del nuovo liceo di Broni è stato consegnato: si chiude la prima fase e se ne apre un’altra, quella delle autorizzazioni degli enti competenti, che percorreremo fianco a fianco con il Comune fino al cantiere. Avevo promesso di presentarlo di persona ai consiglieri comunali così come avvenuto nella serata di martedì. Ringrazio il Sindaco, l’intero Consiglio e la direzione scolastica per una collaborazione costante, leale e concreta e la condivisione piena del progetto definitivo“.
Palli ha quindi ribadito la disponibilità delle risorse economiche e sottolineato la volontà di realizzare una scuola costruita attorno alle necessità concrete di chi la frequenterà quotidianamente.
“Le risorse ci sono e sono adeguate: oltre quattordici milioni di euro già stanziati, cui si aggiunge l’intervento sulla struttura di viale Matteotti previsto dall’accordo con il Comune. Sarà una scuola su misura per chi la vive: ventisette aule, una in più di oggi, che con le dodici di viale Matteotti diventano trentanove; due aule di sostegno, sei laboratori, un auditorium da centocinquanta posti e una palestra omologabile CONI aperti alla città; spazi dedicati a docenti, dirigenza e collaboratori scolastici”.
Un aspetto particolarmente significativo è il coinvolgimento diretto degli studenti nella definizione degli spazi. Attraverso l’iniziativa “Il liceo che vorrei”, ragazze e ragazzi hanno avuto la possibilità di esprimere idee, desideri e proposte sulla scuola del futuro. Indicazioni che, almeno in parte, sono state recepite nella progettazione.
“Non mancheranno un bar e luoghi di aggregazione per studentesse e studenti, che con ‘Il liceo che vorrei’ hanno ispirato il progetto. Un edificio accessibile a tutti, in materiali sostenibili e a energia quasi zero (NZEB): consumerà pochissimo e produrrà con il fotovoltaico buona parte dell’energia necessaria. Dopo decenni di attese è un cambio di pagina radicale: Broni avrà una scuola moderna, sicura e, finalmente, ad amianto zero”, ha concluso Palli.
La presentazione del progetto è stata accolta con soddisfazione dall’amministrazione comunale di Broni, che considera la costruzione del nuovo liceo una delle priorità strategiche per il futuro della città. Il sindaco Antonio Riviezzi ha evidenziato soprattutto il valore dell’intervento nel percorso di eliminazione dell’amianto dagli edifici pubblici, un obiettivo particolarmente importante per la storia e la sensibilità del territorio.
“Accogliamo con grande soddisfazione questo nuovo, importante passo avanti verso la realizzazione del nuovo liceo, un’opera strategica per Broni e per l’intero territorio, che consentirà finalmente di dismettere l’ultimo edificio pubblico contenente amianto ancora presente nella nostra città. Il deposito del progetto presso la Provincia di Pavia, ente che realizzerà l’opera, rappresenta un risultato significativo, che dà ulteriore concretezza a un obiettivo per il quale lavoriamo da anni“.
Il primo cittadino ha inoltre ringraziato il presidente della Provincia per aver mantenuto l’impegno di condividere il progetto con tutti i consiglieri comunali, riconoscendo nella collaborazione istituzionale uno degli elementi fondamentali per il raggiungimento del risultato.
Il percorso che ha condotto all’attuale fase progettuale, del resto, affonda le proprie radici in un lavoro avviato diversi anni fa. Un passaggio determinante è stato rappresentato dalla sottoscrizione del Patto tra le istituzioni, attraverso il quale gli enti coinvolti hanno formalizzato la volontà comune di arrivare alla costruzione della nuova sede scolastica.
Soddisfazione è stata espressa anche dal dirigente scolastico Roberto Olivieri, che ha sottolineato come il progetto tenga conto delle richieste avanzate dalla comunità scolastica, sia dal punto di vista delle esigenze didattiche e organizzative sia per quanto riguarda gli ambienti destinati alla vita quotidiana degli studenti.
Il dirigente ha inoltre evidenziato l’importanza di aver recepito, per quanto possibile, le indicazioni tecniche formulate dalla scuola, così da progettare una struttura in grado di rispondere alle necessità di un istituto moderno, nel quale la qualità degli ambienti contribuisce direttamente alla qualità dell’esperienza formativa.
Ma nelle parole di Olivieri emerge anche il significato più profondo dell’intervento, che per Broni va ben oltre la disponibilità di nuove aule e laboratori.
“La realizzazione del nuovo Liceo Golgi assume inoltre un significato che va ben oltre la costruzione di un nuovo edificio: è proprio una scuola, luogo per eccellenza di crescita, conoscenza e futuro, a rappresentare una tappa fondamentale di un percorso virtuoso verso la liberazione dall’amianto, almeno negli edifici pubblici, e un segnale concreto di attenzione verso una comunità profondamente segnata da questa dolorosa storia. Un investimento che guarda al futuro delle nuove generazioni e contribuisce a restituire serenità al territorio, trasformando una vicenda di sofferenza in un impegno concreto per la vita, la sicurezza e la speranza”.
Con la consegna del progetto di fattibilità tecnico-economica, l’attenzione si sposta adesso sulla fase delle autorizzazioni, durante la quale dovranno essere acquisiti i necessari pareri degli enti competenti prima di poter procedere verso l’apertura del cantiere.