Franco Gabrielli ad Alessandria per la Protezione Civile: “Mai dare per scontato ciò che funziona”
ALESSANDRIA – I 25 anni del Coordinamento Territoriale del Volontariato di Protezione Civile di Alessandria non sono solo una celebrazione: sono un momento di memoria, consapevolezza e, soprattutto, visione. A Palatium Vetus, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, si sono radunati volontari, istituzioni e cittadini per l’incontro con il prefetto Franco Gabrielli. Il suo racconto ha riportato tutti a una notte che l’Italia non dimenticherà mai: il 13 gennaio 2012, il naufragio della Costa Concordia. Trentadue vittime, migliaia di vite segnate, un Paese intero sospeso tra sgomento e responsabilità.
Gabrielli, allora capo del Dipartimento della Protezione Civile e commissario per l’emergenza, non si limita a rievocare la tragedia. La attraversa, la analizza, la restituisce come una lezione ancora aperta. “Quel disastro – ha sottolineato – ci ha insegnato che certe operazioni azzardate non vanno fatte. Ma ci ha insegnato anche che un sistema si misura nella sua capacità di reagire”.
E proprio lì, nella reazione, emerge un altro volto dell’Italia. Se l’incidente fu il risultato di errori gravi e imperizia, il recupero della nave – raccontato anche nel libro “Naufragi e nuovi approdi” – diventa un simbolo opposto: competenza, ingegno, lavoro di squadra. Centinaia di operatori, pubblico e privato insieme, capaci di affrontare un’operazione senza precedenti, tra rischi ambientali, ostacoli tecnici e complessità politiche. “Fu anche un riscatto agli occhi del mondo”, sottolinea Gabrielli. Ma senza retorica: perché accanto all’eccellenza emergono anche le fragilità del sistema. Burocrazia, fondi insufficienti, equilibri politici delicati. “Sono sistemi complessi e delicati – avverte – che vanno tutelati ogni giorno”.
Il tema dei “nuovi approdi” attraversa tutta la mattinata. Non è un punto di arrivo, ma un processo continuo. Gabrielli lo dice chiaramente: la Protezione Civile si costruisce e si difende quotidianamente, evitando di “dare per scontato ciò che funziona”.
È su questa stessa linea che si inserisce la riflessione di Andrea Morchio, alla guida del Coordinamento Territoriale del Volontariato di Protezione Civile di Alessandria. Il suo sguardo è radicato nel territorio e incrocia anche quello di Marco Bologna nel ricordare le emergenze vissute in questi 25 anni. “Ogni volta abbiamo imparato qualcosa – racconta Morchio – ma non abbiamo ancora imparato tutto”. Una frase che racchiude lo spirito dei volontari di Protezione Civile: esperienza, ma anche umiltà.
Morchio usa un’immagine efficace: “In Protezione Civile non si vince mai. Quando va bene, si pareggia”. È una misura realistica del lavoro svolto. E allora il futuro passa da tre parole chiave: giovani, prevenzione, formazione. Investire sulle nuove generazioni di volontari, prepararle prima che l’emergenza arrivi, costruire competenze solide. Ma serve anche qualcosa di più: un’alleanza. “Il lavoro deve essere corale”, evidenzia Morchio. Il dialogo con Prefettura, Regione, Provincia e Comune è quotidiano, ma il vero ponte tra istituzioni e cittadini resta il volontariato. Un tessuto vivo, radicato nella comunità, capace di trasformare le decisioni in azioni concrete. L’auspicio, in una sala che guarda al futuro senza dimenticare il passato, è chiaro: rafforzare questo legame, entrare ancora più profondamente nella vita della città, diventare sempre più un punto di riferimento.