25 Agosto 2026
16:18
Fugge durante il temporale e sale su un treno. Il viaggio a lieto fine di Camilla, la chihuahua ritrovata dalla Polfer
ALESSANDRIA – Una fuga da casa, il temporale improvviso e poi un treno preso quasi come una vera pendolare. Ha avuto un finale felice l’insolita avventura di Camilla, una chihuahua di dieci anni che da Valmadonna è arrivata fino alla stazione di Alessandria.
Camilla vive con la sua famiglia nella frazione di Alessandria. Approfittando di un momento di distrazione, la cagnolina è riuscita a uscire dal cancello di casa e ad allontanarsi. Poco dopo sulla zona si è abbattuto un forte temporale e, spaventata dalla pioggia e soprattutto dai tuoni, Camilla ha cercato un riparo. Ed è qui che la storia prende una piega sorprendente. La chihuahua ha raggiunto un treno diretto ad Alessandria ed è riuscita a salire a bordo. Quella tratta, del resto, non le era del tutto sconosciuta: l’aveva già percorsa in passato insieme al suo proprietario.
Una volta sul convoglio, Camilla si è nascosta così bene da viaggiare senza essere notata. Arrivata alla stazione di Alessandria, è scesa dal treno e si è allontanata per qualche momento, salvo poi tornare verso i binari. Forse voleva risalire proprio sul convoglio che l’aveva portata fin lì, ma ormai le porte erano chiuse. A notare quella minuscola passeggera rimasta sola sulla banchina è stato un capotreno, che ha chiesto l’intervento della Polizia Ferroviaria di Alessandria.
Gli agenti della Polfer hanno preso in consegna Camilla e l’hanno accompagnata nei propri uffici. Per lei sono iniziate delle “formalità” decisamente particolari: acqua, qualcosa da mangiare e soprattutto molte coccole. Contemporaneamente sono partite le ricerche per rintracciare la famiglia. Con l’intervento del Servizio Veterinario è stata verificata anche la presenza del microchip. Camilla ne era regolarmente provvista, ma il dispositivo non risultava leggibile e non è stato quindi possibile risalire immediatamente al proprietario.
Le ore passavano e, considerando anche l’età della cagnolina, il dirigente della Polizia Ferroviaria di Alessandria ha deciso che trascorrere la notte in un canile avrebbe rischiato di aumentare ulteriormente il disagio dell’animale. Così Camilla ha trovato una sistemazione decisamente più accogliente: casa sua. Ad aspettarla c’era una piccola comunità a quattro zampe composta da un meticcio di chihuahua e ben sette gatti, tutti abituati alla presenza di nuovi ospiti. L’inserimento è stato rapido e Camilla non ha impiegato molto a sentirsi a proprio agio.
Per la notte le era stata preparata una cuccia, ma la piccola viaggiatrice aveva evidentemente altri programmi. Nel cuore della notte ha infatti deciso che il posto migliore per riposare fosse il letto. Poco dopo è stata raggiunta anche dall’altro cane di casa. Nel giro di poche ore, insomma, Camilla era già riuscita a conquistare il posto più comodo, lasciando agli umani il non semplice compito di adattarsi allo spazio rimasto. Il lieto fine è arrivato la mattina successiva.
L’appello per la scomparsa della chihuahua, nel frattempo, aveva iniziato a circolare sui social. È stato proprio grazie a quella condivisione che il proprietario, Vladimir, ha riconosciuto Camilla e ha raggiunto gli uffici della Polizia Ferroviaria. Non sono servite molte verifiche per capire che la ricerca fosse davvero terminata. Appena lo ha visto, Camilla lo ha riconosciuto ed è corsa verso di lui. Camilla ha potuto così fare ritorno a Valmadonna con il suo proprietario, questa volta senza bisogno di salire su alcun treno.
Per gli agenti della Polfer di Alessandria si è trattato certamente di un intervento fuori dall’ordinario, affrontato però con la stessa attenzione riservata a ogni richiesta di aiuto.
La Polizia di Stato, ricordando il proprio impegno nella tutela degli animali, rinnova l’invito a non abbandonare gli amici a quattro zampe e sottolinea l’importanza, in caso di smarrimento, di rivolgersi rapidamente alle forze dell’ordine, ai servizi veterinari e alle strutture competenti. Fondamentale anche controllare periodicamente il microchip, verificando che sia leggibile e che i dati associati siano aggiornati.