Nuove ambulanze grazie alla Fondazione CrAl e una sfida che va oltre i mezzi: “Ora servono nuovi volontari”
ALESSANDRIA – Nuove ambulanze, automediche e attrezzature sanitarie più moderne entreranno presto in servizio sulle strade della provincia di Alessandria. Grazie al bando “SOS – Sostegno Operativo per il Soccorso” della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, sette associazioni di volontariato potranno rinnovare i mezzi utilizzati ogni giorno per le emergenze del 118, i trasporti sanitari e l’assistenza alle persone più fragili.
I 362.550 euro stanziati dalla Fondazione permetteranno a Castellazzo Soccorso, Pubblica Assistenza Croce Bianca di Acqui Terme, Avis Primo Soccorso Valenza, Croce Verde Arquatese, Croce Rossa di Vignole Borbera, Croce Verde Ovadese e Croce Rossa di Gavi di acquistare nuovi mezzi e attrezzature indispensabili.
Ma il significato del bando va ben oltre il valore economico del finanziamento. Dietro questo investimento c’è infatti la volontà della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria di sostenere una rete di volontari che rappresenta uno dei pilastri della sanità territoriale, affiancando quotidianamente il servizio sanitario pubblico nelle emergenze, nei trasporti e nell’assistenza ai cittadini: “Meritereste molto di più per il lavoro che svolgete su tutto il territorio provinciale”, ha sottolineato il Presidente, Paolo Arrobbio, annunciando l’intenzione di incrementare già dal prossimo anno le risorse destinate alle associazioni impegnate nel soccorso e nel sociale.
Una scelta che nasce dalla consapevolezza che senza il volontariato sarebbe difficile garantire lo stesso livello di assistenza ai cittadini. In una provincia estesa e caratterizzata da numerosi piccoli centri, le associazioni sono un alleato fondamentale per rispondere anche alla crescente richiesta di trasporto sanitario e assistenza, come ha evidenziato il vicesindaco di Alessandria, Giovanni Barosini. E le associazioni che si occupano di soccorso e trasporto sanitario diventano ancora di più un riferimento nelle comunità più piccole, come ha aggiunto il sindaco di Gavi, Carlo Massa.
Se per la Fondazione il bando rappresenta un investimento per il presente e futuro della sanità territoriale, per le associazioni significa poter affrontare con maggiore serenità le difficoltà quotidiane. Il filo che unisce gli interventi delle associazioni di soccorso sostenute quest’anno dal bando “SOS – Sostegno Operativo per il Socorso” è la gratitudine. Come ricordato da Alessia Zaio, vicepresidente di Castellazzo Soccorso, e dal presidente della Croce Rossa di Gavi, Roberto Rabbia, la vicinanza della Fondazione è sempre stata costante negli anni e consente ai volontari di operare con mezzi sempre più efficienti. Le associazioni hanno sempre più bisogno di supporto per far fronte a costi in continua crescita, che le convenzioni spesso non riescono a coprire. Una difficoltà, ha evidenziato Edoardo Cassinelli, presidente della Croce Bianca di Acqui Terme, che si che si somma alle caratteristiche di un territorio ampio e complesso come quello alessandrino. L’Avis Primo Soccorso Valenza è ad esempio una delle realtà “di confine” come le ha definite il presidente Andrea Esposito. Capita quindi che debba intervenire nei vicini territori lombardi. Ampio è anche il territorio Ovadese, come ha raccontato il vice presidente della Croce Verde, Valter Sciutto, realtà che festeggia gli 80 anni di attività. I chilometri pesano sui mezzi e sono tanti quelli percorsi a ogni intervento anche in Val Borbera. Come ha spiegato Claudio Saonari, presidente della Croce Rossa di Vignole Borbera, una chiamata di soccorso nella valli può significare percorrere circa 150 chilometri tra andata e ritorno. Per questo il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria è così importante. Accanto alla necessità di ambulanze, automediche, barelle e attrezzature sanitarie, è emersa una consapevolezza condivisa da tutte le associazioni: il futuro del volontariato non si gioca soltanto sulla qualità dei mezzi. Marco Andrea Lechner, presidente della Croce Verde di Arquata, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di coinvolgere nuove generazioni di volontari. La vita lavorativa si è allungata e i “giovani pensionati” ormai scarseggiano. I ragazzi sono difficili da intercettare e trattenere ma il volontariato è fatto di persone. E senza nuovi volontari il rischio è che in futuro anche le ambulanze più moderne restino ferme.