PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Un momento di incertezza, unito però alla fiducia per il futuro. Si può riassumere così la 206esima indagine congiunturale di Confindustria Alessandria dedicata alle previsioni delle attività delle 97 imprese associate per i prossimi tre mesi. La crisi internazionale dovuta ai conflitti in Medio Oriente sta condizionando il prezzo delle materie prime e della componentistica: otto aziende su dieci, in media, prevedono un aumento dei costi. In calo la redditività, arrivata a -16 rispetto al -9 dello scorso trimestre. Tra gli indici, positivi, invece, c’è la propensione a investire, al 75% e in aumento di 5 punti percentuali rispetto ai primi tre mesi del 2026. In provincia si prevede anche una ascesa dell’occupazione, a +3 rispetto al -6 dello scorso trimestre. Restano negativi, anche se in recupero, produzione (-4), ordini totali (-3) ed export (-5).
Sul fronte lavoro, il quadro resta stabile: il 79% delle aziende prevede occupazione invariata, mentre la cassa integrazione si conferma limitata, con un ricorso stimato dal 4% delle imprese. Rimane alta anche la propensione agli investimenti, indicata dal 75% degli intervistati, con un utilizzo degli impianti stabile al 77%.
Dal punto di vista settoriale, l’andamento è disomogeneo: il metalmeccanico mostra segnali positivi, soprattutto su produzione e ordini, mentre chimica, gomma e plastica restano in difficoltà. Sempre positivo invece l’alimentare, sostenuto dalla stagionalità. Più critico il quadro del terziario legato ai servizi alla produzione, dove si registra un calo diffuso degli indicatori: occupazione ferma a zero, attività e ordini interni in negativo e redditività in flessione.
“Questa nuova indagine dà numerosi segnali, indubbiamente rilevanti, e non del tutto attesi” ha spiegato il presidente di Confindustria Alessandria Gian Paolo Aschero. “Per la prima volta, dopo la pandemia, si accorciano le distanze tra manifatturiero e terziario: l’industria tiene, mentre i servizi rallentano. Non si registra però uno shock paragonabile a quello pandemico. Il dato più critico riguarda le previsioni sui prezzi, in aumento per energia, materie prime e logistica. Nonostante l’incertezza, le imprese continuano a guardare al futuro con una buona propensione agli investimenti” ha concluso il presidente.