8 Luglio 2026
12:52
Crisi vitivinicola piemontese: “Servono aiuti subito, la giunta regionale agisca subito”
PIEMONTE – «Il 15 giugno abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio regionale straordinario sulla crisi del settore vitivinicolo piemontese. Dopo oltre tre settimane si è finalmente svolta la seduta della III Commissione, ma dalla Giunta non sono arrivate le risposte che migliaia di aziende agricole aspettano». Lo dichiarano i Consiglieri regionali del Partito Democratico Mauro Calderoni, Fabio Isnardi e Domenico Ravetti.
«In queste settimane – proseguono i consiglieri Pd – abbiamo assistito a incontri convocati senza il necessario coinvolgimento del Consiglio regionale, modalità che abbiamo già contestato pubblicamente perché lesive del confronto istituzionale. Nel frattempo la crisi è peggiorata e i produttori continuano ad attendere misure concrete».
«Di fronte alle difficoltà del settore vitivinicolo, denunciate con forza dai Consorzi, dalle organizzazioni professionali agricole e dagli stessi produttori, la Giunta ha confermato in Commissione tutta la propria debolezza. Al di là di una narrazione generica sulla situazione del comparto, non è stata in grado di indicare un vero piano di intervento. L’unico annuncio concreto riguarda uno stanziamento di circa 1,6 milioni di euro per affrontare il tema delle giacenze, risorse che, per quanto abbiamo potuto comprendere, sarebbero destinate allo stoccaggio e alla successiva filiera dell’acetificazione. Una misura del tutto insufficiente rispetto alla portata della crisi che il settore sta attraversando».
«Fa inoltre impressione leggere gli appelli che arrivano da esponenti della stessa maggioranza. Il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, chiede oggi alla Regione Piemonte di attivare con urgenza un piano straordinario di sostegno al comparto vitivinicolo, con risorse per garantire liquidità alle imprese, rafforzare la promozione internazionale, sostenere gli investimenti e accompagnare il settore nelle sfide dei mercati e del cambiamento climatico. Sono richieste che condividiamo, ma che certificano una crescente tensione all’interno della stessa maggioranza di centrodestra. Se perfino uno dei principali dirigenti della Lega sente il bisogno di sollecitare pubblicamente la Giunta regionale, significa che è ormai evidente a tutti la gravità della situazione e l’insufficienza delle risposte fin qui messe in campo».
«C’è però un particolare che non può essere rimosso: la Regione Piemonte è governata dalla stessa maggioranza da sette anni. Se oggi servono piani straordinari e interventi urgenti, è legittimo chiedersi perché non siano stati predisposti quando da mesi il settore denunciava il calo delle vendite, l’aumento delle giacenze e le difficoltà dei mercati. Non si può fare opposizione a sé stessi».
«Anche dalla Commissione di oggi non abbiamo ottenuto indicazioni puntuali sulle misure che la Giunta intende adottare. Continuiamo a chiedere risposte precise: come affrontare il problema delle giacenze, quali strumenti di sostegno alla liquidità delle imprese, quali iniziative per la promozione sui mercati, quali azioni sulle rese e quale strategia per accompagnare il comparto verso la prossima vendemmia».
«Ci stupisce, inoltre, che la risposta della Giunta alle nostre sollecitazioni sia stata quella di rivolgere un appello al Consiglio regionale affinché reperisca maggiori risorse. Le priorità di spesa e le scelte di bilancio spettano anzitutto a chi governa. È evidente che, in accordo con i territori piemontesi e con le organizzazioni del settore, in occasione della prossima variazione di bilancio presenteremo gli emendamenti necessari per destinare ulteriori risorse al comparto vitivinicolo. È altrettanto evidente, però, che la loro approvazione dipenderà esclusivamente dalla volontà politica della maggioranza».
«Registriamo inoltre la contrarietà della Giunta rispetto alla dichiarazione di crisi e, allo stesso tempo, dubbi e poche certezze sulle altre misure previste dal pacchetto vino dell’Unione europea. Avremmo voluto ascoltare impegni più precisi, tempi certi e una strategia chiara. Invece resta soltanto il ricorso ai consueti fondi europei e, sul destino delle giacenze, un vago sapore di aceto. Una crisi di queste dimensioni merita il massimo coinvolgimento delle istituzioni e del settore, non ritardi, improvvisazioni o polemiche interne alla maggioranza. I vignaioli piemontesi hanno bisogno di decisioni, non di comunicati. Dopo sette anni di governo, il tempo degli annunci è finito: la Giunta dimostri finalmente di essere all’altezza della situazione».