29 Ottobre 2026
17:20
Tentano di introdurre droga nel carcere di Vercelli con una pallina da tennis ma il lancio viene scoperto
VERCELLI – Hanno usato una pallina da tennis per provare a far arrivare sostanze stupefacenti oltre le mura del carcere di Vercelli. Il tentativo è stato però scoperto e sventato dagli agenti della Polizia Penitenziaria, che hanno recuperato e sequestrato complessivamente 9,1 grammi di cannabis. L
Tutto è iniziato intorno alle 17.30 di mercoledì 28 ottobre, quando un’agente in servizio alla portineria ha notato tre persone sospette aggirarsi lungo la strada adiacente al parcheggio riservato al personale dell’istituto. Dopo la segnalazione alla sala controllo, è stato avviato il monitoraggio delle telecamere di videosorveglianza, che una decina di minuti più tardi hanno ripreso uno dei tre individui mentre lanciava un oggetto all’interno del carcere, in direzione del campo sportivo.
Immediatamente sono stati allertati gli operatori in servizio e un assistente della Polizia Penitenziaria, raggiunta l’area, ha individuato una pallina da tennis al centro del terreno. Al suo interno erano nascosti due involucri avvolti nella carta argentata, contenenti una sostanza marrone. I successivi test hanno confermato che si trattava di cannabis, suddivisa in due confezioni da 4,7 e 4,4 grammi. La droga è stata quindi sequestrata e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria.
A rendere noto l’accaduto sono Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), e Vicente Santilli, segretario regionale per il Piemonte, che hanno espresso apprezzamento per l’intervento degli agenti. “Il nostro plauso va a tutto il personale coinvolto, che ha dimostrato attenzione, professionalità e capacità di coordinamento”, hanno dichiarato, sottolineando come la tempestività dei controlli abbia impedito alla sostanza di raggiungere i detenuti.
Per il sindacato, l’episodio conferma la necessità di rafforzare la sicurezza degli istituti penitenziari, sempre più esposti a tentativi di introduzione di droga e telefoni cellulari attraverso modalità ingegnose. Capece e Santilli chiedono quindi maggiori risorse, organici adeguati e strumenti tecnologici più efficaci per sostenere il lavoro quotidiano della Polizia Penitenziaria. “Non possiamo limitarci a ringraziare gli agenti dopo ogni operazione riuscita”, concludono i rappresentanti del SAPPE, ribadendo la necessità di un supporto concreto da parte delle istituzioni.