6 Novembre 2026
05:44
Carcere Alessandria, “grido d’aiuto” di oltre cento detenuti: un esposto tra criticità organizzative e strutturali
ALESSANDRIA – “Chiediamo di essere ascoltati”. Sono circa 130 i detenuti della Casa Circondariale Cantiello e Gaeta di Alessandria, circa la metà rispetto agli oltre 260 in totale, firmatari di un esposto collettivo rivolto al Magistrato di Sorveglianza e, per conoscenza, anche al Garante dei Detenuti, al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e alla Procura. Redatta gli scorsi 7 e 23 ottobre, proprio questo giovedì pomeriggio la documentazione è arrivata alla Garante regionale dei detenuti, l’avvocato Monica Formaiano.
In questo “grido di aiuto”, in particolare, vengono invocati “provvedimenti urgenti“ per sanare una situazione che “alcune volte altera la psiche anche di chi è stabile dal punto di vista mentale“ hanno scritto i detenuti della struttura di piazza Don Soria. Viene infatti contestata la “continua assenza” dell’attuale direttrice dei due istituti alessandrini, a fronte del fatto che la stessa massima dirigente, secondo i detenuti, “non delegherebbe” a nessuno l’autorizzazione delle loro richieste, promosse attraverso le istanze. “C’è chi attende settimane o, addirittura, mesi”.
Tra i numerosi esempi di richieste non soddisfatte ci sarebbe, secondo i firmatari dell’esposto, la possibilità di contattare il difensore di fiducia in caso di necessità (anche oltre le cinque volte al mese indicate dalla direzione): “E se chiamiamo l’avvocato non si possono contattare i famigliari nella stessa giornata”.
Nell’esposto sono state elencate anche “altre problematiche“: il non funzionamento del montacarichi per trasferire il cibo ai piani alti, così come “degli ascensori in entrambi i blocchi” che costringerebbe anche le persone “con problemi a deambulare” all’utilizzo delle scale. Gli stessi detenuti, inoltre, hanno evidenziato la “carenza di agenti“, una criticità mossa già tante volte dai sindacati di Polizia Penitenziaria, unita alle criticità strutturali. “Mancano le zanzariere, con la conseguente presenza nelle celle di insetti e zanzare” oltre che “topi e lucertole”. I detenuti hanno anche accennato a “fili elettrici scoperti” e condotte di aerazione “non funzionanti”. Secondo l’esposto questa “mancanza di organizzazione” provocherebbe “gravi disagi al nostro stato emotivo e psichico”, con la richiesta finale agli enti citati di “fare accertamenti”.
“Mi adopererò subito per verificare il contenuto dell’esposto e valuterò se chiedere o no un incontro con la direzione” ha spiegato a Radio Gold la Garante regionale dei detenuti, Monica Formaiano, poco dopo aver ricevuto tutta la documentazione. Formaiano ha però precisato che, durante l’ultima sua visita della struttura e l’incontro con alcuni detenuti, avvenuti nella giornata di mercoledì 4 novembre “nessuno di loro mi ha fatto queste segnalazioni. Questa estate mi era stato accennato il fatto di una raccolta firme tra i detenuti, a proposito di rallentamenti sulla ricezione dei bonifici. Alla fine, però, non erano emersi ulteriori riscontri. Mercoledì mi sono state segnalate criticità di carattere personale di qualche detenuto, ma nessuna che riguardasse la gestione generale del carcere. Il modus operandi della direttrice di verificare passo passo ogni aspetto, nel rispetto delle norme, potrebbe aver eventualmente rallentato alcune procedure ma, ripeto, mi è stata sottoposta solo qualche problematica sulla tempestività di riscontro rispetto ad alcune richieste che non ho percepito come generale. Se emergeranno delle difficoltà organizzative/burocratiche cercherò di favorire un confronto volto alla loro risoluzione. In caso di eventuali violazioni dei diritti, invece, trasmetterò la segnalazione alla Procura competente. Restano, infine, i problemi strutturali dell’immobile”.