7 Luglio 2026
15:56
L’intelligenza artificiale al servizio della ricerca: il progetto innovativo dell’Ospedale di Alessandria
ALESSANDRIA – L’intelligenza artificiale entra sempre più concretamente nella ricerca clinica e apre nuove prospettive per rendere più rapido il percorso che porta dall’innovazione scientifica alle cure per i pazienti. È questa la direzione intrapresa dall‘Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria, dove il Clinical Trial Center (CTC) ha sviluppato un progetto innovativo che utilizza sistemi di intelligenza artificiale per facilitare l’individuazione dei pazienti idonei a partecipare agli studi clinici.
L’iniziativa rientra nel progetto “Curarsi con la ricerca in Piemonte”, dedicato alle attività di ricerca e innovazione delle Aziende Sanitarie e degli IRCCS della regione, e rappresenta uno degli esempi più concreti di applicazione delle tecnologie digitali alla medicina.
L’arruolamento dei pazienti costituisce infatti una delle fasi più complesse e delicate di ogni sperimentazione clinica. Prima dell’avvio di uno studio è necessario verificare, attraverso un’attenta analisi delle cartelle cliniche e della documentazione sanitaria, quali persone possiedano tutte le caratteristiche richieste dai protocolli di ricerca. Un lavoro lungo e articolato che coinvolge medici, ricercatori e personale specializzato e che può incidere significativamente sui tempi di avvio delle sperimentazioni.
Per rispondere a questa esigenza, il Clinical Trial Center dell’AOU di Alessandria, diretto da Marta Betti, ha sviluppato insieme al settore ICT aziendale una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale nell’ambito del Circular Health European Digital Innovation Hub (CHEDIH).
L’obiettivo è rendere più efficiente la fase preliminare di screening, sfruttando un sistema capace di analizzare automaticamente le informazioni contenute nelle cartelle cliniche elettroniche e confrontarle con i criteri di inclusione ed esclusione previsti dagli studi clinici.
La sperimentazione è stata condotta su un trial oncologico di fase III dedicato alle pazienti affette da tumore della mammella metastatico ER+/HER2-, uno studio caratterizzato da requisiti di eleggibilità particolarmente complessi. Proprio questa elevata complessità ha consentito di mettere alla prova le potenzialità del sistema in uno scenario particolarmente impegnativo.
Per sviluppare lo strumento è stato necessario un intenso lavoro multidisciplinare che ha coinvolto ricercatori, clinici e specialisti informatici. In una prima fase sono stati analizzati i criteri previsti dal protocollo di ricerca e tutte le fonti informative disponibili, dai referti alle lettere cliniche fino alle schede terapeutiche. Successivamente è stato costruito un dizionario terminologico capace di riconoscere le diverse modalità con cui le stesse informazioni possono essere riportate nella documentazione sanitaria.
Il sistema è stato quindi testato su documentazione clinica completamente anonimizzata e validato dai professionisti coinvolti nella sperimentazione. L’algoritmo attribuisce a ogni paziente un punteggio di potenziale eleggibilità, consentendo ai medici di disporre rapidamente di un elenco aggiornato dei possibili candidati da valutare.
I risultati preliminari hanno evidenziato come l’automazione di parte delle attività di screening possa ridurre sensibilmente i tempi necessari per individuare i pazienti idonei, migliorare l’accuratezza delle verifiche e alleggerire il lavoro dei professionisti impegnati nella ricerca clinica.
L‘intelligenza artificiale, precisano dall’AOU di Alessandria, non sostituisce in alcun modo la valutazione dei medici, che resta fondamentale, ma rappresenta uno strumento di supporto in grado di gestire grandi quantità di dati clinici e di individuare più rapidamente i pazienti che potrebbero beneficiare della partecipazione a uno studio sperimentale.
L’esperienza sviluppata dal Clinical Trial Center del DAIRI, diretto dal commissario per il riconoscimento a IRCCS dell’AOU di Alessandria Antonio Maconi, conferma il ruolo sempre più centrale delle tecnologie digitali nella ricerca sanitaria. Un percorso che si inserisce nella crescita dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, recentemente riconosciuta come primo IRCCS pubblico del Piemonte, e che punta a trasformare l’innovazione scientifica in opportunità concrete di cura per i pazienti.