Autore Redazione
domenica
17 Aprile 2016
03:39
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Cronaca - Alessandria

LIVE VIDEO: Oggi la processione della Madonna della Salve: Alessandria celebra la Patrona

LIVE VIDEO: Oggi la processione della Madonna della Salve: Alessandria celebra la Patrona

ALESSANDRIA – Questa domenica è il giorno più importante dell’Ottavario della Madonna della Salve, ad Alessandria. Dopo la Santa Messa Pontificale delle 10.30 in Duomo, nel pomeriggio partirà la processione del simulacro. Dopo la recita dei vespri, intorno alle 16, la Madonna della Salve attraverserà via Parma, piazza della Libertà, via dei Martiri, corso Roma, via Modena, via S.Giacomo della Vittoria e il ritorno in piazza della Libertà e di nuovo in piazza Duomo. Lunedi alle 10,30, al termine della Messa, il simulacro della “Salve” verrà riposto sopra l’altare a lei dedicato. 

 

“Quando sono arrivato ad Alessandria mi sono reso conto subito che l’appuntamento con la Madonna della Salve era importante per gli alessandrini” ha raccontato il vescovo Guido GalleseSono rimasto impressionato dalla fiumana di gente lo scorso anno, c’era chi ha ricevuto delle grazie o chi semplicemente le ha aperto il cuore. La preghiera del Salve Regina identifica la madonna come Madre di Misericordia e proprio in questo Giubileo straordinario della Misericordia abbiamo visto una grande partecipazione di fedeli.” 

Una storia, quella della “Clementissima Patrona”, che parte da lontano…Il 2 dicembre 1208 , in occasione della demolizione della rocca di Rovereto per ingrandire la chiesa di S. Maria di Castello, ad opera dei canonici mortariensi, l’immagine di Maria Santissima Addolorata ai piedi della croce con a fianco San Giovanni Evangelista nell’atto di porgerle aiuto, che conservavano da tempo immemorabile, f u trasferita nel duomo di Alessandria, costruito fra il 1170 e il 1178, le cui fondamenta sono state scoperte e ricoperte qualche anno fa sotto l’asfalto di piazza Libertà.

Il 24 aprile del 1489 il volto del simulacro della Madonna sudò e nelle cronache del tempo si legge che il medico Giovanni Chiabrera scrisse che “nel 1489 ci fu un inverno dolcissimo e abbondanza di frumento e di vino. In quell’anno, don Agostino Adorno era stato Governatore
di Genova e il duca di Milano ne era signore. Tutta quanta la campagna è bellissima e per 15 giorni, a partire dal 20 maggio, si diffuse la fama che una statua della Vergine Maria detta dello spasmo, piange: detta statua era stata rimessa a nuovo per la sua antichità; e per
questo sorsero così grande stupore e timore che da tutte le terre di Lombardia, Piemonte, Liguria e Monferrato le popolazioni si incamminavano insieme con i governanti, ed i fanciulli nudi che si flagellavano, in processione cantando litanie, per visitare la suddetta statua
portando tanti e tanti doni. Molti miracoli scaturivano dagli infermi che colà si recavano. Fatti dello stesso genere si erano verificati per miracoli del simulacro della Vergine in luoghi diversi e nel medesimo tempo, a Casale, Fubine, Ponzone, Stella e Voltri”. (…)“Era tanta la moltitudine delle persone che a questa santa statua concorrevano, che gli Alessandrini fecero fabbricare un altare (riferimento al vecchio duomo sotto piazza della Libertà, ndr) e sopra di esso la collocarono, come in luogo più onorevole e opportuno a essere dal popolo con maggiore devozione reverita. Dianti di essa si è mantenuto fino a questi giorni l’uso consueto di cantare ogni sabato la ‘Salve Regina’ e le litanie: come anche il giorno, nel quale il detto miracolo avvenne, si celebra ogni anno con solenne processione, portandosi la effigie della
statua per la città”.

Ricostruita la cattedrale ad opera di Napoleone, che aveva fatto demolire la precedente, nel 1810 alla Beata Vergine della Salve venne destinata la cappella nella navata sinistra presso la sacrestia. Nel 1806 fu posto in opera un nuovo altare in marmo di Carrara e nell’anno
successivo si provvide alla stuccatura dei muri, come si può leggere nelle cronache dell’Ansaldi. 

Nella notte del 30 aprile 1876, durante i lavori di ricostruzione della cappella della “Salve”, si sviluppò uno s paventoso incendio, provocato da una candela, che avvolse la custodia del simulacro distruggendone la cassa d’argento nella quale era racchiuso e i cristalli che lo
proteggevano senza intaccarlo.

Il 28 aprile del 1985, al termine della processione, l’allora cardinale Josef Ratzinger ebbe a dire “Maria è la nostra madre, perché anticipa le nostre necessità e le nostre suppliche, ma insieme la nostra fede e la nostra disponibilità. Maria, nostra madre, che rigenera continuamente i discepoli alla fede, è qui accolta dal discepolo prediletto come il tesoro più prezioso. Noi tutti che qui veniamo, sappiamo che Gesù ce l’ha data quale madre, perché come Giovanni, la accogliamo nel nostro cuore, la portiamo nel nostro intimo, la custodiamo come la presenza della parole del Signore in mezzo a noi”.

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