Autore Redazione
mercoledì
10 Giugno 2026
05:58
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Cronaca - Acqui Terme

L’addio della liceale Lucrezia alla sua scuola: “Una parte di me sempre qui come le cose che hanno fatto male e bene allo stesso tempo”

L’addio della liceale Lucrezia alla sua scuola: “Una parte di me sempre qui come le cose che hanno fatto male e bene allo stesso tempo”

ACQUI TERME – Oggi è l’ultimo giorno di scuola. Per tutti gli studenti un giorno liberatorio, atteso tutto l’anno. Finiscono compiti, interrogazioni, voti e ansie e per molti finisce un percorso e ne inizia uno nuovo. Questo momento è giustamente vissuto con gioia e comprensibile leggerezza ma dopo anni ci si rende conto del valore che hanno avuto i tempi passati dietro un banco, il tempo trascorso con i compagni, i pomeriggi a studiare. Soffermarsi anche solo per alcuni minuti su tutto questo, quando si sta vivendo quell’inevitabile momento di separazione, esattamente quando accade, è prezioso perché dà ancora più valore a una tappa fondamentale della vita. Questo è quanto ha fatto Lucrezia Bua della 5^I del Liceo Parodi di Acqui Terme, in questa riflessione che siamo felici di proporvi, augurando a tutti i ragazzi una bella estate e soprattutto un percorso futuro sì complicato ma da vivere sempre con spalle robuste, le stesse che hanno retto con leggerezza la fatica degli zaini.

“Ogni amore è un ricordo futuro” Cesare Pavese
Chi ho amato ha una mia lettera.
Caro liceo, ti lascio una lettera perché ti ho amato.
Perché, come in ogni storia d’amore che si rispetti, tu qualcosa me l’hai insegnato.
Mi hai insegnato la pazienza, quella dei giorni lunghi che sembrano non finire mai e invece finiscono sempre troppo in fretta. Mi hai insegnato che crescere non è un evento improvviso, ma una somma lenta di piccole sconfitte e piccole vittorie.
La Lucrezia di quattordici anni che intimorita entrò in classe per la prima volta, non poteva immaginare quante sfide avrebbe dovuto affrontare in questi cinque anni, quante cose l’avrebbero cambiata, eppure in mezzo a tante novità tu sei rimasto una costante, una presenza silenziosa che ogni anno lasciavo solo per pochi mesi durante l’estate con la consapevolezza di ritornarci, un po’ più abbronzata e sorridente, ma oggi è diverso, l’ultima campanella tanto attesa da tutti i liceali l’ultimo giorno di scuola, è più amara per i maturandi, sanno che sarà l’ultima, forse la riascolteranno, ma mai più in veste di studenti, forse sotto i panni di insegnanti o come genitori che accompagnano i loro figli a scuola, ma mai più come ragazzini che temono il futuro, che stanno per entrare in un modo tutto nuovo, trattenuti dalla paura e spinti dalla curiosità.
Oggi ti ringrazio perché ti ho amato nei corridoi rumorosi, nelle interrogazioni improvvise, nell’ agitazione prima di una verifica. Ti ho amato anche quando non ti sopportavo, perché in fondo eri sempre lì, nei giorni soleggiati e in quelli piovosi, eri lì con le mie persone preferite al tuo interno.
Ora il mio tempo qui è finito, ma sappi che ti guarderò sempre, anche se da lontano, pur sapendo di non poterti più abitare, quindi ti ringrazio perché nei tuoi corridoi sono cresciuta, vicino ai tuoi termosifoni ho preso alcune tra le scelte più difficili di sempre e nei tuoi bagni ho speso le mie migliori risate.
Ora ti lascio senza rancore, come si lasciano le cose che hanno fatto male e bene allo stesso tempo. Perché so che una parte di me resta qui, tra queste mura, anche quando io sarò altrove.

Bua Lucrezia 5I

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