Autore Redazione
venerdì
6 Novembre 2026
15:15
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Politica - Alessandria

Esposto detenuti carcere di Alessandria, Avs e Possibile: “Servono verifiche puntuali e soluzioni”

Esposto detenuti carcere di Alessandria, Avs e Possibile: “Servono verifiche puntuali e soluzioni”

ALESSANDRIA – Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile sono intervenuti dopo l’esposto sottoscritto da circa 130 detenuti della Casa Circondariale “Cantiello e Gaeta” di Alessandria, circa la metà delle oltre 260 persone presenti nella struttura. Nel documento vengono segnalati, tra gli altri aspetti, ritardi nelle risposte alle richieste dei detenuti, difficoltà nei contatti con gli avvocati, problemi agli ascensori e ai montacarichi, criticità igieniche e strutturali e fili elettrici scoperti. “Quando circa la metà delle persone detenute in una struttura decide di sottoscrivere un esposto collettivo, non si può più fare finta di niente. Servono verifiche puntuali e, soprattutto, soluzioni”, affermano Alice Ravinale, capogruppo Avs in Consiglio regionale, Giulia Marro, consigliera regionale Avs, Eugenio Spineto, segretario provinciale di Sinistra Italiana, Raoul Oliva, co-portavoce provinciale di Europa Verde, e Davide Serafin di Possibile Alessandria.

Gli esponenti politici hanno anche ricordato le visite compiute negli ultimi mesi negli istituti penitenziari piemontesi dalle consigliere regionali Alice Ravinale e Giulia Marro e le iniziative portate avanti sul tema. Avs aveva già riscontrato e segnalato sovraffollamento, problemi strutturali, carenze di personale, difficoltà nell’assistenza sanitaria e nella presa in carico delle persone con dipendenze o problemi psichiatrici. Il gruppo aveva chiesto un Consiglio regionale aperto e presentato interrogazioni sul sistema carcerario.

Avs e Possibile hanno anche criticato la situazione del carcere di San Michele, trasformato in Casa di Reclusione dedicata ai detenuti al 41bis, e gli interventi previsti per aumentarne la funzione di istituto di massima sicurezza. Secondo i firmatari, “mentre si investono risorse per trasformare il San Michele in un carcere di massima sicurezza e si punta ancora una volta su un modello fondato sull’espansione della detenzione, non si riesce a garantire condizioni dignitose e servizi essenziali nel Don Soria”.

I partiti hanno anche ricordato le parole della Garante regionale dei detenuti Monica Formaiano, che aveva riferito di non aver ricevuto segnalazioni generali di questo tipo durante la visita del 4 novembre e aveva annunciato verifiche sul contenuto dell’esposto. Avs e Possibile hanno chiesto che gli accertamenti vengano effettuati rapidamente e sottolineano che, a loro giudizio, le criticità del sistema penitenziario piemontese non possono essere considerate episodi isolati. “La privazione della libertà non cancella il diritto alla salute, alla dignità, a condizioni igieniche e strutturali adeguate e a un’effettiva tutela dei propri diritti. E non può esserci rieducazione, come prescrive la Costituzione, in luoghi che producono abbandono, sofferenza e disperazione”, sottolineano i firmatari. “Il carcere non è ‘terra di nessuno’. È un pezzo delle comunità locali, è parte del tessuto sociale. E come tale va trattato chi si trova a viverlo”.

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