Autore Redazione
lunedì
18 Luglio 2016
22:00
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Cronaca - Alessandria

Prezzo del grano in caduta libera. Cia e Confagricoltura sospendono le quotazioni

Prezzo del grano in caduta libera. Cia e Confagricoltura sospendono le quotazioni

ALESSANDRIA – Quotazioni del grano bloccate ad Alessandria. Questa è la reazione di Confagricoltura e Cia contro prezzi che oggi non coprono neppure i costi di produzione. In una provincia che si contende il primato con Bologna per la produzione di frumento tenero, con circa 35/40 mila ettari coltivati ogni anno, gli agricoltori perdono in media 250 euro per ettaro. La sospensione della contrattazione della merce ad Alessandria non risolverà la situazione a livello nazionale, hanno evidenziato il presidente Cia, Gian Piero Ameglio, e Confagricoltura, Luca Brondelli di Brondello, ma era “giusto” lanciare un segnale d’allarme dal territorio per rimarcare l’importanza di quella che è la coltivazione più importante per l’alessandrino. Il grano di Alessandria, ha spiegato il presidente di Confagricoltura, è sempre stato quotato meno rispetto ai mercati di riferimento di Milano ,Torino e Bologna “in parte scontiamo maggiori costi di trasporto perché  l’industria molitoria da noi è poco presente”. L’idea di Luca Brondelli di Brondello, condivisa anche dal presidente Cia, è però che ci sia “molta speculazione”. “Un tempo si andava a spigare, oggi si va a speculare” ha scherzato Gian Piero Ameglio. Il sorriso, ovviamente, è amaro guardando al collo delle quotazioni “mai così basse”. Dai 21.5 euro a quintale dell’anno 2014 nel 2016 il prezzo è precipitato a 14 euro al quintale. Questo, ha aggiunto il presidente Cia, nonostante una qualità del prodotto in progressiva cresciuta negli anni. “Il grano alessandrino e nazionale è un prodotto di nicchia di altissima qualità che rispetta ad esempio i parametri di salubrità per quanto riguarda, ad esempio, i trattamenti in campo e quindi l’assenza di residui. Il nostro grano è il Made in Italy che ci invidia il mondo.  Se però possiamo scrivere “pasta italiana” anche quando è fatta con l’80% di grano che arriva ad esempio dal Sud America, che non rispetta gli stessi standard qualitativi, allora semplicemente sprechiamo una nostra eccellenza”. Per Cia e Confagricoltura, quindi, serve un rapido cambio di passo a livello nazionale anche per rivedere il sistema dei mercati in un’economia ormai globale.Bisogna arrivare a un mercato telematico, aggiornato quotidianamente, oltre ad accordi che prevedano una base uguale per tutti e una parte legata alla qualità”. Per Confagricoltura e Cia c’è bisogno, però,  anche di una decisa virata rispetto alla strada imboccata nell’alessandrino. Lo sguardo dei presidenti delle due associazioni agricole, lunedì, è andato quindi alla “terza sedia” rimasta vuota nella sala della Camera di Commercio. Coldiretti sulla questione “prezzi” ha optato per un’altra strategia ma proprio al suo presidente Roberto Paravidino è andata la sollecitazione “a fare di più” in qualità di attuale vertice del Consorzio Agrario del Piemonte Orientale. “Gli agricoltori hanno perso fiducia in questa storica struttura del territorio e caposaldo di molti produttori e non hanno più fede chi li ha amministrati negli ultimi anni e che ha causato perdite per oltre 10 milioni di euro”. Per Confagricoltura e Cia Alessandria, il presidente de Consorzio Agrario e la sua maggioranza dovrebbero quindi  “ripensare al proprio operato e conseguentemente dimettersi per lasciare ad un Consiglio paritetico, formato dalle Associazioni, l’amministrazione di questo ente che i “nostri” padri hanno fondato per lo sviluppo economico agricolo di questa provincia”. In attesa di un’eventuale risposta a livello locale, Cia e Confagricoltura questa settimana hanno intanto bloccato le quotazioni del listino alessandrino  dei cereali alla Borsa Merci della Camera di Commercio di Alessandria “per dimostrare che occorre un cambiamento di rotta: i nostri agricoltori con prezzi così bassi non riescono a coprire i costi di produzione, impoverendosi anno dopo anno senza prospettive positive per il futuro per loro, per l’indotto e per l’economia del territorio“.

 

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