Cronaca - Alessandria - Provincia di Alessandria

La ripresa degli ordini dà energia all’industria alessandrina ma resta il freno dell’aumento dei costi

ALESSANDRIA – Non è ancora il momento dell’entusiasmo ma segnali positivi per sorridere ci sono. A tre mesi dall’ultima indagine congiunturale non ci si poteva aspettare “una rivoluzione“: “Siamo scienza, non fantascienza”, scherza il presidente di Confindustria Alessandria, Gian Paolo Aschero, citando un celebre spot degli anni Ottanta. Eppure, la 207ª Indagine Congiunturale consegna al territorio più di un segnale incoraggiante.

Ovviamente, lo scenario internazionale continua a pesare sulle imprese e non cambia nell’arco di un trimestre.  La situazione geopolitica è “come un freno a mano tirato” e ai costi ancora elevati dell’energia si aggiungono quelli delle materie prime e della logistica, ha evidenziato il presidente Aschero, affiancato dal direttore di Confindustria Alessandria, Renzo Gatti.

La primavera aveva già lasciato intravedere un’inversione di tendenza in positivo e ora i dati dell’estate migliorano i principali indicatori. A trainare la fiducia delle 105 imprese che hanno partecipato all’indagine sono soprattutto gli ordini, tornati in territorio positivo, insieme alla sostanziale tenuta dell’occupazione e alla propensione delle imprese a continuare a investire, ha spiegato Giuseppe Monighini dell’Ufficio Studi di Confindustria Alessandria.

Nel dettaglio, l’indice degli ordini complessivi passa infatti da -3 a +8, mentre gli ordini dall’estero risalgono da -5 a +2. Un miglioramento che, sottolinea Aschero, assume ancora più valore perché arriva in un contesto internazionale tutt’altro che semplice. “Non parliamo di numeri straordinari, ma di una variazione che può essere letta positivamente. Significa che il sistema produttivo provinciale continua a dimostrare capacità di adattamento”.

L’occupazione resta positiva con un indice di +2, la produzione recupera terreno pur rimanendo leggermente negativa (-1, contro il -4 del trimestre precedente).

Migliora ma resta ancora negativa la redditività, che passa da -16 a -12. Permangono, infatti, le criticità che da tempo gravano sulle aziende. Sebbene in diminuzione rispetto ai mesi scorsi, le imprese continuano a prevedere forti rincari: il 59% teme ulteriori aumenti dei prezzi delle materie prime (erano il 76% nella precedente rilevazione), il 58% dell’energia (contro il 90% di primavera) e il 65% dei costi della logistica, in calo rispetto all’85% registrato tre mesi fa ma ancora su livelli elevati.

I settori produttivi non stanno vivendo tutti la stessa fase. Gomma-plastica, chimica e servizi alla produzione mostrano una dinamica decisamente più favorevole, mentre la metalmeccanica continua a soffrire.

Tra i comparti più dinamici spicca quello dei servizi alla produzione, dove tutti gli indicatori registrano una netta inversione di tendenza: l’occupazione sale a +11, il livello di attività a +15, gli ordini interni a +23 e la redditività a +17, tutti valori in forte recupero rispetto al trimestre precedente.

Restano solidi anche alcuni indicatori strutturali. Solo il 6% delle imprese prevede di ricorrere alla cassa integrazione, mentre il 78% ritiene che l’occupazione rimarrà invariata. Continua inoltre la propensione agli investimenti: il 73% delle aziende dichiara di avere in programma investimenti, significativi o marginali, il tasso medio di utilizzo degli impianti si mantiene al 76% e l’80% delle imprese ha già lavoro garantito per oltre un mese.

Per Aschero, il quadro complessivo racconta un sistema produttivo che continua a dimostrare solidità nonostante le incertezze: “Il titolo di questa indagine è ‘Energia dagli ordini nel trimestre d’estate” e racchiude le due questioni decisive del momento: da una parte il peso dei costi, dall’altra i segnali di ripresa della domanda, sia interna sia internazionale. La ricchezza delle nostre imprese è la loro varietà: non tutte sono in difficoltà e non tutte stanno crescendo. Abbiamo però una classe imprenditoriale preparata, con una visione di medio e lungo periodo, capace di affrontare anche contesti molto complessi“.

 

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