Autore Redazione
sabato
10 Ottobre 2026
20:08
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Cronaca - Casale Monferrato

Casale Monferrato ricorda Enrico Bruschi: una targa nella palestra di arrampicata

Casale Monferrato ricorda Enrico Bruschi: una targa nella palestra di arrampicata

CASALE MONFERRATO – Una targa nella palestra di arrampicata Boulder per ricordare Enrico Bruschi, medico, consigliere comunale di Casale Monferrato e figura impegnata nella vita civile e associativa della città, mancato lo scorso febbraio a 75 anni. La cerimonia si è svolta questa mattina al Palazzetto dello Sport Paolo Ferraris, alla presenza di numerose persone. Ad aprire gli interventi e condurre il momento commemorativo è stato il capogruppo del Pd Gianni Crisafulli, che ha ricordato il collega e il suo impegno per la comunità.

Enrico Bruschi ha lavorato per tutta la sua vita professionale come medico all’Ospedale Santo Spirito. Consigliere comunale nell’attuale legislatura per il gruppo Pd, si era candidato nel 2024 con la coalizione “Casale, Davvero per Riccardo Calvo Sindaco”. È stato inoltre presidente della sezione Cai di Casale Monferrato e ha partecipato alle attività di Anpi, Legambiente ed Emergency. A portare il saluto dell’Amministrazione comunale e un ricordo personale è stato il vicesindaco Luca Novelli. Sono intervenuti anche Barbara Ravera ed Edoardo Galeotti, in rappresentanza del Cai di Casale Monferrato.

Il momento centrale della cerimonia è stato affidato a Massimo Leporati, dell’associazione Cittadinanzattiva, collega e amico di Bruschi, che ne ha ricordato le qualità umane e il valore della sua figura pubblica. Durante la mattinata Johnny Zaffiro e Mauro Fissore hanno presentato il progetto legato all’opera “L’albero degli alti cammini”. Realizzata da Fissore ed esposta alla Galleria Aperture sull’Arte, l’opera è dedicata a Enrico Bruschi e sarà donata alla città grazie alla raccolta fondi in corso a favore di Emergency.

Ad aprire e chiudere il momento commemorativo è stata la consigliera comunale del Pd Ramona Bruno, con una breve lettura dedicata alla montagna, grande passione di Bruschi, e al significato dei luoghi come custodi della memoria. La targa è stata scoperta dai nipoti Federico, Filippo e Alessio. A nome della famiglia è poi intervenuto il figlio Emanuele Bruschi, anche lui medico all’Ospedale Santo Spirito, che ha ringraziato i consiglieri comunali di minoranza, il Consiglio comunale, l’Amministrazione, il Cai e tutte le persone presenti. La cerimonia ha rappresentato un momento collettivo di ricordo e riconoscenza, legato alla figura di Enrico Bruschi e al suo impegno professionale, civile, sportivo e associativo.

Le parole pronunciate da Massimo Leporati:

Oggi siamo in tanti a ricordare Enrico, ad accompagnare la posa della targa nella palestra di arrampicata, luogo significativo della sua grande passione per l’alpinismo.

Vorrei innanzitutto ringraziare l’Amministrazione ed il Consiglio Comunale per aver voluto questo momento, il CAI di Casale per aver accolto favorevolmente la proposta dei colleghi consiglieri della Coalizione Casale Davvero, costituita dal Partito Democratico e dalle 3 Liste Civiche: Casale Ci Siamo, Casale per i giovani e Casale Cuore del Monferrato. Un particolare ringraziamento all’autore della targa, segno tangibile della vita di un uomo generoso, schietto e poliedrico, appassionato di montagna, legato profondamente al territorio casalese.

Innanzitutto ha scelto di svolgere la professione di anestesista rianimatore presso l’Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato, a cui ha dedicato tutta la propria carriera con abnegazione, acquisendo stima ed ammirazione, sia da parte dei pazienti sia da parte dei colleghi e dei collaboratori. Trasmetteva sicurezza ai ricoverati ed ai famigliari, sia nel Reparto di Rianimazione, sia come anestesista in sala operatoria, sia negli interventi di emergenza.

Come Responsabile del 118 a Casale nel 1996 ha voluto garantire di persona l’avvio il 31 dicembre ed il primo gennaio 1997.

Era orgoglioso di appartenere alla categoria medica, sempre all’interno della Sanità Pubblica per la salute di tutte le persone, di ogni ceto, appartenenza religiosa o etnia, impegnato nel volontariato internazionale, con particolare attenzione ai più bisognosi; basti ricordare il tempo dedicato ad Emergency.

Durante l’emergenza COVID 19 si è messo a disposizione, pur essendo in pensione.

Di carattere schietto, ha sempre anteposto il bene comune, cercando il dialogo senza mai rinunciare in ogni contesto a dire la propria opinione in modo disinteressato.

Ha sempre anteposto il bene comune al proprio tornaconto, la collettività all’egoismo, a volte anche in modo duro ma fermo nelle proprie convinzioni basate su valori autentici.

Ha sviluppato la passione per la montagna all’interno del CAI, di cui è stato Presidente, ha voluto questo luogo e poi ne ha sostenuto l’importanza per imparare a scalare e mantenersi in forma durante i mesi in cui la montagna è poco accessibile. Inoltre ha capito che questo può essere un luogo di sana socializzazione per i giovani e di importante   integrazione razziale.

La passione per le scalate in montagna lo hanno spinto sempre più alla difesa dell’ambiente e ad osservare attentamente gli equilibri della natura, trovando nell’adesione a Legambiente il luogo ove testimoniare il proprio impegno in modo efficace condiviso con molti amici, oggi qui presenti.

Il suo impegno si è concentrato fondamentalmente sui principi della Costituzione italiana, al cui sostegno ed alla sua difesa si è specificatamente espresso all’interno dell’ANPI; come non ricordarlo ad ogni manifestazione con il fazzoletto al collo simbolo della propria convinzione. Proprio gli amici mi hanno ricordato che sia stato lui a volere che gli associati siano riconoscibili indossandone i simboli.

Il suo impegno sociale lo ha condotto ad aderire al Partito Democratico, nella cui lista è stato eletto consigliere comunale nella coalizione Casale Davvero, distinguendosi per l’impegno profuso nel purtroppo breve periodo; il suo carattere schietto non è mai mancato, sia all’interno del suo Partito sia all’interno della coalizione con i colleghi consiglieri sia nelle sedute del Consiglio o nelle Commissioni. Però ha sempre cercato il confronto e possibilmente il dialogo, a volte compreso a volte meno in tutti i contesti, senza mai rinunciare a sostenere i propri ideali di giustizia, fratellanza e solidarietà.

Infine vorrei ricordarlo innamorato dei suoi affetti famigliari, la sua principale passione era quella del nonno, il suo amore per i nipoti Federico, Filippo e Alessio si coglieva quando ne parlava e la dedizione alla famiglia prevaleva su tutti gli impegni. Ad Adriana ed ai figli Emanuele, Giacomo e Maria Elena il nostro ringraziamento per il tempo sottratto a loro, per il suo impegno nelle varie Associazioni, sempre nell’interesse della collettività casalese ed in generale per il bene comune, per i valori che Enrico ha saputo trasmettere a tutti noi.

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