Autore Redazione
domenica
19 Luglio 2026
08:00
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Dal 24 al 26 luglio il festival Teatro e Colline a Calamandrana

Tre giorni di teatro, arte, laboratori nel festival diretto da Massimo Barbero della compagnia Casa degli alfieri. Tra i grandi nomi Gabriele Lavia, Lucilla Giagnoni, Danio Manfredini e le attrici di O Thiasos Teatro e Natura
Dal 24 al 26 luglio il festival Teatro e Colline a Calamandrana

CALAMANDRANA – Torna, per la seconda edizione dalla ripresa, l’atteso festival “Teatro e colline – alfieri nel Borgo Unesco” nel Borgo Antico di Calamandrana Alta. Il festival, svoltosi dal 1991 al 2011 e poi riproposto nel 2025, ha rappresentato un’esperienza di rilievo importante, diventando punto di riferimento per più di una generazione di protagonisti della scena nazionale. Teatro e Colline, dopo l’anteprima di venerdì 17 luglio con Oscar De Summa, si svolgerà dal 24 al 26 luglio.

Anche quest’anno il Comune di Calamandrana e la sua sindaca Pinuccia Lovisolo hanno deciso di organizzarlo affidando la direzione artistica di Massimo Barbero della compagnia Casa degli alfieri. Il festival è linfa per continuare a “a ri-abitare questo Borgo Antico nel paesaggio Patrimonio dell’Umanità”, per “dare impulso affinché le Arti tornino a mescolarsi con le storie di questa comunità vocata alla cultura, ad essere crocevia di artisti irrequieti ed ispirati, di cercanti di bellezza e quiete”, come si propongono gli organizzatori e l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, che da anni collabora all’evento.

Tra i protagonisti ci saranno il maestro del teatro Gabriele Lavia, Lucilla Giagnoni, O Thiasos Teatro Natura, Antonio Catalano, Patrizia Camatel, Luna e Gnac, il Complesso Polar. Il maestro dell’invisibile Danio Manfredini, una delle voci più intense del teatro contemporaneo, condurrà un laboratorio residenziale per attori.
L’ensemble Cifra Danza Teatro, Federica Tripodi e Federica Tardito coltiveranno il “convivio degli immaginari” e il teatro di comunità coinvolgendo, ascoltando e incontrando la comunità che abita e vive il Borgo e il territorio.

PROGRAMMA DI TEATRO E COLLINE – ALFIERI NEL BORGO UNESCO

Venerdì 24 luglio

L’ inaugurazione del festival sarà venerdì 24 luglio, alle 21, nella piazzetta della Casa del Borgo. A seguire, alle 22, in scena Lucilla Giagnoni con “A pelle nuda sul palco. Eroine ed eroi shakespeariani per voce femminile”.
Straordinaria voce poetica del nostro tempo, Giagnoni attraversa parole, emozioni e personaggi che l’hanno forgiata, in uno spettacolo acclamato da pubblico e critica. Da Romeo a Giulietta, da Desdemona a Macbeth, interpreta maschi e femmine, per saldare il debito e riparare il torto per il fatto che nel teatro di Shakespeare le donne non potessero recitare.
A seguire, Matteo Boglietti e Matteo Cicolin, del Complesso Polar, presenteranno “Baloon”, una performance per batteria, corno e campionatore, una sperimentazione sonora che si muove tra l’immaginario dell’infanzia e la reminiscenza dell’età
adulta.“Baloon” del Complesso Polar, nell’ambito della mostra “Paradiso Perduto”.

Sabato 25 luglio

Alle 17, nella piazzetta della Casa del Borgo, ci sarà lo spettacolo finale di restituzione del laboratorio di Teatro di Comunità, che si sarà svolto nelle due settimane precedenti, per i bambini e i ragazzi del territorio, dai 7 ai 13 anni, a cura di Federica Tripodi e Federica Tardito, nell’ambito del Centro Estivo.
Alle 18.30, con ritrovo e partenza dalla Chiesetta di San Bastian, l’appuntamento è per “Tempeste. L’ulivo, il vino e le pietre”, una passeggiata-spettacolo nel Borgo Unesco tra teatro, racconto e paesaggio con le attrici di O Thiasos Teatro e Natura Sista Bramini, Camilla Dell’Agnola e Nora Tigges. Per la prima volta al festival la nota compagnia teatrale romana al femminile che da oltre un trentennio fonde l’arte drammatica con la coscienza ecologica, realizzando spettacoli interamente immersi nei paesaggi naturali, narrerà tre antichi miti che, in modo diverso, parlano di catastrofi e rinascite. Narrazione e polifonie s’intrecciano nel tessuto emotivo e spirituale delle storie e nel rapporto vivo e diretto con il pubblico.

Uno dei momenti più attesi del festival di sicuro è quello di sabato sera. Alle 21.30 si inaugurerà il nuovo anfiteatro nel paesaggio di Calamandrana con uno dei registi e attori più importanti e autorevoli del teatro italiano degli ultimi cinquant’anni: Gabriele Lavia.
L’attore, che ha dedicato l’intera esistenza al palcoscenico combinando un rigore artistico assoluto con una profonda ricerca psicologica dei classici, presenterà il suo lavoro sul poeta di Recanati: Lavia «dice Leopardi». Dice, perché non legge né interpreta, ma riversa sul pubblico, in un modo assolutamente personale nella forma e nella sostanza, le più intense liriche leopardiane, da “A Silvia” a “Passero solitario, dal Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” a “La sera del dì di festa”.
Le poesie di Leopardi – commenta – sono talmente belle e profonde che basta pronunciarne il suono, non ci vuole altro. Da ragazzo volli impararle a memoria, per averle sempre con me. Da quel momento non ho mai smesso di dirle. Per me dire Leopardi a una platea significa vivere una straordinaria ed estenuante esperienza. Anche se per tutto il tempo dello spettacolo rimango praticamente immobile, ripercorrere quei versi e quel pensiero equivale per me a fare una maratona restando fermo sul posto”.

La serata si chiuderà con “Il nuovo abito di C”, alle 23, nel Cortile del Convento. La pièce, ispirata a “Cenerentola libera tutti” di Rebecca Solnit, è una performance artistica su crisi climatica e moda, un modo con cui Dispari Teatro e Fondazione Pistoletto in collaborazione con Teatro Popolare Europeo-Social Community Theatre Centre riattraversano l’universo fiaba in chiave contemporanea e di impegno civile. Lo spettacolo, che unisce i linguaggi della danza, della narrazione e del design di moda, ha la drammaturgia e regia di Alessandra Rossi Ghiglione e vede in scena Valentina Moar e Aichatou Cherif.
Nel pomeriggio, nel Cortile del Convento, inoltre sarà allestita la mostra omonima realizzata da UNIDEE Residency Programs di Fondazione Pistoletto, pensata per dialogare con lo spettacolo e al tempo stesso come opera autonoma; lo spazio immersivo, che intreccia fotografia, danza, produzione audiovisiva e processi industriali sostenibili è a cura di Alessandra Saviotti, con il contributo di Juan E. Sandoval e le foto di Chiara Agostinetto.

Domenica 26 luglio

Alle 8.30 del mattino di  si darà avvio all’ultima giornata di festival con una passeggiata immaginale a cura del collettivo artistico Cifra Danza Teatro, che attraverso i sentieri di Calamandrana, condurrà il pubblico in un percorso di pratiche di osservazioni, racconti e sguardi sul futuro.
Alle 17.30, alla Casa del Borgo, ci sarà un incontro su “Teatro e colline. Storia e prospettive di un festival, di un borgo e di una comunità crocevia di artisti”. Durante la chiacchierata, condotta dal giornalista Carlo Francesco Conti, insieme a ospiti, sarà presentata una nuova pubblicazione, scritta da Conti stesso, che ricostruisce la storia mai raccontata del festival, tra progetti culturali e bilanci, aspirazioni, soddisfazioni, delusioni, momenti di entusiasmo e riflessione. Alle 18.30, torna Cifra Danza Teatro con “Convivio degli immaginari: assaporare il futuro”, ovvero la restituzione pubblica del progetto per la comunità di Calamandrana, il suo Borgo e il suo Festival. Uno spazio fisico di incontro e immaginazione, attraverso il linguaggio del corpo e della poesia, che il collettivo ha costruito a seguito di pratiche artistiche e interviste condotte tra la comunità e il pubblico dallo scorso maggio.

Alle 21.30, nel Cortile del Convento, è il momento della prima nazionale di “Sorelle. O della fine del mondo”, coprodotto da Casa degli alfieri insieme al festival Teatro e colline, scritto da Antonio Catalano e con Patrizia Camatel, Federica Molteni e Michele Eynard con l’incursione della banda di Portacomaro d’Asti.
Questa nuova storia prosegue l’esplorazione poetica di Antonio Catalano, cantore di piccoli mondi, fragili microcosmi che solo raccontandoli si salvano dalla scomparsa. In questi universi in miniatura che stanno nei paesini di provincia si trova ancora un’autenticità del sentire umano, ancora esistono i sentimenti e i sogni fatti in casa.
In scena appaiono due personaggi di gusto gozzaniano. Sono due sorelle, zitelle e ormai attempate, che vivono insieme tra abitudini consolidate, nostalgie e piccole manie, sciatalgie e sospiri d’amor perduto. Il loro mondo è senza dubbio piccolo, meraviglioso e delicato come una bolla di sapone, che esiste fintanto che occhi di bambini la guardano volare.

Si saluta il festival alle 23, nella piazzetta del Belvedere delle panchine d’artista, con la Festa del Borgo: agnolotti e vino a cura della Bottega di Nanà, con musica dal vivo con la banda di Portacomaro. Completano il programma: l’installazione “Paradiso Perduto” di Porro, l’installazione “Memorie del Borgo antico” nella canonica della Chiesa di San Bastian, la mostra “Resonanzen – Risonanze” a cura di Diana Schmuck. Durante le serate di festival, si potrà fare aperitivo e gustare il piatto festival presso il bar/trattoria “I Talenti”, gestito da ragazzi con disabilità intellettive dell’associazione Ager”S”; domenica 26 ci sarà anche l’accompagnamento musicale del Plumbini duo.

Spettacoli a 10€. Inaugurazione dell’anfiteatro con “Lavia dice Leopardi”: 20€. Restituzioni dei laboratori, mostre, incontro sul festival con C.F. Conti, progetto di Cifra Danza Teatro: ingresso gratuito Biglietteria: online su https://www.visitlmr.it/it/esperienze/teatro-e-colline-alfieri-nel-borgo-unesco e, nei giorni di festival, Casa nel Borgo  Info cell. 3287069085 – comune.calamandrana.at.it – casadeglialfieri.it – Fb

Il festival è realizzato dal Comune di Calamandrana con la direzione artistica di Massimo Barbero della casa degli alfieri. Ha il contributo della Regione Piemonte e del Consiglio Regionale, il patrocinio della Comunità Collinare Vigne & Vini, dell’Associazione per il patrimonio dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e con la collaborazione dell’Associazione Colline della Cultura, dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero.
Ha il contributo della Fondazione CRAsti e della Fondazione CRT, con main sponsor D.R.C. Costruzione Generali S.R.L. di Deferro, CDZ Vini, Cantina Michele Chiarlo, Santero 95, sponsor Impresa Edile IEFI SrL, Belbo Sugheri Srl, Design Studio25 Srl e Banca di Asti

 

 

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