14 Ottobre 2026
15:45
Ex Ilva, Ministro Urso annuncia acquisto bramme e coils per continuità produttiva. Fornaro (PD): “Bene, ora servono fatti”
ITALIA – Nuove risorse per mantenere gli altoforni in riscaldo e acquisti di materie prime sul mercato internazionale per garantire la continuità produttiva degli stabilimenti ex Ilva di Taranto, Genova e Novi Ligure. È quanto annunciato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo a un question time alla Camera. Una decisione accolta positivamente dal deputato del Partito Democratico Federico Fornaro, che invita però il Governo a passare rapidamente dalle parole ai fatti.
Urso ha spiegato che nel decreto approvato ieri sera sono stati stanziati ulteriori 41 milioni di euro a favore dell’amministrazione straordinaria, destinati a mantenere in riscaldo gli altoforni in attesa della pronuncia della Corte di Cassazione.
Parallelamente, il Governo ha dato indicazione ai commissari di acquistare sul mercato internazionale bramme e coils per alimentare le lavorazioni negli stabilimenti di Genova e Novi Ligure e garantire la continuità delle attività a valle anche a Taranto.
“Le prime due navi sono già sbarcate”, ha riferito il ministro, precisando che le forniture arriveranno progressivamente nei prossimi mesi. L’obiettivo è assicurare la prosecuzione delle attività produttive durante la fase di incertezza legata al futuro del gruppo siderurgico.
Resta infatti centrale il nodo giudiziario. La gara per l’assegnazione degli impianti è stata prorogata fino al 9 novembre, in attesa di conoscere la decisione della Cassazione, che potrebbe confermare o smentire la sentenza della Corte d’appello. Urso ha richiamato, a questo proposito, le osservazioni del procuratore generale, sottolineando la particolare severità delle critiche rivolte alla pronuncia di secondo grado.
Dopo l’annuncio del ministro, l’onorevole Federico Fornaro, deputato del Partito Democratico, ha espresso apprezzamento per la scelta di acquistare bramme e coils come soluzione temporanea per salvaguardare la produzione. “Una soluzione ponte che in molti, a cominciare dal sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere, avevano prospettato da tempo, senza avere risposte concrete“, ha osservato Fornaro in una nota.
Il parlamentare dem ha quindi ribadito la necessità che gli annunci si traducano in interventi effettivi: “Ci attendiamo ora che alle parole seguano i fatti affinché non ci si arrenda all’idea della chiusura dell’ex Ilva”.
La continuità produttiva degli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure resta dunque legata sia all’arrivo delle nuove forniture sia agli sviluppi della vicenda giudiziaria e della procedura di assegnazione. Nel frattempo, prosegue la protesta degli operai ex Ilva. Le segreterie nazionali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno proclamato altre 48 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti, a partire dalle 22 di questo 14 ottobre, e a Genova questa mattina i lavoratori hanno manifestato per le vie del centro, prima di tornare davanti alla prefettura, dove da tre giorni sono accampati con tende da campeggio. Giovedì 15 ottobre torneranno a manifestare anche i dipendenti dell’ex Ilva di Novi Ligure. Insieme a Rsu e segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uil, i lavoratori novesi si raduneranno alle 8 del mattino in stazione ad Alessandria e sfileranno per le vie del capoluogo alessandrino fino al palazzo della Prefettura, dove chiederanno di essere ricevuti dal Prefetto, Alessandra Vinciguerra.