Autore Redazione
sabato
25 Luglio 2026
18:00
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Cronaca - Alto Piemonte - Provincia di Alessandria - Provincia di Pavia

Rifugi climatici contro il caldo estremo: cosa sono e come si stanno muovendo Pavia, Alessandria e Vercelli

Rifugi climatici contro il caldo estremo: cosa sono e come si stanno muovendo Pavia, Alessandria e Vercelli

Biblioteche, scuole, parchi, centri civici e altri edifici pubblici possono diventare una parte della risposta alle ondate di calore. Sono i rifugi climatici, luoghi accessibili nei quali trascorrere alcune ore in condizioni termiche più sicure quando le temperature esterne diventano pericolose. Non si tratta semplicemente di spazi “un po’ più freschi”: devono offrire ombra o climatizzazione, acqua, sedute, accessibilità e una permanenza confortevole, continuando normalmente a svolgere la propria funzione culturale, educativa o sociale.

La loro diffusione risponde a un problema ormai sanitario, oltre che ambientale. Secondo l’Oms, il caldo ha provocato più di 200 mila morti in quattro anni nell’Unione europea e nei Paesi associati, mentre la mortalità legata alle alte temperature è cresciuta di oltre il 30% negli ultimi vent’anni. Anziani, bambini, persone affette da patologie croniche, donne incinte e lavoratori esposti all’aperto sono tra i soggetti più vulnerabili. Per questo l’organizzazione raccomanda alle città di affiancare ai sistemi di allerta vere reti di spazi freschi, facilmente raggiungibili e conosciuti dalla popolazione.

Il modello più conosciuto è quello di Barcellona, dove scuole, biblioteche, musei, centri civici, mercati, parchi e giardini sono stati inseriti in una rete cittadina. Nel 2024 i rifugi disponibili erano 353: il 98% degli abitanti ne aveva uno a meno di dieci minuti da casa e il 68% poteva raggiungerlo in meno di cinque. La città ha anche trasformato alcuni cortili scolastici attraverso tre categorie di intervento: le soluzioni “verdi”, con nuovi alberi e zone d’ombra; quelle “blu”, basate sull’acqua; e quelle “grigie”, come tende, coperture e sistemi per migliorare l’isolamento degli edifici.

Tra le esperienze italiane più strutturate c’è quella di Pavia, che ha individuato 45 rifugi climatici gratuiti, suddivisi tra spazi all’aperto e luoghi al chiuso. La rete comprende, tra gli altri, il Parco della Vernavola, i Giardini del Castello, piazza Botta Adorno, l’Isola Verde e il Polo Cravino. I punti sono riportati su una mappa interattiva con simboli differenti per le aree outdoor e indoor: non tutte le zone dotate di una fontanella sono automaticamente considerate rifugi, perché devono rispettare un insieme più ampio di requisiti legati a ombra, comfort, accessibilità e possibilità di sosta.

Ad Alessandria non esiste ancora una rete paragonabile a quella pavese, ma è stato avviato un progetto sperimentale nel quartiere Orti. L’Associazione Cultura e Sviluppo ha promosso una call per trasformare circa 300 metri quadrati all’esterno della propria sede, accanto a piazza Fabrizio De André, in un “pocket park” o micro-rifugio bioclimatico. L’area si trova in un tessuto urbano molto cementificato e soggetto alle isole di calore: le proposte devono quindi integrare ombreggiamento, vegetazione, acqua, suolo permeabile, materiali a bassa inerzia termica e accessibilità universale. Non è ancora un’opera realizzata, ma una base progettuale sulla quale costruire futuri interventi e cercare finanziamenti.

A Vercelli la risposta è stata invece immediata e rivolta in modo specifico agli anziani. Il Comune ha attivato l’“Oasi del Fresco” nel centro d’incontro Villa Sereno, in via Sereno 7: uno spazio climatizzato, gratuito e aperto ogni giorno dalle 14 alle 18 durante l’emergenza caldo. Oltre a offrire acqua e bevande fresche, la struttura propone attività ricreative e occasioni di socializzazione. È un modello più circoscritto rispetto a quello di Pavia, ma dimostra che un rifugio climatico può nascere anche senza costruire un nuovo edificio, utilizzando meglio strutture pubbliche già disponibili.

Le tre esperienze mostrano livelli diversi di intervento: Pavia ha già una rete urbana mappata, Alessandria sta progettando un presidio bioclimatico di quartiere, Vercelli ha aperto un servizio temporaneo per la popolazione anziana. La sfida, nei prossimi anni, sarà trasformare queste iniziative in sistemi permanenti e capillari, con orari adeguati, segnaletica riconoscibile e informazioni aggiornate. Un luogo fresco, infatti, protegge davvero solo quando chi ne ha bisogno sa che esiste, può raggiungerlo facilmente e lo trova aperto proprio nelle ore più critiche.

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