Autore Redazione
mercoledì
28 Ottobre 2026
15:11
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Cronaca - Pavia - Provincia di Pavia

Il San Matteo protagonista di un progetto europeo per innovare le cure neonatali con l’intelligenza artificiale

Il San Matteo protagonista di un progetto europeo per innovare le cure neonatali con l’intelligenza artificiale

PAVIA – L’intelligenza artificiale per migliorare le cure dei neonati prematuri, prevedere possibili complicanze e rendere l’assistenza sempre più personalizzata. È questo l’obiettivo di NEODATA+, il progetto europeo di ricerca che vede protagonista il Policlinico San Matteo di Pavia, unico partner italiano coinvolto nell’iniziativa, con un ruolo centrale nella validazione clinica delle nuove tecnologie.

Il progetto, avviato il 1° aprile 2026 e presentato in Regione Lombardia lo scorso 22 settembre, coinvolge centri di ricerca di Italia, Paesi Bassi e Romania ed è coordinato dall’University Medical Center Groningen. L’iniziativa è stata selezionata per un finanziamento nell’ambito del programma europeo UNITE, cofinanziato dall’Unione europea.

Il San Matteo, attraverso la sua Terapia Intensiva Neonatale, coordina le attività di validazione clinica e sperimentazione nei centri partecipanti. A guidare l’unità di ricerca pavese è Stefano Ghirardello, direttore della struttura complessa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, con un budget assegnato di 155mila euro.

Al centro dello studio c’è una piattaforma digitale già utilizzata nelle terapie intensive neonatali, capace di monitorare continuamente i principali parametri vitali dei neonati, dalla frequenza cardiaca e respiratoria alla saturazione dell’ossigeno, fino all’ossigenazione cerebrale e renale.

Grazie all’integrazione di queste informazioni con altri dati clinici, i ricercatori potranno sviluppare modelli di intelligenza artificiale in grado di individuare precocemente possibili situazioni di rischio. La prima applicazione riguarderà la previsione di episodi di apnea, rallentamenti del battito cardiaco e cali della saturazione nei bambini nati molto prematuramente.

Non solo. Il progetto punta anche a studiare nuovi strumenti per una valutazione più oggettiva del dolore neonatale e per l’identificazione di possibili rischi legati al neurosviluppo.

Si tratta di un ambito particolarmente delicato. In Europa, infatti, circa il 9% dei bambini nasce prematuro, prima della 37ª settimana di gestazione. Una parte di questi viene alla luce prima della 32ª settimana e può necessitare di cure altamente specialistiche, con possibili complicanze anche a lungo termine.

Uno degli ostacoli principali alla ricerca è rappresentato dalla frammentazione dei dati clinici tra i diversi ospedali europei. NEODATA+ punta a superare questo limite attraverso la collaborazione internazionale, senza compromettere la privacy dei piccoli pazienti.

Le informazioni sanitarie individuali, infatti, resteranno all’interno degli ospedali di origine. I centri potranno collaborare allo sviluppo e alla valutazione dei sistemi di intelligenza artificiale senza trasferire i dati personali in un unico archivio centralizzato, nel rispetto dei principi europei di protezione delle informazioni sanitarie.

L’obiettivo finale è mettere a disposizione di medici e operatori sanitari strumenti capaci di riconoscere in anticipo i segnali di possibili complicanze, favorendo interventi più tempestivi e percorsi di cura personalizzati.

NEODATA+ resta, per il momento, uno studio pilota: l’affidabilità delle previsioni elaborate dall’intelligenza artificiale e i benefici concreti per i pazienti dovranno essere verificati attraverso le attività di ricerca e sperimentazione clinica.

Per il Policlinico San Matteo di Pavia, la partecipazione al progetto rappresenta un nuovo impegno nella ricerca internazionale sulle cure neonatali, con l’obiettivo di trasformare l’innovazione digitale in un supporto concreto per i professionisti sanitari e per i bambini più fragili.

(in copertina immagine di repertorio tratta dal sito Unsplash)

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