Tragedia al cantiere Amazon: sulle cause del crollo della trave si fa largo un’ipotesi

ALESSANDRIA – Il silenzio, il lungo corteo di operai che, a testa bassa, precedevano il furgone che portava via il loro collega che non c’era più, il febbrile lavoro dei soccorritori, durato ore e ore. La giornata di ieri al cantiere Amazon, alle porte di Alessandria, si può riassumere così. L’ennesima tragedia sul lavoro in provincia ha provocato la morte di un caposquadra che aveva appena compiuto 50 anni, Flamur Alsela, di origini albanesi e residente in provincia di Brescia. Un suo collega e coetaneo è stato ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Alessandria e sottoposto a un delicato intervento alla colonna vertebrale. Feriti altri quattro operai, per fortuna non in modo grave. I Vigili del Fuoco, i Carabinieri, i tecnici dello Spresal hanno lavorato per ore e riprenderanno già questa mattina alle 8, per concludere le operazioni di messa in sicurezza dell’area e completare tutte le verifiche del caso. Sui fatti sta indagando la magistratura e, questa mattina, sarà presente anche il perito della Procura della Repubblica. Erano le 9 di ieri mattina quando tre operai, tra cui Flamur Alsela e altri due colleghi della ditta Edil Emme, si trovavano sulla soletta, a circa dieci metri di altezza mentre erano in corso le operazioni di gettata del calcestruzzo. Un altro operaio, di un’altra ditta, anche lui rimasto ferito era appunto addetto a questo compito mentre gli altri due lavoratori coinvolti si trovano sul cestello, impegnati a svolgere opere di rifinitura.

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A un certo punto, intorno alle 9, la trave che reggeva la soletta è crollata, portandosi dietro diversi pannelli e, purtroppo, anche gli operai. Per Flamur Alsela non c’è stato nulla da fare. L’uomo è rimasto schiacciato dai pesanti detriti dopo essere caduto da circa dieci metri di altezza. Il lavoro dei tecnici Spresal si è concentrato sulle cause che hanno comportato la rottura della trave. Il cedimento potrebbe essere stato strutturale. Questa l’ipotesi che ieri si è fatta largo: il supporto che sosteneva la trave, anziché essere inglobato direttamente in un pilastro portante, sarebbe stato fissato alla parete verticale della struttura prefabbricata. Il peso della gettata di cemento avrebbe poi comportato il collasso di questo supporto, col conseguente crollo della trave. Le verifiche in programma quest’oggi avranno proprio l’obiettivo di recuperare quelle parti di fabbricato collassate e ora utili a confermare o meno questa ricostruzione dei fatti.

“Non è ammissibile che chi esce al mattino per andare al lavoro non torni a casa dai suoi cari” hanno sottolineato Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil dopo la tragedia, nella richiesta di un incontro urgente al Prefetto. Le parti sociali hanno rimarcato la necessità di introdurre il reato di omicidio sul lavoro, proclamando anche 4 ore di sciopero per la mattina di lunedì 3 maggio. Nella giornata di ieri si sono susseguite numerose dichiarazioni di profondo cordoglio anche dal mondo della politica, dal presidente della regione Alberto Cirio, al sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco fino ai tanti politici del territorio.

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Foto scattata dai Vigili del Fuoco