Autore Redazione
venerdì
23 Ottobre 2026
11:36
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Cronaca - Alessandria - Alto Piemonte - Provincia di Alessandria

In Piemonte fondi, azioni e titoli stato +62%, depositi fermi a +2%

In Piemonte fondi, azioni e titoli stato +62%, depositi fermi a +2%

PIEMONTE  – In Piemonte il risparmio finanziario delle famiglie registra una crescita significativa, concentrata soprattutto negli strumenti di investimento. Anche i prestiti aumentano, seppure in misura più contenuta, mentre il numero dei conti correnti continua a salire. A evidenziarlo la Fabi che ha elaborato i dati di Bankitalia in occasione del congresso provinciale torinese. Al 30 giugno scorso il risparmio finanziario delle famiglie piemontesi, considerando depositi bancari, fondi di investimento, azioni e titoli di Stato, raggiunge 239.624.999 migliaia di euro, contro 180.041.693 migliaia di euro del 2020, con un incremento del 33%. La crescita riguarda soprattutto gli strumenti finanziari diversi dai depositi, che passano da 92.172.404 a 149.687.549 migliaia di euro, con un aumento del 62%. I depositi salgono invece da 87.869.289 a 89.937.450 migliaia di euro, con un incremento del 2%. Torino concentra la quota maggiore del risparmio regionale, con 124.523.999 migliaia di euro, rispetto ai 91.801.952 migliaia di euro del 2020, in crescita del 36%. Nella provincia, fondi di investimento, azioni e titoli di Stato passano da 46.841.873 a 77.795.847 migliaia di euro (+66%), mentre i depositi crescono del 4%.

L’incremento del risparmio finanziario interessa tutte le province piemontesi. Dopo Torino, Biella e Cuneo registrano una crescita del 33%, seguite da Asti (+32%), Novara e Verbano-Cusio-Ossola (+31%), Alessandria (+27%) e Vercelli (+23%). L’andamento dei depositi è invece differenziato: aumentano in quattro province e diminuiscono nelle altre quattro, mentre gli strumenti di investimento registrano incrementi ovunque. “Il dato più significativo non è soltanto la crescita del risparmio finanziario delle famiglie piemontesi, ma soprattutto la sua composizione. Dei 59.583.306 migliaia di euro di incremento complessivo, 57.515.145 migliaia riguardano fondi di investimento, azioni e titoli di Stato, mentre i depositi sono aumentati del 2% – commenta Paola Cogli Ciccarelli, coordinatrice della Fabi di Torino – è un’evoluzione che rende sempre più importante il ruolo delle professionalità bancarie nella gestione del risparmio e nella consulenza alla clientela. Servono competenze, formazione continua e tempo da dedicare alle persone. Per questo è fondamentale che le banche investano nell’organizzazione del lavoro, evitando che la crescente importanza dei servizi di investimento si traduca in maggiori carichi di lavoro e indebite pressioni commerciali”.

Sul fronte del credito, al 30 giugno scorso, rileva ancora Fabi, i prestiti bancari alle famiglie piemontesi raggiungono 44.903.074 migliaia di euro, rispetto ai 40.824.052 migliaia di euro del 2020 per un incremento del 10%. Rispetto al 2025, quando il totale era di 44.025.110 migliaia di euro, l’aumento è di 877.964 migliaia di euro (+2%). Il confronto con il risparmio finanziario evidenzia che il valore delle attività finanziarie è cresciuto del 33% dal 2020, mentre i prestiti sono aumentati del 10%. A livello provinciale, Torino presenta il volume più elevato di prestiti, pari a 25.894.505 migliaia di euro, con un aumento di 2.702.469 migliaia di euro rispetto al 2020 (+11,7%). Nell’ultimo anno la crescita è stata di 558.923 migliaia di euro (+2,2%). Sette province su otto registrano un incremento rispetto al 2020. Novara presenta la crescita percentuale maggiore (+15,0%), seguita dal Verbano-Cusio-Ossola (+12,8%), Torino (+11,7%), Cuneo (+10,7%), Biella (+6,2%), Vercelli (+5,6%) e Alessandria (+2,9%). Asti è l’unica provincia in controtendenza, con una diminuzione del 4,8% rispetto al 2020 e dello 0,4% nell’ultimo anno. “Il credito alle famiglie continua a crescere, anche se in misura più contenuta rispetto al valore del risparmio finanziario – osserva Roberto Marras, segretario amministrativo della Fabi di Torino – sono dinamiche differenti che richiamano l’attenzione sulle diverse funzioni svolte dalle banche. Accanto alla gestione del patrimonio, il sistema bancario deve continuare a sostenere chi ha bisogno di finanziare l’acquisto di una casa, un progetto o un’esigenza della vita quotidiana. Per garantire entrambe queste attività servono persone, professionalità e una presenza sul territorio che consenta di mantenere un rapporto diretto con la clientela”.

Quanto ai conti correnti, al 31 dicembre 2025 in Piemonte se ne contano 3.599.380, contro i 3.437.837 di fine 2020 con un incremento del 4,7% e dello 0,7% rispetto al 2024. Torino concentra il numero maggiore di conti correnti giunti a quota 1.820.705 con una crescita del 4,6% rispetto al 2020 e dello 0,6% nell’ultimo anno. Segue Cuneo, con 549.757 conti correnti nel 2025. La crescita percentuale più elevata tra il 2020 e il 2025 si registra a Biella (+17,1%), dove i conti passano da 167.227 a 195.743, con un incremento di 28.516 unità. Seguono Asti (+8,5%) e Vercelli (+8,4%). Più contenuti gli aumenti di Alessandria (+0,6%) e Novara (+0,7%). Nell’ultimo anno sette province su otto registrano un incremento. Biella presenta ancora la crescita percentuale maggiore (+2,3%), seguita da Cuneo (+0,9%) e Novara (+0,7%). L’unica diminuzione riguarda il Verbano-Cusio-Ossola, dove i conti correnti scendono di 121 unità (-0,1%). “I 3.599.380 conti correnti presenti in Piemonte, con una crescita dello 0,7% nell’ultimo anno, confermano la rilevanza di questo strumento nel rapporto tra banche e clientela. Il conto corrente resta un punto di riferimento per la gestione delle esigenze finanziarie quotidiane, dai pagamenti al risparmio. Ma il numero dei rapporti bancari, da solo, non racconta la qualità dei servizi offerti. È importante che l’innovazione digitale si accompagni alla possibilità di mantenere un rapporto diretto con il personale bancario, valorizzandone le competenze e garantendo un’assistenza adeguata alle esigenze delle persone, sia in filiale sia attraverso i canali a distanza”, conclude Cogli Ciccarelli sottolineando che i dati richiamano l’attenzione sull’importanza delle competenze professionali, della qualità dei servizi e della presenza bancaria sul territorio. Per la Fabi, quindi, l’evoluzione del settore deve accompagnarsi a investimenti nella formazione, nella tutela dell’occupazione e in un’organizzazione del lavoro capace di rispondere alle esigenze delle famiglie e delle imprese, salvaguardando il benessere di lavoratrici e lavoratori.

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