Autore Redazione
mercoledì
23 Maggio 2018
01:19
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Politica - Valenza

Rossi preoccupato per lo spezzatino sanitario a Valenza

Il consigliere regionale di Forza Italia ha chiesto delucidazioni all'assessore Saitta
Rossi preoccupato per lo spezzatino sanitario a Valenza

VALENZA – Il consigliere regionale di Forza Italia, Luca Rossi, guarda con timore la risistemazione dei servizi sanitari a Valenza. Le risposte al question time di martedì, date dall’assessore regionale Antonio Saitta, hanno confermato i dubbi del politico azzurro. Rossi ritiene che la decisione di spezzettare i servizi tra la palazzina di via Raffaello, l’ex mercato coperto, sia già stata presa. A questo si aggiungerebbe la collocazione da trovare per i 20 posti letto di continuità assistenziale.

È facile prevedere un peggioramento della qualità dei servizi offerti al paziente – spiega l’esponente azzurro. Peraltro il 24 febbraio del 2017 il Consiglio Comunale di Valenza aveva approvato, con voto unanime, un ordine del giorno in cui si impegnava il sindaco a attivarsi per mantenere i servizi all’interno della struttura dell’ex Ospedale Mauriziano e per convocare un Consiglio aperto per coinvolgere la cittadinanza nelle decisioni. Questo atto è rimasto lettera morta, basti pensare che Saitta ha confermato un incontro a cui hanno partecipato Asl e Comune per individuare una nuova sede, oltre alla palazzina di via Raffaello, in grado di assicurare spazi sufficienti ad accogliere tutti i servizi oggi esistenti. Tra le varie ipotesi prese in considerazioni – come affermato dall’assessore – c’è quella dell’ex mercato coperto per cui sono stati effettuati studi di fattibilità che troverebbero il placet proprio della Regione Piemonte”.
La conclusione per Rossi è che “a questo punto i servizi oggi concentrati su un’unica sede, verrebbero suddivisi tra la palazzina di via Raffaello, di proprietà dell’Asl e oggi in fase di ristrutturazione, e l’ex mercato coperto. Dovrebbero poi trovare collocazione i 20 posti letto di continuità assistenziale che ad oggi potrebbero finire in una terza struttura. Non si può che essere preoccupati per questa pianificazione edilizia incapace di centralizzare, in un unico edificio, tutta l’offerta sanitaria“.

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