Autore Redazione
martedì
3 Novembre 2026
05:44
Condividi
Cronaca - Novi Ligure

Terzo Valico: fondi annunciati ma cantieri ancora fermi e oltre 300 lavoratori restano in cassa integrazione

Terzo Valico: fondi annunciati ma cantieri ancora fermi e oltre 300 lavoratori restano in cassa integrazione

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – 336 in cassa integrazione e 18 licenziati. Questa la situazione dei lavoratori dei cantieri di Radimero e Val Lemme per il Terzo Valico che, purtroppo, resta in stallo anche dopo il confronto di questo lunedì in Prefettura tra i sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil con la Regione Piemonte, rappresentata dall’assessore Bussalino e i sindaci dei Comuni di Novi Ligure, Arquata Scrivia, Fraconalto e Voltaggio. Al tavolo, però, mancavano i rappresentanti di Cociv e di Seli Overseas. Tutto era iniziato lo scorso 13 ottobre quando le parti sociali annunciarono la cassa integrazione: una situazione definita “inaccettabile“. “Per un presunto contenzioso economico tra il Cociv e la committenza Rfi a pagare il prezzo più grosso sono sempre i lavoratori”. 

La scorsa settimana il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini aveva annunciato lo stanziamento di altri 2 miliardi: “Spero che bastino, perché l’obiettivo è finire l’opera, siamo al 97.6% quindi non mi fermo quando manca il 2.4% del lavoro da fare” aveva sottolineato il vicepremier in occasione degli Stati Generali della Logistica del Nord Ovest svolti a Genova.

Al momento, però, 300 lavoratori di Seli Overseas, 6 del Consorzio Vallemme e 30 di Collins restano in cassa integrazione mentre 18 persone della impresa Gallerie s.r.l. sono state licenziate. Lunedì le parti sociali hanno espresso “forte preoccupazione“ per le ricadute occupazionali e sociali della situazione, sottolineando “la necessità di individuare soluzioni concrete per garantire la continuità lavorativa e tutelare tutti i dipendenti coinvolti” e hanno evidenziato l’importanza “di un confronto tra tutti i soggetti interessati, affinché le problematiche legate alla gestione delle attività e dei rapporti tra Cociv e Rfi non ricadano ancora una volta sulle spalle dei lavoratori”.

“La tutela dell’occupazione, la salvaguardia delle professionalità e la certezza del futuro lavorativo devono rappresentare una priorità assoluta“ hanno rimarcato Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil “continueremo a seguire con la massima attenzione l’evolversi della vertenza. Chiediamo risposte concrete e tempi certi per scongiurare ulteriori conseguenze occupazionali. A fronte dello stanziamento di fondi previsti nella manovra finanziaria, riteniamo incomprensibile non avere ancora una data certa per la ripresa del cantiere. Ringraziamo, infine, il Prefetto Alessandra Vinciguerra e le istituzioni presenti per l’impegno preso affinché la situazione si possa risolvere in tempi brevi”.

Condividi
Vedi anche