28 Maggio 2026
05:42
Indifferenza e, forse, razzismo a Valenza: colto da malore, un africano resta a terra per due ore a bordo strada
VALENZA – “Ha rischiato di morire non solo per il malore ma per l’inaccettabile indifferenza di tanti”. Queste le parole di una donna che, ai microfoni di Radio Gold, ha contattato la nostra redazione per raccontare un episodio avvenuto mercoledì scorso, il 20 maggio, con protagonista un ragazzo africano residente a Valenza, suo amico e collega. L’uomo stava tornando a casa a bordo della sua bici dopo che, al lavoro, non si era sentito bene. “Proprio mentre stava percorrendo la sp 78, strada Pontecurone, alle porte della città, ha avuto un malore ed è caduto a bordo strada. Erano circa le 9 ma è stato soccorso ben due ore dopo da una automobilista che passava di lì. Prima di lei non si è fermato nessuno. Se fosse stato bianco tutto questo non sarebbe accaduto: qualcuno si sarebbe fermato prima. Non è giusto”.
“Era riverso a terra, molto vicino alla carreggiata: era impossibile non vederlo“ ha raccontato l’automobilista su Radio Gold “io ero in macchina con mia figlia. Abbiamo subito capito che stava male e, alla successiva rotonda, siamo tornate indietro, fermandoci per aiutarlo. Aveva problemi a muovere le gambe. Abbiamo subito chiamato subito il 112, gli abbiamo dato da bere e messo in sicurezza la bicicletta. Quella mattina faceva molto caldo. Per fortuna l’ambulanza del 118 è arrivata poco dopo. Nel frattempo eravamo in piedi a bordo strada e nemmeno in quel frangente le altre auto si sono fermate. Erano da poco passate le 11 di mattina: il ragazzo ci ha detto che era uscito dal lavoro verso le 9. Perché ho agito così? L’ho fatto spontaneamente, ho capito che aveva bisogno di aiuto. Non ci ho pensato troppo: è stato un gesto venuto dal cuore. Non ho certo pensato al colore della pelle. Non voglio comparire con il mio nome: mi basta sapere di aver aiutato quel ragazzo. Sono contenta di averlo fatto. Anche io penso la stessa cosa della collega di questo ragazzo: è facile immaginare che, se fosse stato bianco, qualcuno prima di me si sarebbe fermato. Quel giovane non avrebbe trascorso due ore a terra sotto il sole, senza alcun aiuto”.